Il Recovery Fund può spostare gli equilibri economici mondiali?


"Solo poco tempo fa, veniva messa in dubbio la stessa possibilità di sopravvivenza della moneta unica europea. Ora questa evenienza è stata definitivamente sconfessata.  Il futuro dell’euro appare più roseo e il mercato sta prezzando questo upgrade a status di valuta di riserva".

Peter De Coensel, CIO Fixed Income di DPAM e gestore del fondo con rating Consistente (C) FundsPeople DPAM Bonds Universalis Unconstrained, sintetizza in poche righe un cambio di equilibri che potrebbe essere epocale e aprire scenari fino a pochi mesi fa inattesi con risvolti sugli equilibri economici globali.

A partire dal 2021, infatti, l'Unione Europea inizierà ad emettere obbligazioni Euro Recovery Fund con scadenze comprese tra 3 e 30 anni. "In sostanza, vedremo la nascita di un mercato obbligazionario liquido dell'UE, ad alto merito creditizio (AAA) e in diretta concorrenza con il mercato delle obbligazioni del tesoro statunitense", sottolinea l'esperto. 

Breve, medio e lungo periodo

"Dopo la decisione della UE, l’euro si è apprezzato sia contro le valute dei mercati sviluppati sia nei confronti delle monete dei mercati emergenti. Il cross valutario principale, l’EUR/USD, si è mosso al rialzo passando dai 1.1440 di martedì 21 luglio a inizio giornata per chiudere la settimana con un apprezzamento del 2% a 1.1656" fa notare.

"Allo stesso tempo", aggiunge, "il continuo aumento delle tensioni geopolitiche tra USA e Cina sta isolando gli Stati Uniti più di quanto non accada allo stato più popoloso al mondo. Il dollaro statunitense è stato la valuta di riserva dominante per gran parte del XX e l'inizio del XXI secolo. Il consensus degli analisti, realisticamente, ritiene che la Cina diventi la prima economia mondiale nell'attuale decennio, sorpassando gli Stati Uniti. In periodi così lunghi è difficile posizionare i portafogli, ma il dollaro USA contro un euro valuta di riserva nei bilanci potrebbe dover trovare un nuovo equilibrio".

Quali domande porsi

"È tempo", si chiede De Coensel, "di rivedere l'ipotesi di Minsky secondo cui gli agenti economici che osservano un basso rischio finanziario sono indotti ad aumentare l'assunzione di rischi?". E ancora: "Per quanto tempo ancora la risposta monetaria e fiscale globale data inizialmente nel mese di marzo abbia la capacità di contenere e sopprimere la volatilità?" 

La difficoltà in cui si trovano ora gli investitori nel rispondere a queste domande è data dalla mancanza di precedenti in grado di guidate una valutazione adeguata dell'attuale situazione. "L'unico metro di paragone disponibile", spiega il CIO Fixed Income di DPAM, "risale alla Seconda guerra mondiale, un periodo in cui i mercati finanziari erano altamente regolamentati e meno aperti di quanto non lo siano oggi". "La politica monetaria dei Paesi sviluppati ha bloccato i tassi a lungo termine. Il quadro di controllo esplicito e implicito della curva dei rendimenti permette ai governi e alle imprese di rifinanziarsi a livelli storicamente bassi. Il settore bancario può svolgere eccezionalmente bene il suo ruolo di intermediario, astenendosi dal rischio nella costruzione del proprio bilancio. Ciò significa che il pubblico in generale, attraverso il settore dei fondi comuni di investimento, le compagnie di assicurazione, i fondi pensione (settoriali) e l'investitore finale, assorbe grandi quantità di esposizione ai prodotti finanziari. Con l'ammortizzatore monetario ben posizionato e la credibilità intatta, il peso della politica fiscale è in aumento. Una cattiva politica fiscale orientata ai sussidi e ai progetti improduttivi accorcia i tempi di stabilità. Una politica fiscale valida, responsabile e inclusiva, orientata a sostenere progetti ad alto valore aggiunto, potrebbe invece allungare i tempi, prima di incorrere in altri ostacoli", completa sul punto.

"L'Unione Europea e l'Eurozona", conclude il gestore del fondo con rating Consistente (C) FundsPeople DPAM Bonds Universalis Unconstrained, "hanno superato un ostacolo storico nell'ultima settimana. La nascita di un titolo obbligazionario sicuro ed europeo è ora una realtà e gli investitori dovrebbero cogliere questo momento. Oggi l’'Europa è in prima linea a livello globale in termini di solidarietà, democrazia e speranza in un futuro migliore".

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