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Investimenti Socialmente Responsabili da trend a fenomeno di massa


Quasi 14 miliardi di patrimonio per 107 fondi. Sono questi gli ultimi dati Assogestioni (secondo trimestre 2018) che fanno capo ai prodotti sostenibili sul mercato italiano. Non solo profitti, dunque, ma pure opere di bene. La grande finanza, in pochi anni, s’è fatta un esame di coscienza lanciando una crociata a favore dell’ambiente. Una conversione che prende i contorni di uno tsunami: gli investimenti etici di fondi, banche e grandi istituzioni, infatti, crescono a vista d’occhio. E i colossi del risparmio gestito, a partire da BlackRock e Vanguard, hanno messo in agenda i cambiamenti climatici tra le priorità di scelta di un investimento. Report, studi e perfino un mini salone dedicato ai fondi etici sono già all’ordine del giorno. La novità ha lasciato dunque il passo all’evoluzione e quello che fino a poco tempo fa era considerato un mercato di nicchia diventa un must del risparmio gestito. 

Se ne sono accorti soprattutto in Etica SGR, l’unica società di gestione del risparmio italiana, nata nel 2000, che propone esclusivamente fondi sostenibili e responsabili. “Abbiamo osservato in questi anni un’importante crescita d’interesse per le tematiche ambientali, sociali e di governance. Questo dipende in parte dal fatto che generalmente le società attente agli aspetti ESG contano su una visione di più lungo periodo, innovano di più, riescono a mitigare i rischi e possono ottenere una maggiore stabilità delle performance. Inoltre, è in atto un profondo cambiamento a livello europeo: i governi e le autorità di regolamentazione si stanno focalizzando sempre di più sui questi temi, orientando i flussi di capitale e agendo in modo importante sulla normativa”, spiega Roberto Grossi, vicedirettore generale della SGR. L’SRI, insomma, da trend è diventato un fenomeno di massa. Tant’è che si stima che gli strumenti sostenibili potranno arrivare a presentare più della metà degli AuM a livello mondiale. 

“L’Europa rappresenta il primo mercato al mondo per investimenti sostenibili. Oltre il 50% di tali soluzioni, infatti, si trova proprio nel Vecchio Continente. Gli Stati Uniti si collocano al secondo posto, tuttavia il loro contributo relativo è in crescita e attualmente ricopre il 38% del totale”, aggiunge Andrea Ghidoni, amministratore delegato e direttore generale di Pramerica SGR, che al momento gestisce circa 1 miliardo di euro di masse investite secondo criteri responsabili. “I motivi alla base di tale attenzione sono due: la crescente consapevolezza del ciclo virtuoso che si crea tra investimenti e criteri ESG e il livello di rendimento atteso degli investimenti sostenibili che non è inferiore a quello degli omologhi investimenti tradizionali”, continua il manager.

Società con maggior patrimonio

 

 Raccolta netta prom. 

 Patrimonio promosso 

Numero fondi

 EURIZON CAPITAL SGR

 506 

 4.848 

 17 

 ETICA SGR

 24 

 3.275 

 5 

 GRUPPO BNP PARIBAS 

 84 

 2.071 

 24 

 GRUPPO UBI BANCA

 245 

 884 

 5 

 AMUNDI GROUP

 302 

 896 

 8 

 GRUPPO DEUTSCHE BANK

 (100)

 806 

 3 

 GRUPPO CASSA CENTRALE BANCA 

 (15)

 517 

 3 

 CANDRIAM 

 5 

 101 

 18 

 CREDITO EMILIANO

 8 

 95 

 1 

 J.P. MORGAN ASSET MANAGEMENT 

 5 

 63 

 2 

 GRUPPO BANCA SELLA

 (2)

 61 

 1 

 FIDEURAM INVESTIMENTI SGR

 2 

 53 

 1 

 GRUPPO GENERALI 

 (0)

 32 

 1 

 NN INVESTMENT PARTNERS 

 (2)

 23 

 5 

 PENSPLAN INVEST 

 20 

 20 

 2 

 AXA IM 

 1 

 15 

 3 

 SCHRODERS  

 1 

 9 

 2 

 STATE STREET GLOBAL ADVISORS 

 0 

 6 

 1 

 CREDIT SUISSE 

 (1)

 4 

 1 

 ABERDEEN STANDARD INVESTMENTS

 (0)

 4 

 1 

 GROUPAMA ASSET MANAGEMENT 

 (0)

 1 

 2 

 INVESCO 

 0 

 0 

 1 

 TOTALE

 1.081 

13.786

 107 

Fonte: Assogestioni. Elaborazione propria con dati aggiornati al II trimestre 2018.

Patrimoni in crescita

Tra i big italiani che hanno sperimentato una crescita esponenziale c’è senz’altro Eurizon Capital SGR. Il suo patrimonio in fondi SRI è aumentato notevolmente nel corso del 2017, passando da 1,2 miliardi di euro a quasi 3,8. Il trend di crescita è proseguito anche nel 2018, tanto che a fine settembre la società ha superato i 5 miliardi di euro. “I risultati in termini di raccolta dimostrano che i distributori sono al nostro fianco nel promuovere gli investimenti sostenibili e che i risparmiatori italiani sono sensibili e ricettivi verso questi temi”, dice subito Massimo Mazzini, responsabile marketing e sviluppo commerciale di Eurizon. “Riteniamo che questo trend sia destinato a continuare. Nel mondo degli investitori istituzionali c’è sempre maggiore consapevolezza che la finanza sostenibile porti migliori risultati nel lungo periodo: negli anni sono stati pubblicati migliaia di studi empirici sulla relazione tra criteri ESG e risultati finanziari delle aziende, la maggior parte dei quali ha dimostrato che esiste una correlazione positiva. Ciò che emerge, infatti, è che gli investimenti socialmente responsabili aggiungono valore sociale, ma non determinano sul piano finanziario sacrifici o rischi aggiuntivi significativi”, afferma l’esperto. Ne è convinto anche Federico Trianni, responsabile distribution partner di BNP Paribas Asset Management, che sul mercato italiano conta già circa 2 miliardi di euro in prodotti etici. “Il tema SRI sta vivendo un periodo di forte attualità, proprio grazie alla crescente domanda dei risparmiatori, che stanno realizzando come questo approccio possa portare un miglioramento nel profilo di rischio/rendimento dei portafogli. In Italia, ad esempio, circa la metà degli investitori seguiti da intermediari di retail banking e private banking desidera investire in tali prodotti e vorrebbe aumentare l’esposizione del proprio portafoglio a tali tematiche”. 

Evoluzione_del_mercato_dei_fondi_sostenibili_in_Italia

Fondi in primo piano

Molte società stanno puntando su alcune strategie in particolare. In Etica, ad esempio, il fondo che fa meglio è l'Etica Bilanciato, che ha raggiunto il miliardo di masse e vanta il rating Blockbuster Funds People 2019. Tuttavia, per ora si dicono concentrati sull'Etica Impatto Clima, il nuovo fondo lanciato il 1° ottobre, come dice Roberto Grossi. “È un fondo bilanciato che investe in titoli di emittenti caratterizzati da un elevato profilo di responsabilità sociale e ambientale, con un particolare focus sulle tematiche legate allo sviluppo di un’economia low carbon e a basso impatto per il cambiamento climatico”. 

Ad ottobre anche Eurizon ha lanciato un nuovo prodotto: Eurizon Flessibile Azionario. Ma sono diverse le soluzioni che la casa di gestione offre. “Tra gli azionari, per esempio, abbiamo Eurizon Fund Sustainable Global Equity, un prodotto che adotta un processo di selezione dei titoli azionari puntando su aziende con vantaggi competitivi sostenibili, individuate tramite l’integrazione dei criteri ESG. Nel mondo obbligazionario invece l’ultimo nato è l'Eurizon Fund Absolute Green Bonds, che investe sui mercati obbligazionari internazionali finanziando progetti legati all’ambiente e selezionando le obbligazioni secondo i criteri definiti dai GBP (Green Bonds Principles)”, dice Mazzini. L’ultima strategia lanciata, invece, da Pramerica SGR è il comparto Social 4 Planet, che conta già 400 milioni di raccolta. “Abbiamo deciso di puntare sull’economia circolare, modello che si basa sulla valorizzazione degli scarti dei consumi, sull’estensione del ciclo di vita dei prodotti, sulla condivisione delle risorse e sull’utilizzo di fonti rinnovabili. L’economia circolare è un modello che si discosta da quello degli ultimi 150 anni di storia, definito “economia lineare”, caratterizzato dall’estrazione e dall’utilizzo delle materie prime per la produzione e successivamente dallo scarto del prodotto una volta arrivato alla fine del suo ciclo di vita”, spiega l’amministratore delegato. 

Per BNP Paribas AM il futuro sono i comparti equity tematici, come afferma Trianni. “Crediamo che sarà proprio questa categoria a vedere la maggior crescita nei prossimi anni, grazie principalmente a due fattori: la crescente allocazione all’azionario, dato il contesto di mercato, ed un effetto ‘sostituzione’ dei classici fondi azionari internazionali diversificati solo per area geografica, dai fondi SRI globali tematici, che possono meglio far fronte ai macro-trend imprescindibili in atto a livello globale, aumentando dunque l’efficienza dei portafogli, a condizione di sposare un orizzonte temporale di medio-lungo periodo. Proprio per questo motivo noi punteremo molto sulla combinazione di strumenti di distribuzione come i PAC legati ai temi SRI”, conclude l’esperto.

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