Il vantaggio dell'attesa secondo i gestori del fondo Prudent Wealth di MFS


“Preferire una ‘posizione di attesa’ nei periodi di grande fermento”. Questo l’approccio ai mercati di Barnaby Wiener e Edward Dearing, portfolio manager di MFS Meridian Funds. Uno stile di gestione che li contraddistingue da sempre, orientato a non correrere il rischio di perdite materiali durante i bruschi ribassi. Lo stesso che hanno mantenuto nel primo trimestre dell’anno, e che gli ha permesso di uscire indenni dalla forte correzione. Il fondo da loro amministrato, il Prudent Wealth Fund, rating ABC di FundsPeople, ha chiuso infatti il primo trimestre del 2020 in crescita del 2,6%, sovraperformando l'indice MSCI World. “Rispettiamo la legge matematica del compounding e crediamo che la chiave per realizzare profitti sia innanzitutto cercare di non perderli. Per questo motivo, passiamo più tempo a pensare a cosa potrebbe andare storto che non a cosa potrebbe andare bene in un investimento”, fanno sapere i due portfolio manager.

Il Prudent Wealth, che a partire dal 1° agosto 2016, è chiuso ai nuovi investitori, con eccezioni molto limitate, adotta un approccio d'investimento flessibile, alla ricerca di società sottovalutate ma di valore, con un potenziale di rivalutazione del capitale in un ciclo complessivo di mercato. Le valutazioni di mercato e la disponibilità di opportunità d'investimento determinano il grado di investimento nel fondo - ad esempio, la forbice delle azioni può essere compresa tra il 60% e il 100% con l'ulteriore flessibilità di investire in titoli di debito, liquidità e titoli di Stato statunitensi a breve termine, nonché in derivati per fornire un'ulteriore riduzione dei rischi.

“La nostra filosofia si riflette in due elementi fondamentali. Il primo è un orizzonte temporale più esteso. La maggior parte degli investitori opera con un orizzonte temporale molto breve, mentre quello a lungo termine crea opportunità per chi è disposto a guardare più lontano”, affermano. “Il secondo è che noi investiamo il denaro dei nostri clienti come investiremmo il nostro. Si tratta della questione del problematico rapporto tra committente e consulente, rispetto al quale pensiamo che l’industria sia combattuta. Vogliamo investire come se fossimo un committente”, dichiarano.

I movimenti in portafoglio

La crisi a seguito del Covid-19 e il crollo del prezzo del petrolio hanno generato forti turbolenze sui mercati nei primi tre mesi dell’anno. Il rally di aprile ha in parte compensato le perdite, tuttavia lo scenario della ripresa rimane ancora all’insegna dell’incertezza. “In un periodo di elevata volatilità a breve termine, come quello attuale, siamo stati in grado di sfruttare la debolezza del mercato grazie a titoli di qualità superiore ben posizionati nel lungo periodo”, affermano Barnaby Wiener e Edward Dearing. Inoltre sono stati effettuati dei cambiamenti dei pesi in portafoglio: “abbiamo utilizzato circa il 10% del fondo per l'acquisto di singoli titoli azionari e titoli di credito e abbiamo anche monetizzato circa un terzo delle nostre opzioni put che erano aumentate di valore. Abbiamo introdotto alcuni nuovi titoli e abbiamo aggiunto un margine ad alcune posizioni esistenti, tenendo d'occhio le eventuali perdite di valore che potrebbero sorgere. Inoltre, per tutto il periodo, non abbiamo avuto titoli nel settore dell’energia e un'esposizione minima a quelli del financial, due aree del mercato fortemente colpite”, spiegano.

Puntare sulle singole aziende di valore

Il Prudent Wealth Fund è guidato da una strategia bottom-up, molto mirata alle singole aziende più che ai specifici settori. “Le aziende che sono state più resistenti durante la pandemia di Coronavirus hanno caratteristiche simili. In primo luogo, hanno un franchise durevole: sono aziende su cui possiamo essere ragionevolmente sicuri che venderanno il loro prodotto o servizio, si spera, per i prossimi decenni. Sono anche gestite nel modo giusto, caratterizzate da una prospettiva complessiva di produzione di valore sul lungo termine piuttosto che cercare di massimizzare la redditività nel breve termine. Infine, hanno un bilancio solido e un vantaggio sulla concorrenza chiaramente identificabile e sostenibile”, evidenziano i manager.

Attenzione per i criteri ESG

In quanto orientato al lungo termine, la sostenibilità è un fattore centrale nel processo di investimento del fondo, che integra pienamente i criteri ESG. “Non li consideriamo separati o complementari a questo processo e non consideriamo questa analisi a parte. Cerchiamo di identificare le aziende che generano valore per i loro clienti in un arco di tempo di vari decenni. Per questo motivo, dobbiamo capire come le aziende considerano i diversi stakeholder, come trattano i dipendenti e i fornitori e quale sia il loro impatto sul pianeta e sulle comunità in cui operano, perché tutti questi elementi alimentano la value proposition a lungo termine dell'azienda”, dichiarano. “Abbiamo anche il vantaggio di avere un team specializzato e analisti ESG, con cui collaboriamo per avere una valutazione approfondita di qualsiasi tematica ESG, specifica o più ampia dell'azienda. Inoltre, la nostra attenzione alla cultura e agli incentivi del management porterà alla luce più spesso questioni sociali e di governance”, concludono.

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