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Il Private Banking può assumere un ruolo sociale


Gli asset alternativi stanno assumento un ruolo preponderante anche all’interno del mondo del private banking, sempre in cerca di rendimenti soddisfacenti, cosa che l’attuale contesto di mercato, caratterizzato da bassi tassi di interesse e volatilità, rende più difficile. Proprio di questo si è discusso durante l’ultimo meeting di Itinerari Previdenziali patrocinato dall’AIPB. Cosa cercano i clienti private oggi e come adeguare l’offerta?

Il professor Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, ha riportato che “i clienti private secondo le ultime indagini sarebbero disponibili anche a performance minori se i loro investimenti riuscissero a generare benefici per la collettività e l’ambiente; infatti il 70% dei detentori di grandi patrimoni giudicano molto o abbastanza importante generare valore per il Paese oltre al ritorno finanziario”. Questo valore si crea generando occupazione e reddito, contribuendo allo sviluppo; valorizzando il territorio e investendo secondo criteri ESG. “In definitiva il sistema private banking, inteso come clienti + operatori, potrebbe assumere sempre più un ruolo a tutto tondo, tanto nel generare performance per i propri clienti, quanto per sostenere l’economia reale e la crescita del Paese; potrebbe in definitiva assumere un ruolo sociale”, aggiunge il Professore.

L’investimento in FIA o fondi di fondi FIA hanno un impatto più efficiente sull’economia reale rispetto a quello che può avere per esempio un PIR. Alla luce di ciò, è cresciuto l’interesse da parte del sistema private banking nei confronti degli asset alternativi, questo potrebbbe aiutarlo ad assumere un ruolo sociale. Tuttavia la percentuale di masse gestite dai private banking oggi investita in economia reale attraverso i fondi innovativi e alternativi è ancora modesta e quindi il settore ha un grande margine di sviluppo.

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Fonte: Itinerari Previdenziali.

Tuttavia, sono ancora parecchi i limiti a questa tipologia di investimenti nel settore del private banking:

  1. Size di 500 mila euro per alcune tipologie di investimenti alternativi in infrastrutture, energie rinnovabili, efficientamento energetico, private equity e private debt, troppo alta per la media dei clienti affluent e private;
  2. Le size di ELTIF e FIA sono più efficienti, intorno ai 100 mila euro, che a loro volta però presentano ulteriori limiti, tra i quali: l’eccessivo periodo di investimento di 7/10 anni con poche possibilità di riscatto; la mancanza di fondi di fondi che potrebbero ridurre i rischi e diversificare meglio le quote investite; la mancanza di modalità standardizzate di calcolo della quota almeno semestrale; la carenza di quotazione.

La necessità di agevolazioni e semplificazioni

Secondo Itinerari Previdenziali il Governo e le authority dovrebbero migliorare le incentivazioni per chi investe in economia reale e in strumenti ESG compliance, ma anche SRI e silver economy; in particolare agevolare i conferimenti ai fondi pensioni (soprattutto per la componente TFR) e tutti quelli in PMI, strumenti di capitale e debito per il sostegno all’economia reale domestica. Inoltre occorrerebbe ripensare e semplificare le procedure di accesso ai servizi finanziari rivedendo la complessa documentazione informativa.

Senza le semplificazioni e le agevolazioni ai vari problemi (size elevate, tempi troppo lunghi per investitori con una età media superiore ai 60 anni, troppe complicazioni burocratiche, poca offerta se non in OICR aperti) e senza una cultura finanziaria e sociale, sarà difficile mettere a favore del Paese queste ingenti risorse.

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