Il viaggio verso la transizione energetica di State Street


Contributo a cura di Antonio Iaquinta, responsabile clienti istituzionali, State Street Global Advisors. Contenuto sponsorizzato.

Per investire nel lungo termine in maniera sostenibile oggi non si può più prescindere dalla minaccia del cambiamento climatico, che rappresenta ormai una sfida strategica e di business per tutte le aziende. Le società lungimiranti avranno infatti l'opportunità di beneficiare dalla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, sia dal punto di vista finanziario che da quello reputazionale. Per questo motivo in State Street Global Advisors abbiamo dato priorità al cambiamento climatico come tema centrale delle nostre attività di stewardship fin dal 2014.

Il nostro approccio di climate stewardship è costruito intorno a quattro pilastri: company engagement, proxy voting, thought leadership e politiche a supporto del mercato. Affrontare efficacemente questi quattro pilastri richiede alle aziende di rivelare informazioni rilevanti su come stanno affrontando sia i rischi climatici che le opportunità, consentendo quindi agli investitori di assumere decisioni informate sull'adeguatezza delle loro pratiche in materia di clima.

Company engagement

Dialoghiamo con le aziende per comprendere il loro approccio e le loro pratiche per mitigare e gestire gli impatti fisici e di transizione del cambiamento climatico. Dal 2014 ci siamo impegnati con oltre 600 aziende in diversi settori industriali su questioni legate al clima. Il nostro approccio di coinvolgimento sfrutta le quattro dimensioni del framework Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD): governance, strategia, gestione del rischio e metriche.

Proxy voting

Il nostro voto sul cambiamento climatico è principalmente guidato dalle proposte degli azionisti. Tuttavia possiamo decidere di intraprendere azioni contro gli amministratori anche in assenza di richieste specifiche, qualora non venissero affrontate le questioni legate al cambiamento climatico. Il voto su questi temi all’interno delle aziende è stato in costante aumento negli ultimi anni. Annualmente esaminiamo e votiamo ogni proposta relativa al clima nel nostro portafoglio. Ci affidiamo alla divulgazione al pubblico e alla segnalazione delle pratiche climatiche, cercando di coinvolgere i sostenitori delle proposte degli azionisti per ottenere ulteriori prospettive sulla questione e le aziende per capire meglio come gestiscono i rischi.

Ci impegniamo a fornire ai clienti trasparenza nelle nostre decisioni di voto e a divulgare le nostre votazioni sul clima anche attraverso rapporti annuali.

Thought leadership e company guidance

Il nostro obiettivo è aiutare le società in portafoglio, pubblicando documenti che forniscano approfondimenti sul nostro modo di pensare e una guida specifica per il settore sulle migliori pratiche relative alla divulgazione di informazioni sul clima. La nostra leadership di pensiero è ampiamente sfruttata dai consigli di amministrazione, dirigenti, clienti, autorità di regolamentazione, contribuendo così a favorire il dibattito sul clima nel mercato.

Policy e regolamentazione

Usiamo il voto e l’engagement come strumenti efficaci per modellare la disclosure sul clima e le pratiche aziendali. Tuttavia alcune questioni rimangono a livello di mercato.

L’esempio dei nostri Sustainable Climate Equity Funds

Con i fondi azionari Sustainable Climate Equity Funds, lanciati a inizio ottobre, State Street Global Advisors mira a migliorare il profilo di carbonio e a mitigare il rischio climatico del portafoglio, mantenendo un livello di rischio/rendimento interessante. Attraverso un approccio sistematico di mitigazione e adattamento agli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica dell’accordo di Parigi, viene effettuata una allocation dei capitali verso le società che possono beneficiare di tutte le tecnologie a basse emissioni di carbonio.

Metriche di costruzione del portafoglio in base agli obiettivi dell’Accordo di Parigi

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Fonte: SSGA

L’approccio segue quattro step: criteri di esclusione, utilizzo delle migliori fonti come base dati, ottimizzazione dell’outcome e bilanciamento dei rendimenti aggiustati per il rischio.

  • Usiamo tre serie di criteri di esclusione in base al prodotto coinvolto e alla normativa. Si tratta di esclusioni relative al clima, al rischio ESG e reputazionale e in base ad uno screening regolamentare.
  • Viene usata un’architettura aperta per ottenere i migliori dati disponibili tra i diversi provider presenti sul mercato. In particolare abbiamo selezionato Trucost per l’intensità delle emissioni di carbonio, FTSE Russell per quanto concerne i ricavi green e ISS ESG per il punteggio di adattamento.
  • Utilizziamo un quadro di mitigazione e di adattamento per riequilibrare il portafoglio verso quelle aziende che saranno in grado di raggiungere i nostri obiettivi dichiarati.
  • Infine bilanciamo il portafoglio in base ai più elevati livelli di rendimenti aggiustati per il rischio, dati i vincoli desiderati e modelliamo il portafoglio sulla base delle seguenti specifiche:

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