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Obbligazioni convertibili, una fonte alternativa per ridurre il rischio


In un contesto di mercato sempre più incerto, gli investitori cercano soluzioni alternative per proteggersi dalla volatilità. Peraltro, se questa protezione si potesse ottenere a costi inferiori, il risultato sarebbe ottimale. Jonathan Camissar, portfolio manager di State Street Global Advisors, ha presentato i benefici dello SPDR® Thomson Reuters Global Convertible Bond UCITS ETF, prodotto pensato per offrire un facile accesso al mercato dei convertibili. "Attraverso l’investimento in un'ampia gamma di società che operano sotto diversi rischi sovrani e in più aree geografiche, questo strumento è in grado di rispondere alle diverse esigenze degli investitori".

Camissar spiega che “le obbligazioni convertibili (Thomson Reuters Global Qualified Index), negli ultimi 10 anni, hanno mostrato rendimenti simili a quelli delle azioni globali (MSCI All Country World Index), ma con i due terzi della volatilità. Dunque per la loro natura possono essere una fonte alternativa di rendimento di qualità aggiustato per il rischio nel lungo periodo. Gli investitori hanno l'opportunità di investire sul mercato azionario, mantendendo una certa protezione grazie alla componente obbligazionaria. I pagamenti prestabiliti di cedole e le scadenze aiutano a fornire un supporto durante le fasi di turbolenza del mercato. Infatti, beneficiando delle scadenze medio-brevi, le obbligazioni convertibili tendono ad essere storicamente meno esposte alla svalutazione del capitale durante i cicli di aumento dei tassi. Contrariamente alle obbligazioni societarie a più lungo termine, che tipicamente sono più sensibili ai tassi d'interesse. Ciò è particolarmente rilevante oggi, con l’attuazione da parte delle Banche centrali della normalizzazione delle politiche monetarie”.

“Al centro della strategia ci sono tre temi chiave: liquidità, convenienza e valore. Innanzitutto viene selezionato il sottoinsieme più liquido all’interno dell'universo delle obbligazioni convertibili globali. In secondo luogo, i costi di gestione sono competitivi e i costi di transazione sono limitati, dato che il ribilanciamento del fondo avviene mensilmente, con parametri di investimento meno restrittivi per ridurre al minimo il turnover. Infine, ci avvaliamo di un team di investimento con consolidata esperienza, con l’obiettivo di offrire valore”, aggiunge il gestore.

Inoltre, i bond convertibili possono offrire dei vantaggi in termini di rendimento rispetto sia alle obbligazioni sia alle azioni. Il gestore sottolinea che “questa tipologia di asset class non era stata inclusa nei programmi di riacquisto obbligazionari (come il CSPP), il che significa che mentre le obbligazioni tradizionali tendono a subire una certa compressione degli spread, i convertibili non ne vengono influenzati in ugual misura. Questo ha creato un’opportunità di arbitraggio tra i rendimenti delle due tipologie di titoli emessi dallo stesso emittente. D’altro canto, mentre gli emittenti di azioni non sono tenuti a pagare dividendi, i pagamenti delle cedole sul loro debito convertibile sono obbligatori. Pertanto le obbligazioni convertibili che pagano cedole possono rappresentare una soluzione più interessante per gli investitori che cercano un'esposizione alle azioni sottostanti di una determinata società”.

“Soprattutto oggi, i bond convertibili possono essere d'aiuto per chi è incerto su come posizionarsi all’interno del mercato equity e fixed income. Questa tipologia di strumenti riesce a beneficiare delle fasi di rally azionario, controbilanciando eventuali perdite registrate durante le fasi di debolezza. La struttura di payoff asimmetrica può aiutare a fornire una certa convessità al portafoglio dell'investitore, che nell'attuale contesto volatile di mercato può essere fondamentale”, conclude.

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