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Investimenti garantiti, come orientarsi nella scelta


Orientarsi tra i moltissimi strumenti che permettono un rendimento garantito, una garanzia del capitale o una qualche sorta di protezione è molto complesso. Dando uno sguardo alla classifica degli strumenti di investimento più scelti dagli italiani i primi posti sono quasi tutti occupati da tipologie di investimento che offrono una qualche sorta di protezione. Dopotutto chi non vorrebbe investire avendo la totale certezza di guadagnare, senza correre alcun rischio? "Ovviamente ciò non è possibile: quando si parla di investimenti, purtroppo, non esistono scorciatoie o metodi infallibili, ma esistono prodotti con vantaggi e svantaggi, da selezionare in modo accurato a seconda delle proprie esigenze", dicono gli esperti di MoneyFarm.

Ci sono diversi strumenti che offrono un rendimento fisso, e fra questi le obbligazioni sono tra le scelte più comuni tra gli investitori per la loro apparente semplicità. "Ma bisogna prestare attenzione in particolare a due aspetti: il rischio di credito e la capacità di portare a termine l'investimento", avvertono dalla società di consulenza. "Conoscere l’emittente di un’obbligazione, che sia di un Governo o di una società, è molto importante: questo perché, anche se si tratta di strumenti a rendimento garantito, esiste sempre un rischio che l’emittente non ripaghi i propri debiti, causando la perdita del capitale investito. Il rischio di credito, seppur controllabile, non va sottovalutato, anche perché di solito i rendimenti maggiori vengono promessi dagli emittenti più a rischio". Infatti il default può avvenire sia da parte di un governo che da parte di un’azienda privata. Un esempio sono i bond argentini, che all’inizio degli anni 2000 promettevano rendimenti vicini al 10%, salvo poi lasciare tutti coloro che avevano prestato soldi al governo di Buenos Aires a bocca asciutta. E la disavventura degli obbligazionisti di Banca Etruria e delle Banche Venete finite in risoluzione lo scorso anno.

Altro aspetto da non trascurare è che la certezza di ottenere un rendimento, quando si investe in obbligazioni, dipende dalla capacità di detenere l’investimento fino alla scadenza. Il prezzo delle obbligazioni sul mercato, infatti, non è fisso e per questo, vendendo in anticipo, ci si potrebbe trovare costretti a disinvestire in condizioni sfavorevoli e realizzare delle perdite. "Nella realtà è molto difficile (e spesso non conveniente) portare a scadenza le obbligazioni", fanno notare dalla SIM. "Così esse vengono spesso scambiate tra gli investitori sul mercato secondario. Il loro prezzo varia a seconda di quanto manca alla scadenza e in base alla dinamica dei tassi di interesse. Quando i tassi si alzano, il valore delle obbligazioni scende (perché sul mercato si trovano strumenti più vantaggiosi)". Il consiglio di MoneyFarm è -nel caso della lunga scadenza-  quello di valutare la dinamica futura dei tassi d’interesse, perché se i tassi sono in crescita aumentano le probabilità di registrare una perdita. Più la scadenza di un prodotto è lontana, più ovviamente il suo valore sarà suscettibile alla dinamica dei tassi. 

Un’altra scelta estremamente popolare è quella di aprire un conto deposito. Questo strumento, infatti, promette un rendimento garantito in cambio del vincolo del tuo capitale per un certo periodo. "Sicuramente investire nei conti deposito è un’ottima soluzione per chi volesse proteggere il proprio capitale nel brevissimo termine. Ma chi avesse obiettivi di risparmio più lunghi purtroppo avrebbe difficoltà a trovare dei conti deposito in grado di soddisfare le proprie aspettative. Nella corrente situazione di mercato, infatti, il rendimento dei conti deposito, anche di quelli più vantaggiosi, non riuscirebbe a coprire nemmeno l’effetto dell’inflazione", dicono gli esperti.

Fine del rendimento garantito per i prossimi anni?

Esiste poi una serie molto varia di prodotti che promettono protezione, garanzia del capitale o addirittura rendimenti assicurati. Questi strumenti hanno forme giuridiche molto varie e spesso complesse – si passa dalle polizze vita agli strumenti strutturati, ai fondi – e garantiscono vari livelli di protezione attraverso strategie di investimento difensive. Molti prodotti prevedono semplicemente delle scelte di investimento che mirano a controllare il rischio, mentre altri prevedono l’utilizzo di derivati o di assicurazioni per garantire la totalità o parte del capitale. "Dare una valutazione generale di questi prodotti è complesso, ma può essere utile seguire alcune linee guida generali. Ovviamente, in un contesto di tassi bassi, questi prodotti offrono rendimenti sempre più annacquati, tanto che c’è chi parla di fine del rendimento garantito per i prossimi anni", dicono gli esperti di MoneyFarm. "In generale questi strumenti sono molto costosi e molto complessi, oltre a presentare vincoli stringenti. Bisogna stare molto attenti prima di selezionarne uno, perché il rischio più comune è quello di trovarsi vincolati per molti anni a un prodotto non conveniente, magari costoso e non in grado di generare profitti".

L'ultimo consiglio riguarda prodotti, come i fondi a cedola o a scadenza – purtroppo la tipologia di fondi più collocata dall’industria del risparmio italiana -, "che sono impacchettati apposta per far credere al risparmiatore di ottenere rendimenti garantiti ma che invece non fanno altro che restituire quanto investito (magari persino tassato)".

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