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Investire nel lungo periodo pur controllando la volatilità a breve termine


Banjamin Boucher-Ferté, investment director in Ruffer LLP, ci spiega che il comparto Ruffer Total Return International è gestito secondo un approccio absolute return con un duplice obiettivo: la preservazione del capitale in periodi rolling di 12 mesi e la generazione di rendimenti superiori rispetto a un deposito in cash.

L’head of research, Jon Dye, sottolinea che prima di tutto la strategia vuole garantire all’investitore la protezione del capitale e utilizza un approccio unconstrained ricorrendo principalmente ad asset tradizionali. “La nostra priorità è la protezione del capitale investito. Siamo investitori fondamentali e ragioniamo in ottica di medio lungo periodo, ma facciamo anche uso di coperture per contenere le oscillazioni di breve e la volatilità di mercato”, spiega. 

L’approccio absolute return di Ruffer, consiste nel selezionare aziende che possano mantenersi resilienti nelle diverse fasi di ciclo economico. “Ci sono compagnie che risentono meno della volatilità di sistema e soffrono meno le crisi. Noi ricerchiamo quelle”. Il gestore fa uso di strumenti derivati solo a scopo di copertura o di efficientamento di portafoglio. “Gli overlay ci permettono di coprire le posizioni di portafoglio nel breve periodo pur mantenendo l’asset allocation che ci eravamo prefissati”, spiega Dye.

Il fondo ricorre a strategie illiquide per aumentare la diversificazione di portafoglio e ottenere maggiori rendimenti. I due strumenti che il gestore preferisce utilizzare sono i credit default swaps (a scopo di protezione sui rischi di default) e strategie sulla volatilità (che permettono di posizionarsi in maniera opportunistica al crescente della volatilità di sistema), ricorrendo al fondo Ruffer Illiquid Strategies appositamente creato. “Il nostro obiettivo è ricercare investimenti in grado di offrire maggior decorrelazione e diversificazione nel medio lungo periodo, rispetto ad operare sul mercato facendo uso di put o call”.

Un ulteriore pilastro della gestione in Ruffer è il controllo del rischio. Il risk management è una parte core della gestione del portafoglio. “Teniamo monitorata sempre l’esposizione di portafogli ai rischi di liquidità e di sistema. Abbiamo un dipartimento di risk management indipendente che mantiene la situazione giornalmente monitorata”, spiega Banjamin Boucher-Ferté. Il portafoglio risulta sempre diviso in due parti, una “fear” che include asset difensivi, principalmente index-linked bonds e una parte “greed”, azionaria, composta da asset destinati a beneficiare di momenti positivi del mercato e che attualmente ha ha un’esposizione rilevante al mercato americano, britannico e inglese. In termini di valuta, il comparto è esposto per oltre il 70% alla sterlina, sua valuta base. 

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