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L'azionario italiano alla prova dei non-performing loan


Mentre Ftich, come Moody's, mantiene un outlook negativo sulle banche italiane (la sfida è ridurre l'alto livello di crediti non performing, vicino al 17%) la risoluzione sulla gestione dei crediti deteriorati approvata dalla Commisione Finanze del Senato spinge il governo italiano, ma anche i mercati, a confrontarsi con Bruxelles sul tema degli NPL. La BCE riformula le indicazioni sui crediti deteriorati, favorendo una pratica di accantonamento più rapida per gli NPL a partire dal 2018 allo scopo di evitare un nuovo aumento dei crediti deteriorati in futuro. Decisione che ha allertato non solo il premier Paolo Gentiloni, ma anche il mercato azionario.

Dopo aver raggiunto i massimi a inizio mese ha cominciato una fase di movimento laterale”, dice Marco Nascimbene, gestore di Ersel AM. “In parte c’è la preoccupazione per il referendum della Catalogna, ma soprattutto ci sono le incertezze che hanno interessato il settore bancario dopo le dichiarazioni della BCE che ha espresso l’intenzione di disciplinare in modo più rigido gli accanotamenti per i crediti di sofferenza e di introdurre nuove misure per ridurre il peso degli stessi npl sui bilanci bancari”. Secondo il gestore proprio quest’ultimo aspetto ha preoccupato non poco gli investitori, visto la grande importanza che i crediti in sofferenza hanno per le principali banche italiane. “Aspettiamo di vedere quale saranno le decisioni definitive del regolatore”, dice Nascimbene. Se da un lato, infatti, il settore bancario stava attraversando un periodo positivo (numeri in miglioramento dovuti a taglio  di costi, riduzioni di filiali e del peso degli stessi npl) con l’entrata di nuovi investitiori che hanno favorito un trend positivo “dall’altro queste nuove preoccupazioni mettono di nuovo il mercato in una situazione complicata, nella quale sarà difficile capoire quale sarà l’impatto finale delle misure da parte del regolatore”, spiega il portfolio manager.

Comunque sia, l’azionario italiano si muove certamente su un piano positivo, soprattutto nel settore industriale, grazie al buon andamento dell’economia globale. “Restiamo positivi sulle aziende, sui settori legati ai consumi interni e anche su quelli più domestici perché l’andamento economico del Paese ha cominciato a dare segnali positivi. Le piccole e medie imprese continuano a performare bene, sia per i continui flussi di liquiditpa nel settore sia perché a pesare di più ci sono i titoli industrali che beneficiano di un buon andamento economico sottostante”, conclude l’esperto.

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