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Il ruolo delle donne nell'era dei "Fridays for future"


Nell’era dei “Fridays for future” per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale non sorprende come il binomio finanza/sostenibilità si rafforzi giorno dopo giorno. Fondi comuni, ETF, green bond sono solo alcuni dei prodotti che ogni settimana sempre più società di gestione lanciano sul mercato, a conferma di un trend che ormai è diventato dato di fatto. Le fund house sottoscrivono progetti, piani etici, principi siglati dalle Nazioni Unite e si affrettano a creare all’interno delle loro organizzazioni veri e propri dipartimenti dedicati esclusivamente allo studio dei criteri ESG e al mondo SRI. Ce lo ricorda bene anche Assogestioni, che ha deciso di dedicare proprio agli investimenti etici l’edizione del Salone del Risparmio di quest’anno.

Eppure c’è un altro fattore che accomuna quello che accade e sta accadendo nelle piazze di tutto il mondo al cambiamento verde del risparmio gestito: a questa rivoluzione credono maggiormente le donne. Da una parte, infatti, c’è la piccola Greta che invece di andare a scuola, ogni giorno si presentava davanti alla sede del Parlamento svedese portando con sé il cartello “Skolstrejk för klimatet” (Sciopero scolastico per il clima). Dall’altra c’è la recente indagine del Forum della finanza sostenibile che conferma l’interesse per le tematiche della sostenibilità ambientale, sociale e di buon governo, soprattutto tra le donne.

Secondo il report, realizzato anche da Doxa con il sostegno di Etica SGR, Hermes Investment Management e State Street Global Advisors, le donne si mostrano più sensibili degli uomini ai temi della sostenibilità quando compiono le proprie scelte d’investimento, soprattutto rispetto alle questioni della sfera sociale che le riguardano direttamente. Il 73% degli intervistati ritiene che i temi ambientali, sociali e di governance siano importanti nel mondo della finanza: tra le risparmiatrici la percentuale raggiunge il 77% (8% più degli uomini).  Per quanto concerne le tematiche sociali legate al genere, il 76% delle donne dichiara che la presenza di programmi contro la disparità salariale e dedicati alla conciliazione lavoro/famiglia influenza le proprie scelte di investimento, a fronte del 57% degli uomini per i programmi contro la disparità salariale e del 63% per i programmi dedicati alla conciliazione lavoro/famiglia.

La presenza di politiche del personale volte a garantire le pari opportunità e la sicurezza delle donne sul lavoro sono elementi considerati rilevanti dal 76% delle donne e solo dal 60% degli uomini. La presenza di donne nei CdA e e tra i vertici aziendali è considerata importante rispettivamente per il 65% e per il 66% delle donne, a fronte di percentuali pari al 44% al 43% tra gli uomini. Tra le leve d’investimento, anche la compatibilità tra i propri valori e quelli delle aziende investite è considerata un aspetto rilevante più per le donne (76% a fronte del 67% degli uomini). La pubblicazione dei bilanci di sostenibilità da parte delle aziende investite è considerata rilevante per le scelte d’investimento del 68% degli uomini e del 75% delle donne – per una su quattro, “molto importante”. Come a dire, le donne potrebbero avere un ruolo decisivo non solo per un futuro più green ma anche per la gestione dei risparmi più attenti ai rischi del cambiamento climatico.

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