Guillaume Jourdan (LFDE): “Sta crescendo l’interesse per le obbligazioni convertibili”


Ottobre è stato un mese pessimo per i mercati globali. La costante riduzione della liquidità da parte delle Banche centrali, i rischi geopolitici e l’avvicinarsi della fine del ciclo economico si stanno pian piano facendo sentire. Lo scenario atteso sarà probabilmente caratterizzato da inflazione e volatilità crescenti. In questo momento, molte case di gestione studiano quali sono le soluzioni d’investimento più adatte a tale contesto; a tal proposito, Funds People ha intervistato Guillaume Jourdan, gestore di La Financière de l'Echiquier.

Jourdan gestisce, insieme ad Emmanuel Martin, il fondo convertibile Echiquier Convexité Europe (rating Consistente Funds People). “Negli ultimi tre anni, ci siamo resi conto che è aumentato l’interesse da parte degli investitori verso le obbligazioni convertibili”, spiega il gestore. “Ritengo che questa particolare asset class, sfruttando la convessità della curva, possa offrire degli ottimi rendimenti, gestendo in maniera efficace ed efficiente la volatilità di sistema”.

Il fondo è classificato come un convertibile europeo, con Exane Convertible Europe come benchmark di riferimento. Il fund manager, che gestisce il fondo in modo molto attivo, utilizza un approccio di stock picking sui singoli titoli attraverso delle valutazioni di value investing. “Il nostro team sulle convertibili è composto da tre portfolio manager e tre analisti, che si occupano dell’analisi dei fondamentali”, spiega Jourdan. Il fondo ha un’ampia diversificazione e investe in aziende di grande, media e piccola dimensione, con una particolare preferenza per queste ultime due. “Un esempio italiano di società in cui investiamo può essere Telecom Italia, in quanto riteniamo che il settore delle telecomunicazioni sia molto sottovalutato”.

Il gestore predilige le obbligazioni convertibili miste, perché caratterizzate da un’elevata convessità e quindi un profilo di rischio rendimento che trae vantaggio sia dal rialzo della componente azionaria in fase di bull market sia di quella obbligazionaria in caso di bear market. 

Poiché l’analisi del rischio di credito legato ad ogni emittente è parte integrante del processo di gestione, il fondo non fissa limiti relativi ai rating esterni. Di conseguenza, il team di gestione può investire sul mercato high yield e sui titoli privi di rating fino al 100% degli attivi del fondo. “In questa particolare fase del ciclo economico, in cui i tassi d’interesse tendono a salire, rimaniamo bassi di duration e utilizziamo le opzioni per sfruttare opportunità sulla curva”. Il fondo fa operazioni di arbitraggio tra le obbligazioni convertibili e le opzioni: “utilizziamo le opzioni in modo tattico, a seconda del momentum di mercato, per aumentare e ridurre le esposizioni”. Da inizio anno, l’esposizione del fondo è cambiata molto, da un 30/70 obbligazioni convertibili e opzioni a un 60/40. 

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