Il sofisticato approccio alla valutazione della qualità di UBS AM


La qualità prima di tutto. Secondo alcuni fund manager, è questa la base per la costruzione di un portafoglio vincente, come spiega a Funds People Projit Chatteriee, senior equity specialist, Emerging Markets and Asia-Pacific Equities team di UBS AM, e quindi gestore dei due fondi con rating Consistente Funds People UBS (Lux) Equity Fund - China OpportunityUBS (Lux) Equity SICAV - Asian Smaller Companies

Dal team di Chatteriee ritengono che il recente incremento della volatilità sia stato trainato principalmente dal sentiment piuttosto che dai fondamentali. “Con il generale aumento dei rischi (ivi inclusi l'aumento dei tassi di interesse negli USA, il dollaro più forte, i timori commerciali e geopolitici), i fondamentali sono rimasti solidi, con una continua crescita degli utili e dell’economia nei mercati emergenti. Il nostro portafoglio è composto principalmente da società con forti vantaggi competitivi, perciò stimiamo variazioni marginali dei flussi di cassa nel medio termine. Tuttavia, la percezione del rischio è aumentata e prevediamo una maggiore volatilità dei prezzi delle azioni. Continuiamo a focalizzarci sui temi di lungo periodo e sulla continua ripresa economica. Dalle nostre analisi emerge che esistono delle ampie opportunità a livello di settore, compresi i beni di consumo (man mano che aumentano le entrate), il settore internet/e-commerce (che, nei mercati emergenti, sta aiutando a scavalcare i canali tradizionali) e il settore finanziario (per via della ripresa delle economie e la scarsa penetrazione del credito)”, dettaglia il gestore. 

Per quanto concerne l’India, se da un lato il team vede attualmente delle opportunità importanti di tipo bottom-up, dall’altro monitora anche i rischi macroeconomici, come l’incremento dei deficit commerciali. “Nel breve termine, il focus del governo sulla spesa per le infrastrutture continua a supportare al rialzo il sentiment domestico. Ci sarà anche un ulteriore supporto fiscale in vista delle elezioni nazionali del 2019, destinato all'economia rurale. I consumi restano comunque forti e il sentiment delle famiglie è migliorato rispetto allo scorso anno. Riteniamo che l’India avrà una storia interessante nel lungo periodo e crediamo che il governo Modi continuerà a concentrarsi sulla rimozione dell’impasse economico e sull’implementazione di riforme calibrate al fine di dar un nuovo impulso agli investimenti per la crescita sostenibile nel medio termine”, spiega l’esperto. 

Nonostante l’economia cinese continui ad affrontare alcune sfide, queste, secondo il team, si tradurranno nel medio termine in una crescita economica e in un certo grado di volatilità, piuttosto che rappresentare un rischio per un’eventuale crisi. “Il riequilibrio della struttura economica - attraverso un mercato trainato dai servizi - continuerà a offrire opportunità di investimento, soprattutto in attività collegate a questo settore, come e-commerce, e-payments, social media, istruzione e assicurazioni. Per i prossimi cinque anni stimiamo che la Cina si focalizzi sulla qualità della crescita”, afferma Chatteriee. 

Il team di investimento azionario Mercati Emergenti e Asia Pacific è composto da 24 professionisti sotto la guida di Geoffrey Wong, basati a Singapore, Hong Kong, Shangai e Zurigo. Otto sono i portfolio manager supportati da product specialist e analisti.

Ciò che distingue l’approccio del team rispetto a prodotti simili presenti sul mercato è il focussulla qualità delle aziende. “Riteniamo di utilizzare un approccio molto sofisticato alla valutazione della qualità, utilizzando una checklist con 32 temi suddivisi in tre categorie: caratteristiche del settore, redditività e corporate governance, disclosure, pratiche ambientali e sociali”, spiega il manager. 

I timori geopolitici in Asia

E non poteva mancare una considerazione sull’attuale contesto asiatico, fra trade war e situazione nordcoreana. A detta del gestore, un apprezzamento sostenuto del dollaro metterà pressione sulle azioni asiatiche e su quelle dei mercati emergenti, anche se, dal punto di vista dei fondamentali, i mercati emergenti sono meno vulnerabili rispetto al passato. “Vediamo le economie asiatiche più sane che in passato (ad esempio durante il Taper Tantrum, nell’estate del 2013), il che riduce la vulnerabilità all’apprezzamento del dollaro. Questo è grazie a fondamentali più robusti, sia a livello macroeconomico (attraverso partite correnti più bilanciate; tassi di cambio più competitivi e innesti nelle riserve valutarie) sia a livello microeconomico (attraverso un minor indebitamento corporate). Tuttavia, persistono sentiment e flussi di fondi trainati da una correlazione tra un dollaro più forte e una sottoperformance dell’Asia”, afferma Chatteriee.

Al netto dell’incertezza politica e normativa, il commercio e il protezionismo, da UBS AM stimano che i rischi attuali non mettano in pericolo la crescita economica, salvo ci fosse uno schock forte di qualche tipo. “Non pensiamo che i conflitti commerciali (ad esempio tra USA e Cina) si trasformeranno in vere e proprie guerre ma ci sono chiaramente delle incertezze su come possa evolversi questa situazione”, aggiunge. 

I fondi con rating Consistente Funds People

La prima delle due strategie gestite daChatteriee, l’UBS (Lux) Equity Fund - China Opportunity, a detta del manager, investe principalmente in grandi aziende che hanno sede in Cina o che hanno la gran parte del proprio business in questo Paese. Opportunisticamente, il fondo potrebbe investire fino ad un massimo del 10% in società di tutto il mondo che traggono beneficio dalla crescita economica della Cina. “La strategia di investimento si basa sul l’identificazione dei leader di settore e di quelle aziende che lo diventeranno prima di altre nei settori chiave. Giocando d’anticipo, cerchiamo di prendere parte alla crescita e di acquisire le azioni di queste società con una valutazione interessante ancor prima che vengano scoperte dall’ampio pubblico. Adottiamo un approccio al benchmark agnostico (MSCI China 10/40) e il nostro portafoglio potrebbe subire una deviazione dal benchmark più ampia. Questo avviene perché riteniamo che alcuni settori non siano adeguatamente rappresentati negli indici di Borsa in Cina”, commenta l’esperto.

Il tracking error massimo è del 12%, anche se solitamente si attesta tra il 4% e l’8%. Tipicamente, il numero di posizioni varia da 40 a 70e la gestione dei rischi parte dall'azienda stessa. “Per questo conduciamo ampie analisi e due diligence sulla governance aziendale, sulla trasparenza, sulla qualità della gestione e dei fondamentali. La gestione della liquidità è flessibile, con la possibilità di raggiungere al massimo il 20%. Tuttavia, il tipico livello di cash è al di sotto del 10%. Generalmente non usiamo i derivati per la nostra strategia in Cina, per via della natura completamente investita del portafoglio”, afferma il manager. 

Per quanto concerne la seconda strategia, l’UBS (Lux) Equity SICAV - Asian Smaller Companies,l’obiettivo di investimento è quello di sovraperformare l’indice MSCI All Country ex Japan small & Mid Cap di 300-400 punti base all’anno (al lordo delle commissioni) durante il corso del ciclo di mercato (3-5 anni).“Questa strategia azionaria gestita attivamente investe nelle società asiatiche small e mid-cap (la cui capitalizzazione di mercato generale è al di sotto dei 5 miliardi di dollari) con un’esposizione in valuta locale.Il processo di investimento può essere suddiviso in creazione dell’idea, ricerca dei fondamentali e valutazione della qualità, e inizia con le ricerche condotte dagli analisti e basate sulla nostra filosofia d’investimento. Come parte del nostro processo di due diligence, è previsto che il team d’investimento comunichi o s’incontri con le aziende nelle quali investiamo”, spiega Chatteriee. 

Come per l’UBS (Lux) Equity Fund - China Opportunity, il tracking error massimo del fondo è del 12%, ma tipicamente si mantiene intorno al 4-8%. Il numero di posizioni in portafoglio oscilla approssimativamente tra 40 e 80. “La gestione del rischio è integrata all’interno del nostro processo di investimento e assicura che il contributo di ogni singolo titolo sia in linea con la nostra view. Il peso del Paese e del settore vengono riesaminati in maniera continuativa tenendo in considerazione tutti le variabili di rischio, oltre all’eventuale presenza di influenze di tipo top-down che potrebbero modificare il peso suggerito dalla ricerca bottom-up. Solitamente la strategia è completamente investita, ragion per cui generalmente non usiamo i derivati”, conclude l’esperto.

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