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J. Lamarck, l’eccellenza italiana sulla consulenza biotech


La società è stata fondata nel 1996 ed è specializzata nell’advisory nella consulenza finanziaria in aziende biotech e pharma, ed offre assistenza professionale a clientela retail di alto profilo ed istituzionali che intendono investire nel settore biotecnologico e farmaceutico, ci racconta uno dei due fondatori Gianpaolo Nodari. “Siamo nati offrendo prima servizio ai privati, poi nel 2011 siamo stati contattati da Selectra Investments Sicav per attività di advisory per il loro primo fondo biotech. Nel 2015, Selectra Investments Sicav ci ha selezionati per l’analisi, nonché per la ricerca per il secondo fondo tematico che hanno lanciato sul pharma”.

J. Lamarck prende il nome dall’omonimo scienziato che ha definito le prime teorie sull’evoluzione ed è una società completamente indipendente da banche o istituzioni bancarie. “Il nostro approccio di ricerca si basa sull’analisi fondamentale e di stock picking per capire quali possono essere le aziende con il maggior valore nel lungo periodo”, spiega il founder. La società nasce come SRL di consulenza finanziaria nel 1996 e, nel 2007, a seguito dell’introduzione della normativa MiFID I è diventata una SIM. “Abbiamo aderito anche all’associazione Ascosim”, spiega Nodari.

Processo d’investimento

La filosofia di investimento si caratterizza per il processo di stock picking ed analisi fondamentale. L’obiettivo che J. Lamarck si è sempre posto è quello di offrire a chi è interessato all’investimento in biotecnologie un veicolo che permetta di entrare in tali mercati con assoluta sicurezza e cognizione. La società, infatti, offre l’apporto di analisti esperti che supportano i clienti nell’affacciarsi ai mercati internazionali e permettono di cogliere le opportunità offerte da questo settore in continua crescita.

La strategia perseguita da J. Lamarck si basa principalmente su tre principi:

1) Conoscenza del mercato: per investire in biotecnologie è necessaria una profonda conoscenza delle aziende, del management e dei prodotti, che consenta di discriminare tra titoli che a prima vista potrebbero sembrare attraenti ma che non saranno in grado di mantenere le promesse e titoli su cui puntare davvero.

2) Buy and hold: le serie storiche hanno rivelato che è la continuità dell’investimento in un settore strategico ad essere la mossa vincente nel lungo termine. Ovviamente qualche "aggiustamento" del portafoglio si deve fare, ma non bisogna cercare di individuare il momento giusto per entrare o uscire dal mercato.

3) Selezione: la selezione delle aziende è una componente molto importante dell’investimento in biotecnologie. Gli analisti di J. Lamarck individuano aziende che presentano buoni fondamentali e che mantengono coerenza con i criteri stabiliti dalla politica interna della società.

Consulenza ai privati

“L’investitore privato viene assistito nella costruzione e monitoraggio del portafoglio dedicato al settore biotech e pharma. Il servizio prevede la prestazione della “consulenza finanziaria senza detenzione, neanche temporanea, delle disponibilità liquide e degli strumenti finanziari della clientela e senza assunzione di rischi da parte della società stessa” (art. 1, comma 5, del decreto legislativo 24 feb. 1998, n. 58, lett. f). In altre parole, le somme investite rimangono nella banca del cliente, garantendo assoluta tranquillità e sicurezza”.

Consulenza agli investitori istituzionali

J. Lamarck mette a disposizione la propria competenza ventennale ad istituti bancari, SIM, SGR, fondi comuni e previdenziali che decidono di investire nel settore. “Le opportunità d’investimento nel biotech sono strettamente collegate con i trend demografici e l’invecchiamento della popolazione: la necessità di trovare delle soluzioni per rendere la produzione alimentare più efficiente, e di trovare la cura a malattie ancora incurabili, saranno le sfide del nuovo secolo”, conclude Nodari.

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