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IFP Investment Management guarda all’Italia


IFP Investment Management, società di gestione collettiva e patrimoniale lussemburghese, ha deciso di puntare sul mercato italiano. Ne abbiamo parlato con Gabriele Scalavino, sales ESG advisor della casa di investimento, che ci ha spiegato le ragioni di questa scelta e su cosa si basa la loro offerta.

Il Gruppo è attivo da oltre 25 anni nel settore finanziario, offrendo diversi servizi tra i quali gestione colletiva, patrimoniale e mandati di advisory. Dal 2007 ha aperto una management company di fondi UCITS V gestiti integralmente seguendo 15 rigorosi parametri ESG (Environmental Social and Governance). “Abbiamo deciso di puntare sull’Italia perché è un mercato particolarmente sensibile al tema della sostenibilità. La nostra clientela, costituita prevalentemente da istituzionali, come fondi pensione, family office, banche e SGR, è infatti sempre alla ricerca di prodotti che vantino una solida expertise in ambito ESG e che siano in grado di offrire rendimenti soddisfacenti e sostenibili nel tempo”, commenta Scalavino.

L’offerta di IFP Investment Management è concentrata, ma focalizzata dal 2007 su un approccio sostenibile, studiato e integrato e con un lungo track record di sostenibiltà: IFP Global Age Fund (fondo globale azionario SRI); IFP Global Environment Fund (fondo bilanciato SRI) e IFP Emerging Markets Bonds Fund, (fondo obligazionario con focus su aziende dei Paesi emergenti SRI). Da gennaio il collocamento dei fondi in Italia è possibile tramite la piattaforma di Allfunds nonchè la registrazione per la distribuzione qualificata in Italia.

Approccio sostenibile

“La sostenibilità è il nostro valore aggiunto - dichiara il sales advisor- il nostro approccio risponde alla necessità di trasparenza, di responsabilità sociale ed etica delle aziende investibili. Combiniamo analisi finanziarie rigorose con analisi ESG/SDG, identificando così le società leader nel loro settore, meglio gestite, preparate ad affrontare rischi futuri e con più alti standard di responsabilità sociale”.

Tutte le strategie di IFP Investment Management includono criteri ESG nei processi d’investimento proprietari, supportati da appropriate fonti di ricerca. Si avvale di un advisor ESG indipendente per un check dei portafogli certificandone la bontà del approccio sostenibile. L’applicazione dei criteri SRI avviene attribuendo uno score per ciascun parametro analizzato (15 in tutto) e tramite l’esclusione dall’universo investibile di aziende associate a certi settori e prodotti come armi nucleari, munizioni, limiti sull’energia nucleare (e anche sulla base delle indicazioni dei clienti), un’attenta attività di engagement (esercitando il diritto di voto attraverso la banca depositaria) e, la misura dell’impatto dell’investimento per ogni Sustainable Development Goals (SDG)  attraverso uno screening degli investimenti secondo la loro conformità agli standard e alle norme internazionali.

L’offerta

L’intera offerta di fondi di IFP Investment Management si basa su tematiche di lungo periodo; sono tutti prodotti long only e gestiti secondo high conviction, in cui c’è un forte controllo della volatilità.

Il fondo IFP Global Age Fund investe sulla parte azionaria globale di tutte quelle società che possono beneficiare del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, dai settori dell’healthcare, ai servizi finanziari e ai consumi (quindi titoli ciclici e anticiclici) inclusi i nuovi settori piu automation e nuove technologie inerenti a questa tematica.

Il fondo IFP Global Environment Fund è un fondo bilanciato focalizzato su tematiche ambientali (efficenza energetica, infrastrutture durevoli, risorse naturali e energia alternativa )e, quelle relative alla qualità della vita. Ha un profilo più conservativo, investe infatti per un 60% in corporate bond (plain vanilla, convertibles,…) e sino ad un massimo del 40% in equity, con la possibilità di lasciare una liquidità sino al 49% in situazioni particolari di mercato. Risulta essere al 100% ESG.

Il IFP Emerging Markets Bonds Fund è specializzato sui corporate bond in hard currency dei Paesi emergenti (soprattutto dollari), con un obiettivo di rating complessivo pari a BBB- e una volatilità ridotta. L’idea sottostante è che i mercati emergenti sono e saranno il motore dell’economia globale con fondamentali che stanno diventando più solidi di quelli dei paesi sviluppati. In tal caso il punteggio ESG è del 82%.

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