Jupiter AM, crescita futura grazie a liquid alternative e multi-asset


Una realtà pronta a crescere ancora, forte del posizionamento ottenuto grazie alla scelta di approcciare il mercato italiano puntando sull’offerta di un numero ristretto di strumenti in grado di rappresentare al meglio le caratteristiche distintive della gestione della casa di investimento e insieme rispondere in modo puntuale a bisogni specifici della clientela. Andrea Boggio, head of Italy di Jupiter Asset Management, spiega in questo modo il percorso che a poco meno di due anni dall’apertura della branch italiana ha permesso alla società di affermarsi grazie principalmente a due prodotti ben noti al mondo degli investitori professionali. “Il Jupiter Dynamic Bond e il Jupiter European Growth (il primo con doppio rating Consistente e Blockbuster Funds People 2019 e il secondo con triplo rating Consistente, Blockbuster e preferito dagli Analisti Funds People 2019)”, afferma Boggio, “ci hanno consentito di avere fin da subito un’ottima penetrazione e visibilità”. “Abbiamo approcciato il mercato coerentemente con il nostro brand”, prosegue, “caratterizzato da gestione attiva e distacco dal benchmark, orientandoci al mondo del private banking e dei fund buyer, ottenendo fin da subito ottimi risultati”.

Stesso approccio, nuove asset classes

La nomina di Andrea Porro a head of discretionary business per il mercato italiano rappresenta la certificazione di tale crescita, ottenuta attraverso una logica opposta rispetto a quella one stop shop. “Jupiter Asset Management”, afferma Boggio, “ha in totale circa venti fondi, di cui sei attivamente promossi in Italia”. “Una decisione che deriva dalla scelta di concentrarsi da un lato su quelli che sono gli interessi più rilevanti degli investitori e dall’altro sulle specifiche aree di eccellenza espresse dalla nostra gestione, prendendo dunque a riferimento la qualità e le rilevanza riguardo al contesto come valori fondamentali”, aggiunge.

Liquid alternative e multi-asset sono i settori identificati da Boggio come essenziali per continuare l’espansione in Italia, sia in termini di nuove idee di investimento che di raccolta. “Su quest’ultimo comparto”, specifica, “abbiamo fatto lo scorso anno un investimento importantissimo portando in Jupiter AM Talib Sheik, tra i gestori in assoluto più conosciuti e apprezzati sull’asset class, con il quale abbiamo lanciato il nostro primo fondo income, in Italia non ancora distribuito poiché sarà oggetto di un progetto white label dedicato”.

Distribuzione: tutto cambia

Affermazioni che, sia dal punto di vista delle asset class citate che di modalità di sviluppo del business, ben rappresentano lo scenario di cambiamento che riguarda il mondo della gestione del nostro Paese. “MiFID II”, afferma sul punto l’head of Italy dell’asset manager, è tra i più importanti fattori che stanno contribuendo a mutare il panorama della distribuzione”. “In linea generale notiamo sempre meno interesse per il collocamento diretto e anche per la distribuzione cosiddetta indiretta, come ad esempio quella tramite unit linked, con le banche impegnate in un’ opera di riduzione del numero di partner e di strumenti disponibili per i consulenti”. Una dinamica a cui, afferma Boggio, sfugge Jupiter Asset Management, trovandosi a fare il proprio ingresso nelle reti proprio nel momento in cui molti ne stanno uscendo. “Il riconoscimento della nostra gestione come realmente attiva e differenziata rispetto a concorrenti e benchmark ci permette di spiccare nel momento in cui gli strumenti passivi avanzano grazie al vantaggio che strutturalmente forniscono  in termini di costi”, conclude l’head of Italy della società.

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