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Kairos: “Keep calm, ottobre è il mese dell’espiazione per i mercati”


“Ottobre è il mese del pentimento e dell’espiazione per i mercati”. Questa è l’istantanea che Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos, scatta del momento macro-economico che stiamo vivendo. “Storicamente i crash più grossi si sono sempre verificati in questo mese e ciò avviene perché di solito si arriva a questo punto dell’anno carichi in termini di posizionamento e si diventa quindi particolarmente sensibili a qualsiasi possibile evento negativo”, spiega lo strategist.

Quest’anno non sono mancati elementi critici per il mercato: una Brexit sempre più vicina, la recessione del settore manifatturiero che è diventata globale, investendo anche gli Stati Uniti, l’impeachment proposto dai democratici nei confronti del presidente Donald Trump, la fase particolarmente delicata che sta riguardando le trattative USA-Cina (sono entrati in discussione temi come quello dei diritti umani, tenuto fuori finora volutamente per non complicare le cose ma su cui adesso l’America sta puntando) e che fa pensare a un conflitto che sarà comunque di natura lunga e difficile.

Tuttavia, per Fugnoli le ragioni per cui si può affrontare questo ottobre senza eccessiva preoccupazione sono diverse. “Innanzitutto, l’appoggio sempre più marcato ed evidente che le Banche centrali stanno dando alle economie. Il posizionamento del mercato”, sottolinea l’esperto, “è molto prudente a differenza di altri anni passati. C’è certamente una sedimentazione di posizioni storiche accumulate in questi 10 anni di rialzo, ma la parte speculativa di breve termine che di solito si aggiunge nei primi mesi dell’anno alle posizioni quest’anno non c’è – anzi ci sono molte coperture nei portafogli – e, quindi, non dovrebbe verificarsi un effetto sorpresa”.

Per quanto riguarda le trattative USA-Cina, lo strategist sottolinea l’eventualità che si profili, non necessariamente nell’immediato, “un accordo ristretto che non copra tutte le ambizioni iniziali ma che comunque potrebbe tranquillizzare il mercato”. Quanto alla recessione, Fugnoli ricorda che il PIL è ancora positivo e dovrebbe rimanere tale. “Ci sono problemi nel manifatturiero che però potrebbero essere attenuati, se non risolti, anche con il solo profilarsi di un accordo USA-Cina”. Di conseguenza, l’esperto mantiene la fiducia sulla possibilità che a fine anno si verifichi un recupero “come da tradizione”, aggiunge. “Dopo l’ottobre di espiazione c’è di solito una fine di anno più equilibrata e quindi il 2019 si potrebbe chiudere con un ampio segno positivo”.  

Uno sguardo al 2020
Il 2020 potrebbe non essere un anno necessariamente negativo – è ancora troppo presto per dirlo – ma quello che è certo è che sarà sicuramente un anno più impegnativo e volatile. “Si verificherà o meno l’impeachment in primavera, si vedrà se davvero questo rallentamento economico in corso si trasformerà in recessione (anche se dovrebbe essere molto superficiale), capiremo soprattutto dove porterà lo scontro politico negli USA, dove si profilano sul campo democratico candidature radicali e aggressive che hanno anche intenzioni punitive nei confronti di molti settori di business…”, riassume l’esperto di Kairos.

Insomma, si tratta di una serie di eventi che potrebbero portare i mercati a forti oscillazioni, non necessariamente negative ma con una forte volatilità. “Per il momento non è il caso di incidere sui portafogli con riduzioni di posizioni è semplicemente iniziare a pensare a questa ipotesi di 2020 per poi più avanti essere pronti ad agire”, conclude Fugnoli.

I contenuti di questo articolo sono estrapolati dalla Rubrica “Al 4° PIANO con Alessandro Fugnoli”, a cura dello strategist di Kairos, disponibile sul sito web della società.

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