Investimenti alternativi: liquidi o illiquidi?


Le politiche monetarie espansive delle Banche centrali hanno aumentato la correlazione tra le asset class e gli investitori faticano a trovare un paracadute in caso di picchi di volatilità.

Fondi alternativi liquidi

Per quanto riguarda i fondi liquidi l’appeal per gli strumenti alternativi è calato negli ultimi anni. "Questo trend è dipeso dai risultati positivi dei mercati internazionali che perdura da alcuni anni sia lato bond che equity e ha reso poco profittevole l’inserimento di assets alternative nei portafogli: tipicamente hanno rendimenti più contenuti a favore di una riduzione e controllo della volatilità”, spiega Enrico Bertozzi, gestioni patrimoniali de la Cassa di Ravenna. “In realtà, nella costruzione di un portafoglio ben diversificato, gli assets alternative dovrebbero avere sempre una parte a loro dedicata, facendo attenzione ad inserire una pluralità di strategie e anche una pluralità di strumenti all’interno della stessa. Basti pensare che esistono ben 14 strategie di fondi alternative, tutte con caratteristiche molto diverse tra loro”.

Vista la complessità dei fondi alternative, è fondamentale comprendere bene lo stile di gestione e approfondire la strategia con il gestore per poter inserire il fondo nel modo più corretto e profittevole all’interno dei propri portafogli. “In questo modo si potranno ottenere i benefici desiderati sia in termini di rendimento che di rischio e riduzione di volatilità, evitando brutte sorprese ed evitando false aspettative”, spiega Bertozzi. "Ritengo che questi strumenti siano più adatti ad investitori qualificati rispetto alla clientela retail".

Fondi alternativi illiquidi

Secondo Theo Delia-Russell, managing director e head of Products&Services di Mediobanca Private Banking, le asset class alternative comprate attraverso i private markets, soprattutto se focalizzati sul mid market e su asset class reali, sono molto distanti dai multipli che si vedono sui mercati quotati e per questo meno correlati in caso di shock. 

“La diversificazione avviene attraverso l’investimento in asset class reali (come l’immobiliare, le infrastrutture, il debito privato o l’azionariato privato) su mercati internazionali”, spiega. “La scelta di Mediobanca è stata quella di utilizzare le competenze di Russell Investments e di focalizzarsi su mercati maggiormente efficienti in questo ambito come Nord America e Nord Europa. In particolare sulle aziende medie e sul real estate degli Stati Uniti mercato più maturo ma più efficiente e resiliente in termini di consumi interni”.

Investire in private markets significa entrare in un programma di investimento pluriennale. Aumentare l’esposizione ogni anno per ridurre a regime l’illiquidità dello strumento. “È necessario un grosso sforzo educativo sui bankers e sui clienti. Penso che tra dieci anni sarà una asset class tradizionale”, spiega. “Importante però è non confondere i prodotti di private markets con quelli che non ne rispettano le caratteristiche autentiche come l’illiquidità e il lungo orizzonte temporale, necessario per creare valore”.

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