La Calce (Fideuram Investimenti SGR): “Ripensare la classificazione dei prodotti sui mercati privati”


La piattaforma dedicata ai mercati privati creata da Fideuram Investimenti SGR nel 2016 ha un nuovo fondo in sottoscrizione, il quarto della gamma Fideuram Alternative Investments. Il FAI - Mercati Europei, questo il nome del nuovo nato, è un fondo di investimento alternativo chiuso non riservato con quota minima di investimento fissata a 100.000 euro che investirà nei private markets del Vecchio Continente attraverso partecipazioni di capitale, prestiti, investimenti immobiliari e special opportunities con un orizzonte temporale complessivo di nove anni, con possibile proroga di ulteriori tre.

I tassi a zero e il bisogno di diversificazione

Nell’attuale fase di tassi bassi, se non negativi”, afferma Fabio Cubelli, condirettore generale Area di Coordinamento Affari di Fideuram, “è necessario approfondire la relazione fra le tre dimensioni dell’investimento costituite da rischio, orizzonte temporale e rendimento atteso”. “Ciò che avviene con l’investimento nei mercati privati è la ricerca di rendimento attraverso l’allungamento dell’orizzonte temporale”, prosegue, “poiché l’investimento è vincolato per un periodo a fronte di un maggiore rendimento atteso e di un più alto potenziale di diversificazione dato dalla connessione all’economia reale e dalla minore dipendenza dai mercati finanziari”.

Se in passato l’investimento in mercati privati era stato appannaggio esclusivo degli investitori istituzionali, le mutate condizioni di mercato e lo sviluppo dei prodotti di investimento stanno stanno spingendo verso un più ampio utilizzo da parte della clientela privata di fascia alta. “Proporre come stiamo facendo a clientela private ed upper affluent soluzioni di investimento nei mercati privati riteniamo possa essere per queste categorie fonte di creazione di valore nei loro portafogli”, spiega Gianluca La Calce, amministratore delegato Fideuram Investimenti SGR. “La proposizione di fondi alternativi chiusi non riservati con l’attuale soglia ridotta a 100.000 euro permette di migliorare la frontiera efficiente della nostra clientela attraverso sani principi di diversificazione e decorrelazione”, prosegue, sottolineando inoltre l’importanza della formazione e di informazione verso le reti distributive e il cliente finale per l’adeguata comprensione delle caratteristiche di questa classe di attivo.

Incontrare l’economia reale

Proprio a partire da questo bisogno di approfondimento Fideuram Investimenti SGR ha promosso una serie di incontri sul territorio che si concluderà il giorno 6 novembre a Roma caratterizzati dalla presenza di imprenditori coinvolti in operazioni relative ai prodotti delle piattaforma FAI preesistenti e soprattutto dalla partecipazione di Tikehau Capital, partner scelto dalla società italiana per la gestione del nuovo strumento FAI - Mercati Europei in collocamento. L’obiettivo è esporre con chiarezza il funzionamento della tipologia di prodotto e il processo di allocazione, esplicitando inoltre, grazie alla presenza di rappresentanti dell'economia reale, il collegamento con il tessuto produttivo e il ruolo che una società di gestione riveste all’interno del consiglio di amministrazione una volta deciso di investire attraverso le modalità proprie dei mercati privati. “Il fondo FAI – Mercati Privati Europei è un fondo a forte diversificazione settoriale e geografica, con focus pan-europeo”, commenta Luca Bucelli, responsabile per l'Italia di Tikehau Capital. “Il tessuto imprenditoriale europeo è ricco di aziende di medie dimensioni guidate da imprenditori capaci che hanno l’ambizione ma spesso non i mezzi per crescere sul mercato di riferimento o a livello internazionale e Tikehau da sempre concentra la propria attività di investimento sul mercato europeo facendo leva sulla propria presenza locale con uffici e team di investimento a Parigi, Londra, Bruxelles, Madrid, Milano e a breve Amsterdam”, prosegue. "L’allocazione geografica finale del fondo”, entra nel dettaglio Bucelli, “dipenderà dalle opportunità di investimento che si presenteranno, tuttavia ci aspettiamo di ripartire gli investimenti principalmente su queste geografie”.  “A livello settoriale”, completa, “ci aspettiamo altrettanta diversificazione privilegiando nel debito settori anticiclici come il farmaceutico e nel private equity settori caratterizzati da trend secolari di crescita come la transizione verso forme di energia più sostenibili”.

Ripensare l’asset class

Gli investimenti in mercati privati, essendo caratterizzati da un profilo di minore liquidità rispetto agli investimenti tradizionali, in coerenza con la normativa applicata ricadono automaticamente nella classificazione di profilo di rischio alto. Uno stato di cose che non rispecchia, però, secondo La Calce l’evoluzione del contesto di mercato. “L’industria dell’asset management”, afferma sul punto, “anche attraverso un tavolo di consultazione presso Assogestioni, sta cercando di rendere maggiormente omogenei i criteri di classificazione del profilo di rischiosità e degli scenari di performance che vengono rappresentati sui documenti informativi al fine di rendere maggiormente comparabili i prodotti che seguono la normativa UCITS e quelli a cui viene applicata la normativa PRIIPS”. “Se da un lato questa tipologia di investimenti presenta limiti alla liquidabilità per l’investitore la volatilità degli stessi è altresì molto contenuta e riteniamo che l’attuale profilatura non permetta di cogliere tutti gli aspetti di questa tipologia di investimenti”, conclude.

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