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Istituzionali, l’integrazione dei fattori ESG in cima agli investimenti


Su che cosa si stanno concentrando gli investitori istituzionali e wholesales per migliorare le proprie gestioni in questo momento? A rispondere a questa domanda fornisce un valido aiuto lo studio sponsorizzato da Franklin Templeton dal titolo “How institutional investors embrace responsible investing” che ha attraverso 237 interviste con professionisti senior in 21 mercati ha mappato l’attuale approccio di istituzionali e wholesale al tema della sostenibilità. I manager che hanno partecipato all’indagine rappresentano complessivamente 20.000 miliardi di dollari in asset, fornendo così una solida base per quanto concerne la rappresentatività dei risultati della ricerca.

ESG in cima ai pensieri degli investitori professionali

L’acquisizione di maggiori conoscenze e competenze relativamente alla sostenibilità applicata al mondo degli investimenti rappresenta una priorità assoluta per il mondo degli istituzionali e wholesale. A livello globale, si evince dai risultati della ricerca, l'80% dei detentori di asset investe per aumentare la propria expertise sui fattori ESG, dando priorità rispetto ad aspetti generalmente considerati più “core” come la strategia di investimento (57%) e l’adozione di nuove tecnologie (59%).

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Un cammino ancora lungo ma che è già iniziato con il 91% degli investitori intervistati che ha dichiarato di adottare già criteri ESG a differenti livelli di profondità.

Perché la sostenibilità

Interessante come notare quali siano le motivazioni che stanno spingendo gli investitori istituzionali e wholesale ad accelerare sul tema della sostenibilità. La riduzione del rischio è identificata da oltre due terzi degli investitori istituzionali (69%) come il principale vantaggio dell'incorporazione di ESG, seguito da un miglioramento dei rendimenti finanziari (60%). Permane una percentuale di investitori, seppur minoritaria, che associa l’investimento sostenibile alla possibilità di ottenere minori performance.

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“È positivo vedere”, sottolinea Matthew Williams, head of Institutional Sales EMEA di Franklin Templeton, “che la maggior parte degli investitori istituzionali intervistati ritenga che l'integrazione dei fattori ESG possa aumentare i rendimenti finanziari”. “Andando oltre una semplice storia di azionario e obbligazionario, stiamo assistendo a un crescente interesse per il modo in cui i criteri ESG vengono applicati in asset di strategie alternative, a partire da real asset come infrastrutture e private equity. Ciò dimostra la crescente sofisticazione degli investitori quando si tratta di conoscenze e capacità ESG, che è una tendenza che stiamo vedendo nelle conversazioni con i clienti”, aggiunge.

Che cosa fare ora?

Due sono le fondamentali esigenze espresse da istituzionali e wholesale sull’evoluzione degli investimenti sostenibili. La prima riguarda le asset classes di applicazione mentre la seconda la necessità di una maggiore trasparenza e consistenza dei dati disponibili.

Come riscontrabile nella tabella seguente, i real assets rappresentano una delle classi di attivo per cui l’assessment sul rispetto dei criteri ESG risulta maggiormente difficoltoso. La combinazione di questo aspetto con l’attenzione rivolta dagli investitori all’asset class in ottica di ricerca di rendimento, rende un significativo miglioramento della mappatura degli asset reali in relazione alla sostenibilità un desiderata prioritario per gli investitori intervistati.

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Infine, il miglioramento della trasparenza e la standardizzazione dei dati sono visti come catalizzatori chiave. Il 39% degli investitori istituzionali e wholesale globali identificano la mancanza di frameworks politici accettabili come la principale sfida per l'introduzione dell'ESG, mentre oltre un terzo, il 36%, ha citato la mancanza di dati di qualità a supporto delle decisioni. Gli investitori istituzionali ritengono quindi che gli standard di divulgazione debbano migliorare, attraverso una migliore pratica ed una maggiore applicazione delle normative.

Un elemento questo, che assume particolare importanza nel panorama europeo in vista del lavoro della Commissione per stabilire criteri comuni a cui attenersi, con particolare attenzione all’ambito ambientale.

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“Lo studio”, afferma Julie Moret, head of ESG di Franklin Templeton, “sottolinea il riconoscimento che divulgazioni di dati solidi, misurabili e comparabili e standard comuni sono fondamentali per supportare la più profonda applicazione dell'ESG”. “Ciò è stato evidenziato in particolare in Europa da responsabili politici e autorità di regolamentazione con lˈEU Action Plan per la Finanza Sostenibile. Ciò rappresenta un'opportunità per un impegno e una collaborazione più ampi tra i gestori di asset, i detentori di asset e le società al fine di promuovere divulgazioni ESG migliorate e pertinenti. In modo incoraggiante, la ricerca evidenzia l'estensione dei principi ESG a strategie alternative come il private equity e le infrastrutture, che riteniamo uno sviluppo positivo dato il potenziale per opportunità di crescita non ancora esplorate a fondo", conclude.

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