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Investire in un mondo che cambia


Nell’attuale condizioni di bassi tassi d’interesse, gli asset manager hanno dovuto ripensare il modo di investire. Lo stesso costo della liquidità mette in difficoltà i gestori che devono trovare un modo alternativo di allocare il denaro e alla svelta.

“Oggi gli investitori sono obbligati a pagare un premio per il rischio più alto per ottenere rendcaimenti accettabili”, commenta Pietro Giuliani, presidente Gruppo Azimut. “E’ importante informare in modo adeguato il cliente affinché possa conoscere a fondo i rischi legati all’investimento. Quando ho cominciato a fare questo mestiere, 30 anni fa, il lavoro del consulente si riduceva alla vendita di un prodotto. Oggi invece, il consulente è molto formato e per svolgere la professione deve superare un esame e iscriversi a un albo”. Giuliani ritiene che la più grande sfida del futuro è riuscire a rispondere alle esigenze delle nuove generazioni: “I millenials fanno un uso maggiore dei canali digitali. La finanza deve ruscire a utilizzare nuovi mezzi di comunicazione e di formazione". 

È d’accordo anche Duccio Marconi, direttore centrale Consulenti Finanziari CheBanca! “La tecnologia serve ai nostri consulenti per entrare in contatto con i millenials” , spiega. “In Italia c’è ancora una scarsa cultura finanziaria ed è per questo motivo che non funziona il Roboadvisory. Noi però utilizziamo il Robo for Advisory che aiuta il cliente nella scelta del prodotto riducendo la burocrazia”. Marconi riconosce l’importanza di cercare il rendimento su asset class alternative come i Paesi emergenti, ma il cliente deve essere informato sui rischi connessi, come quelli valutari”.   

Massimiliano Grillo, head of FA Business Franklin Templeton ricorda che l’economia dei Mercati emergenti non si basa più sulle risorse naturali, ma sono diventati produtttori di tecnologia. “Ci sono diverse opportunità d’investimento in questi Paesi. I consulenti lo hanno capito, ma è ancora difficile convincere l’investitore italiano ad alzare asticella del rischio.

Lombard Odier IM per decidere dove allocare il portafoglio fa un’analisi dei consumi globali. “Abbiamo notato dei cambiamenti a livello globale sia per quanto riguarda le dinamiche di crescita, sia per i temi d’investimento. Gli stessi consumatori prefeirscono aziende che producono in modo sostenibile”, spiega Giancarlo Fonseca, head of Distribution Italy Lombard Odier Investment Managers. Un altro tema importante sono i big data: “Le società più grandi al mondo non sono quelle tecnologiche, ma quelle di dati”, spiega Federico Domenichini, head of Advisory Italy T. Rowe Price. “Vincerà chi riuscirà a utilizzare al meglio le informazioni”.

Davide Renzulli, head of Advisory Italy Columbia Threadneedle Investments sottolinea l’importanza di identificare i nuovi trend demografici. “Oggi la popolazione è in crescita e le persone vivono più a lungo. Questo ha un impatto in ogni settore economico", conclude.

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