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L’agenda dei rischi geopolitici del 2018


Il nuovo anno ha ereditato dal positivo 2017 delle tensioni geopolitiche che sono state lasciate in sospeso. Sebbene i mercati abbiano cominciato il nuovo anno con l’ottimismo che ha caratterizzato tutto il 2017, i rischi a livello mondiale non sono scemati. Si va dal programma nucleare della Corea del Nord, le tensioni in Iran e Arabia Saudita, le decisioni politiche del presidente Trump, la Brexit e l’elezioni politiche che interessano moltissimi governi. Non sono da sottovalutare i livelli dell'indicatore di rischio geopolitico sviluppato da Blackrock (BGRI), che tiene in considerazione il numero delle volte che questi eventi vengono citati dai media. Secondo i dati raccolti ci troviamo in una situazione di alta preoccupazione.

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Perché allora i mercati non rallentano di fronte alla crescente incertezza politica?
Secondo Luca Tobagi, investment strategist di Invesco, “la storia ci insegna che questi eventi hanno avuto un impatto duraturo sui mercati solo quando l’economia è stata danneggiata, come nei casi della Grande Depressione degli anni 1930 o della Crisi Petrolifera degli anni ’70. Appare improbabile che un eventuale esito giudicato negativo dai mercati […] possa avere un impatto tanto profondo sull’economia europea o globale”.

Anche secondo Richard Turnill, global chief investment strategist di Blackrock, "i rischi geopolitici hanno storicamente avuto la tendenza a causare solo vendite nel breve periodo, a condizione che il contesto economico fosse stabile. Gli impatti globali sono in genere di breve durata, ma più acuti e durano più a lungo quando l'economia è debole”.

I rischi geopolitici analizzati uno ad uno
Andando ad analizzare i rischi politici uno alla volta, vediamo una leggera diminuzione delle tensioni internazionali. A partire dalla Corea del Nord che ha deciso di partecipare ai prossimi giochi olimpici invernali di Pyeongchang in squadra con la Corea del Sud. Questa decisione segna un passo avanti per le relazioni diplomatiche tra i due paesi. Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, le riforme avviate dall'erede al trono del paese, il principe Mohammed Bin Salman, hanno destabilizzato il clima político di cui il Medio Oriente ha goduto per un lungo periodo. Secondo David Donora, responsabile materie prime di Columbia Threadneedle “ciò potrebbe influire sulla produzione di oro nero e rendere i prezzi più volatili”.

Rimangono ancora pending le trattattive sul NAFTA. “Riteniamo che qualsiasi ritiro degli Stati Uniti dal NAFTA colpisca le azioni dei mercati emergenti nel breve periodo a causa del timore di un peggioramento dei rapporti commerciali” comenta Richard Turnill. Anche secondo Neil Williams, capo economista di Hermes Investment Management “Il rischio più grave è rappresentato dai dazi commerciali statunitensi che, come negli anni Trenta, potrebbero diffondersi a macchia d’olio. Resta da vedere se le relazioni tra Stati Uniti e Cina si complicheranno riguardo alla questione della Corea del Nord”.

Per quanto riguarda invece la Brexit, il 14 dicembre 2017 è stata approvata dal Consiglio Europeo la prima fase del negoziato sulla Brexit che darà il via alla seconda fase in cui saranno definite le modalità di uscita. “L’economia britannica ha messo a segno risultati migliori di quanto molti avessero osato sperare subito dopo il referendum che ha decretato la Brexit. Non sembra inoltre che le condizioni sia del mercato del lavoro o economiche in generale siano sul punto di peggiorare. Prevediamo una crescita dell’1,6%, in seguito a un accordo transitorio con l’UE, che limita qualsiasi indebolimento degli investimenti fissi”, spiega Chris Probyn, chief economist  di State Street Global Advisors.

Ultimo appuntamento dell'agenda sono le elezioni che si terranno in diversi Paesi del mondo, tra cui l’Italia. “In Sudafrica, l'ANC deve cominciare a cercare un nuovo leader; in Russia e in Colombia, rispettivamente a marzo e maggio, si terranno le elezioni presidenziali, e l'Indonesia ha programmato le elezioni locali in giugno. Si terranno inoltre elezioni legislative in Messico (luglio), Malesia (agosto), Brasile (ottobre) e Tailandia (novembre). Le elezioni in Messico e in Brasile possono in particolare causare alcuni sconvolgimenti”, secondo la casa di gestione Degroof Petercam.

 

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