India, è il momento di iniziare a costruire un’esposizione?


Con un prodotto interno lordo che nel 2019 ha toccato quota 2.972 miliardi di dollari l’India si prospetta ora ad essere la terza potenza mondiale entro il 2030, subito dopo Cina e Stati Uniti.

La lista di metriche macroeconmiche che confermano tale assunto è molto articolata. Nel 2019, ad esempio, l'India ha attirato l'ottavo più alto flusso di investimenti diretti esteri a livello globale, con 49 miliardi di dollari, in crescita del 16% anno su anno.

_UTI_5Fonte: Centre for Economics and Business Research Estimate, The super-cycle lives: EM growth is key (Nov 2013) by Standard Chartered Global Research, IMF regional economic outlook October, 2019.

Investment case

Un dato particolarmente importante perché racconta di un sentiment globale nei confronti del Paese che sta cambiando. Ai canonici punti di forza riconosciuti all’India, tra cui principalmente la demografia, con una popolazione di 1,3 miliardi di persone di cui oltre il 60% in età lavorativa, e una stabilità politica maggiore rispetto alla media dei Paesi emergenti, si affiancano ora elementi particolarmente rilevanti per lo sviluppo delle attività economiche.

Uno fra questi è di natura geopolitica. La tendenza alla de-globalizzazione ha minor impatto su un Paese la cui crescita si basa in modo consistente sui consumi interni. Inoltre, lo scontro sul commercio globale tra Cina e Stati Uniti ha rilanciato l’India come hub produttivo, anche in forza delle riforme sociali ed economiche in atto. Dato rilevante in tal senso, il passaggio del Paese nel 2019 da un importatore netto di telefoni cellulari a esportatore. Samsung e Apple producono ora una parte significativa dei loro telefoni cellulari in India.

“Il numero di investitori che si rivolgono direttamente all’investimento in India senza passare per un’allocazione più generale ai mercati emergenti non riflette il vero potenziale del Paese. Questo cambierà in tempi brevi e il nostro attuale obiettivo è sottolineare i motivi per cui l’India è un caso di investimento”, afferma Fabrizio Salcedo, assistant vice president Business Development di UTI International,  compagnia che si interfaccia con gli investitori internazionali di UTI AMC, una delle più grandi case di gestione indiane, che recentemente ha completato l’iter di approvazione della classe retail del suo fondo flagship per il mercato italiano.

Caratteristiche dell’azionario indiano

L’offerta UCITS dell’asset manager consiste in tre prodotti: UTI Fixed Income Fund, UTI India Balanced Fund e UTI India Dynamic Equity Fund. È proprio su quest’ultimo che al momento si concentra lo sforzo commerciale di Salcedo, il cui recente ingresso nel team della branch europea con sede a Londra corrisponde ad uno specifico obiettivo di crescita nel nostro Paese.

“La nostra filosofia di gestione è fortemente attiva”, spiega. “L’India è un contesto in cui sussistono tuttora grandi asimmetrie informative e la possibilità di poter fare affidamento su un team in loco composto da 19 professionisti degli investimenti in grado di coprire più del 90% della capitalizzazione dell’azionario indiano costituisce un vantaggio decisivo per l’estrazione di alpha sia oggi che, soprattutto, date le prospettive di crescita del Paese, nel prossimo futuro”, aggiunge.

UTI India Dynamic Equity Fund punta ad investire in società con un orizzonte temporale di 5-7 anni e attraverso una selezione che prende in considerazione in particolare solidità dei bilanci, return on capital employed, flussi di cassa e crescita prospettica, valutata preferendo la metrica delle vendite piuttosto che quella degli utili. “La strategia è nata 10 anni fa a partire da un mandato di una importante istituzione finanziaria giapponese”, rivela Salcedo. “Alla luce degli ottimi risultati, cinque anni fa abbiamo deciso di procedere alla creazione del fondo che dal lancio ha sempre battuto il benchmark anno su anno”.

UTI_29 Fonte: UTI. Past performance mentioned herein is/are not necessarily indicative of future performance.

“Il nostro piano commerciale”, conclude in relazione alle prospettive di ampliamento della base di clienti nel mercato europeo, “prevede di strutturarci per rispondere alle esigenze di ogni tipologia di investitore, in vista di un aumento dell’allocazione in strumenti sul mercato indiano che crescerà in maniera significativa data l’ascesa del Paese nel contesto geopolitico ed economico globale nel prossimo futuro”.

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