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Il primo registro pubblico di autodisciplina del Forex parla italiano


Assiom Forex, l’associazione italiana degli operatori finanziari, è la prima associazione in Europa ad istituire un pubblico registro per le controparti aderenti al Forex Global Code, il nuovo codice di condotta mondiale indirizzato agli operatori del mercato Forex. A tre anni dagli inizi dei lavori, Assiom Forex Banca d’Italia hanno presentato congiuntamente principi e modalità di adesione al pubblico registro che identificherà le controparti sottoscriventi le best practice che d’ora in avanti costituiranno anche un pre-requisito per la partecipazione al Foreign Exchange Market Contact Group della BCE.

Il nuovo Codice chiama in causa non solo le banche ma tutti gli intermediari finanziari e le società private che a vario titolo eseguano operazioni in cambi invitandoli a dimostrare la loro adesione al Codice mediante la sottoscrizione di una “Dichiarazione di impegno” il cui testo è stato elaborato dal FX Working Group e costituisce una base comune per tutti i partecipanti al mercato. L’obiettivo è quello di rendere facilmente identificabili gli operatori che si sono impegnati pubblicamente al rispetto del Codice, facilitando il confronto e la scelta fra controparti e fornitori di servizi.

“Il Forex Global Code consiste di cinquantacinque principi che possono essere adottati esclusivamente su base volontaria senza alcuna imposizione di vincoli e rappresenta un insieme di regole standardizzate mirate a disincentivare comportamenti contrari a quelle che sono state individuate come best practice a supporto di un mercato solido, equo, liquido, aperto, trasparente e sorretto da standard etici” ha affermato nella sua introduzione ai lavori Marco Bertotti, segretario generale di Assiom Forex. “Sono molto orgoglioso di poter dire che la nostra associazione è stata la prima in Europa ad accogliere l’invito da parte delle banche centrali a farsi promotrice di una strategia di supporto per la più ampia diffusione e adozione possibile del Codice all’interno del mercato Forex”. 

La pubblicazione su registri pubblici rappresenta la modalità più efficace per sviluppare la trasparenza e supportare l’affermazione del Codice. Pur non essendo uno strumento giuridico vincolante” sottolinea Patrizia Ceccacci, direttore addetto alla divisione operazioni di politica monetaria e in cambi della Banca d’Italia, “il Codice costituisce un completamento alle prassi e alla normativa vigente a livello locale, da utilizzare nel rispetto del diritto applicabile. Dalla sua natura non regolamentare, nasce l’esigenza delle banche centrali di supportare e incentivare l’adozione volontaria dello stesso da parte di tutti gli operatori attivi sul mercato dei cambi, al fine di raggiungere l’obiettivo di ripristinare la fiducia nel buon funzionamento di tale mercato e nella correttezza dei suoi attori.”

Il nuovo codice Forex si basa su cinquantacinque principi relativi alle seguenti aree: 

·      Etica: i partecipanti devono tenere un comportamento etico e professionale che promuova l’equità e l’integrità del mercato

·      Governance: i partecipanti devono avere una solida struttura di governance che fornisca una chiara divisione dei ruoli e delle responsabilità all’interno del mercato

·      Esecuzione: i partecipanti devono operare con attenzione affinchè il mercato resti liquido, trasparente ed equo

·      Condivisione delle informazioni: i partecipanti devono essere chiari e accurati nelle loro comunicazioni, le informazioni confidenziali non devono essere diffuse

·      Gestione del rischio e compliance: i partecipanti devono promuovere ed effettuare una serie di controlli per identificare, gestire e riportare eventuali rischi derivanti dalle loro attività

·      Conferme e regolamento: i partecipanti sono tenuti ad avere e mantenere processi di post tradeche siano il più trasparenti ed efficienti possibile in modo da limitare i rischi e permettere alle operazioni di regolarsi correttamente