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L’Italia secondo gli asset manager internazionali


Gli investitori continuano ad essere preoccupati per le sorti del Belpaese e questo si ripercuote sulle loro scelte di investimento. La prudenza rimane la parola d’ordine, in attesa di segnali positivi e più incisivi da parte del governo.

Nick Wall, gestore obbligazionario di Merian Global Investors, ha valutato le prospettive di breve e lungo termine per il debito italiano, commentando infatti che “sicuramente, il fatto che l’Italia abbia un disperato bisogno di vedere una più veloce crescita del PIL è una questione importante, ma il piano del governo per un deficit più ampio è allocato in maniera eccessiva, su ambiti in cui probabilmente non ci sarà un grande moltiplicatore fiscale (come l’abbassamento dell’età del pensionamento e l’aumento dei benefit di welfare). A nostro avviso, è improbabile che l’Italia vorrà rientrare nei limiti e probabilmente subirà la procedura per debito eccessivo”.

I titoli di Stato italiani, a livello di valutazioni, sembrano molto attraenti rispetto a quelli di altre economie periferiche in Europa e ai Bund. Offrono rendimenti elevati per investitori europei e statunitensi che si proteggono dal rischio valutario. Sono anche molto economici se si considera la loro media, opposta rispetto alle valutazioni storiche, e il rischio di ridenominazione sopravvalutato. Tuttavia, in un’ottica di più lungo periodo, visti i fondamentali, le performance dovrebbero affievolirsi. Il governo italiano è pronto a tollerare rendimenti più alti per spingere verso un cambiamento politico a livello europeo, che potrebbe comportare multe, sospensione dei fondi strutturali e rischio di un downgrade a junk (che potrebbe portare a un ampio sell-off)”, aggiunge il gestore.

François-Xavier Chauchat, chief economist di Dorval Asset Management, sostiene che “un segnale inquietante proviene dall’Italia, dove l’economia ristagna. Anche se il rallentamento è meno generalizzato che nel 2011, il margine di manovra del Paese è molto limitato. Per il momento la buona notizia è che i tassi italiani a lungo termine si sono stabilizzati, senza il contagio degli altri mercati periferici. Ma occorre che l’UE e l’Italia trovino un accordo per far scendere i tassi e stabilizzare le attese di crescita. In generale, le prossime settimane ci illumineranno circa l’impatto del populismo sull’ordine economico e finanziario mondiale. I rischi abbondano, ma continuiamo a credere che prevarrà il realismo economico, di fronte ai limiti sempre più tangibili delle politiche populiste. L’Italia sa che in un modo o nell’altro deve rassicurare gli investitori”.

Toby Nangle, responsabile Asset Allocation Globale e responsabile Multi-Asset, EMEA di Columbia Threadneedle Investments, ritiene che lo scontro sulla bozza di bilancio presentata dal governo italiano abbia provocato un impatto diretto sulle valutazioni. "Nello specifico, l'extra-rendimento offerto agli investitori per la detenzione di titoli di Stato italiani anziché tedeschi o francesi è balzato a livelli visti l'ultima volta durante la crisi del debito sovrano dell'Eurozona. Ciò ha contribuito a spingere verso l'alto gli spread dei titoli societari e i tassi di sconto azionari, penalizzando i prezzi degli attivi. Al momento riteniamo che sarà il buon senso a prevalere nello scontro e che il rischio politico europeo diminuirà, ma quanto più a lungo persisterà la situazione di stallo, tanto maggiore sarà l'effetto frenante sui fondamentali”.

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