Kevin Daly (ASI): "Perché puntare sull'obbligazionario di frontiera"


Un segmento meno esplorato con rendimenti interessanti. Questo il motivo per cui, secondo il portfolio manager di Aberdeen Standard Investments, Kevin Daly, in Italia per presentare il Frontier Markets Bond Fund, che ha ottenuto il rating C consistente di Funds People per il 2020, i mercati di frontiera rappresentano un’opportunità per gli investitori. In particolare oggi, spiega il gestore, per le politiche monetarie espansive delle Banche centrali e i bassi rendimenti dell’obbligazionario dei Paesi sviluppati.

Un contesto favorevole

Un contesto di mercato particolarmente favorevole per il comparto quello delineato da Daly. “Il 2019 è stato un anno positivo per gli emergenti e i fattori che hanno reso possibile questo trend sono rimasti invariati nel 2020”, osserva. “La Fed sembra intenzionata a mantenere i tassi bassi”, spiega Daly, “e dopo qualche esitazione a inizio anno, l’economia globale sembra essersi stabilizzata”. Ma non solo: “l’inflazione nei mercati emergenti, di cui quelli di frontiera sono la parte a più alto rendimento, è in discesa, così come lo sono i treasury yields USA, mentre lo spread tra bond emergenti in valuta forte e il credito statunitense è attraente”, aggiunge.

Ci sono però dei fattori di rischio che spaventano gli investitori, uno su tutti il diffondersi del coronavirus. “Siamo ancora in una fase in cui si cercano di stimare quali impatti che avrà sull'economia”, ammette Daly, “abbiamo già riscontrato dei cali dei consumi in Cina e anche del turismo in paesi limitrofi come Thailandia e Malesia”, osserva. “Non è ancora possibile valutare quanto durerà l’epidemia, tuttavia saranno gli asset più rischiosi, l'equity in particolare, a pagare di più. I bond, invece, dovrebbero risentirne meno per la loro natura difensiva”, spiega. Altra fonte di incertezza nei prossimi mesi sono le elezioni statunitensi di novembre. “Le presidenziali USA sono un evento a cui prestare attenzione, per le conseguenze che possono avere sull’economia mondiale”, ammette Daly. “Tuttavia i mercati di frontiera sono tendenzialmente poco correlati ai rischi globali. Il rischio per questi mercati è idiosincratico e legato a cosa succede nel singolo paese”, aggiunge.

Nigeria ed Egitto i paesi su cui puntare

Il portafoglio del Frontier Markets Bond Fund è investito per più del 50% in bond in valuta forte, circa il 30% in titoli in valuta locale e la parte restante in obbligazioni corporate e liquidità. Attualmente i mercati su cui è maggiormente esposto sono la Nigeria e l’Egitto, entrambi con una quota superiore all’8%. La Nigeria, con una popolazione in crescita di 200 milioni di persone, destinata a diventare secondo le previsioni la quarta nazione più grande al mondo nel 2050, è un mercato per Daly su cui puntare. “Non è cambiato molto dallo scorso anno, il paese cresce e si sta riprendendo dalla crisi del 2014 per la caduta del prezzo del petrolio”, spiega. “La banca centrale ha proibito agli investitori locali di investire negli Open Market Operations (OMO), spingendoli verso altre forme di debito e verso l’equity, causando l’impennata delle borse di inizio anno. Ma per noi non cambia molto, rimaniamo interessati agli OMO e prevediamo che la naira nigeriana rimanga stabile”, osserva. Interesse anche per l’Egitto, “una mia visita recente al Cairo”, spiega il gestore, “mi ha portato a confermare la mia view costruttiva sui bond egiziani in valuta locale. L'inflazione sta scendendo e la banca centrale dovrebbe continuare la politica di taglio dei tassi avviata lo scorso anno, con ritorni per gli investitori”. Infine, “altri paesi su cui puntiamo con quote in portafoglio del 5%-6% sono Ecuador, Costa d'Avorio e Ghana”, conclude Daly.  

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