La Cina verso la globalizzazione: i titoli denominati in CNY entrano nei principali indici obbligazionari


Commento a cura di Francesco Lomartire, Head of SPDR ETFs Italy, State Street Global Advisors. Contenuto sponsorizzato. Advertisement

Dall’inizio del 2016, la Cina ha iniziato ad adottare politiche volte ad aprire i propri mercati finanziari agli investitori internazionali. Le riforme introdotte hanno accelerato il processo di accettazione della Cina negli indici obbligazionari tradizionali, culminato con l’annuncio di Bloomberg Barclays che ha confermato che da aprile 2019 includerà i titoli obbligazionari governativi cinesi e quelli delle “policy bank” (i.e. banca demandata a sostenere le politiche pubbliche) denominati in CNY negli indici Global Aggregate, Global Treasury e Emerging Market Local Currency. Questo annuncio segna un passo fondamentale  nel processo volto ad aprire e attirare ulteriori investimenti in Cina, il secondo mercato mondiale del debito. 

A partire dall'aprile 2019, i titoli cinesi saranno inclusi nell'indice Global Aggregate su un periodo di 20 mesi al ritmo del 5% ogni mese. Quando il processo d’inclusione sarà pienamente implementato, le obbligazioni cinesi in valuta locale costituiranno la quarta componente valutaria più grande dopo il dollaro USA, l'euro e lo yen giapponese. Se utilizziamo i dati al 28 febbraio 2019, al completamento del processo di inclusione nel novembre 2020 l'indice così modificato includerà 362 titoli cinesi che rappresenteranno il 6,1% dei 54.800 miliardi di dollari dell’indice.

Le conseguenze dell’inclusione sull’indice Global Aggregate

In termini di rendimento, i titoli governativi e quelli delle “policy bank” in CNY offrono un rendimento a metà strada tra quello dei mercati sviluppati e quelli dei mercati emergenti in generale. Lo “yield to worst” dell'indice Bloomberg Barclays China Treasury and Policy Banks, alla fine di gennaio 2019, era del 3,2%. Ciò avrebbe aumentato lo “yield to worst” dell'Indice Global Aggregate dello 0,1%. Per quanto riguarda la duration, l’“option-adjusted duration” dell'indice Bloomberg Barclays China Treasury and Policy Banks alla fine di febbraio era di 5,4 anni. Ciò implicherebbe che, una volta completata l’inclusione, la duration complessiva dell'Indice Global Aggregate si ridurrebbe di circa 0,1 anni. Dal punto di vista della qualità del credito, l’inclusione della Cina nell'Indice Globale Aggregate non modificherà probabilmente il rating medio complessivo dell'indice, che rimarrà AA2/AA3. Infine, analizzando i dati storici, l'inclusione di obbligazioni cinesi nell'indice non avrebbe avuto un effetto significativo sulle performance (si veda la tabella sottostante). Tuttavia, la loro inclusione avrebbe abbassato la volatilità e quindi fornito uno Sharpe Ratio migliore.

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Fonte: State Street Global Advisors, Barclays POINT, al 28 febbraio 2019. La diversificazione non costituisce garanzia di profitto o di protezione contro le perdite. I rendimenti dell’indice non sono gestiti e non riflettono la riduzione di commissioni o spese.  La performance passata non è indicativa di risultati futuri. 

La nostra view sui titoli obbligazionari cinesi 

In un contesto ancora dominato dai bassi rendimenti dei titoli di Stato, gli investitori alla ricerca di diversificazione devono guardare oltre ai propri mercati nazionali per trovare strumenti interessanti che offrano rendimenti e basse correlazioni con le esposizioni “core” del portafoglio. Nonostante la compressione dei rendimenti nel 2018, i titoli di Stato cinesi offrono ancora circa il 2% in più rispetto ai titoli di Stato globali. Data la base limitata di investitori stranieri, il mercato obbligazionario cinese ha attualmente una correlazione molto bassa con i mercati obbligazionari globali - appena lo 0,2 rispetto ai titoli del Tesoro USA negli ultimi dieci anni. Anche se ciò è destinato a cambiare nel momento in cui le obbligazioni cinesi diventeranno facilmente accessibili agli investitori esteri, riteniamo che questi titoli potranno essere ancora ben supportati dall'allentamento delle misure di politica monetaria e dagli afflussi associati alla loro inclusione dell'indice. Accogliamo pertanto positivamente l’ingresso di questi titoli nell’indice Global Aggregate.

Come accedere all’asset class

Non tutti i gestori possiedono le conoscenze o l’esperienza necessarie alla gestione dei titoli cinesi onshore. In State Street Global Advisors investiamo nel mercato obbligazionario cinese dal 2005 e abbiamo già stabilito le relazioni di mercato e regolamentari necessarie, creando al tempo stesso un processo di gestione dei rischi e un quadro operativo solido. Siamo pertanto pronti a fornire agli investitori accesso a questo mercato attraverso la nostra gamma di ETF, in particolare grazie allo SPDR Bloomberg Barclays Global Aggregate Bond UCITS ETF (GLAG IM, TER 0,10%), disponibile anche nella versione con copertura valutaria in EUR (GLAE IM, TER 0,10%) . Riteniamo infatti che in un contesto caratterizzato da una politica monetaria accomodante e da un rallentamento della crescita globale, una posizione più neutrale sulla duration potrebbe essere opportuna. L'ampia esposizione dell'indice Global Aggregate potrebbe pertanto essere utilizzata come esposizione “core” o come fonte di diversificazione rispetto ai titoli domestici.

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