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Il MOAT ETF continua a premiare gli investitori con esposizione a “Moat” economici


Opinione a cura di Salvatore Catalano, Associate director, international business e sales in VanEck. Commento sponsorizzato.

Circa venti anni fa, in un'intervista a Forbes, Warren Buffet ha notoriamente osservato che “i prodotti e servizi con moat ampi e sostenibili sono gli unici a offrire benefici agli investitori”. I “moat” economici – i vantaggi competitivi sostenibili che permettono alle aziende di proteggere i propri profitti a lungo termine e le quote di mercato dalla concorrenza – hanno visto una crescita di interesse nei loro confronti nel corso degli anni, dal momento che gli investitori sono alla ricerca di sovraperformance, crescita e rendimenti sostenibili. La famosa osservazione di Warren Buffet si è subito rivelata intuitiva. Dopo poco tempo, in seguito allo scoppio della bolla informatica nel 2000, i titoli tecnologici sono stati decimati mentre i settori “con moat ampio”, come sanità, servizi di pubblica utilità e beni di prima necessità, si sono rivelati molto più forti.

Attualmente, i moat economici continuano a dimostrare il proprio valore agli investitori. Per soddisfare la richiesta degli investitori relativa a questa importante categoria di società, VanEck ha introdotto, nell'aprile 2012, il VanEck Vectors Morningstar Moat ETF (ticker: MOAT) che replica l'indice Morningstar® Wide Moat Focus IndexTM (MWMFTR) e mira a fornire esposizione a società con quotazioni interessanti e vantaggi competitivi sostenibili. In Italia abbiamo costatato un forte interesse per questo prodotto da parte di banche e società di intermediazione mobiliare.

Alcuni dei più importanti elementi caratterizzanti delle società con moat economici ampi comprendono solidi marchi con elevata fidelizzazione dei clienti, settori definiti da elevati costi di transizione, che tendono a vincolare i clienti a strutture di pagamento esistenti, effetti della rete (basti pensare a Facebook o Instagram) che incoraggiano i clienti a continuare a usare il provider esistente, vantaggi sui costi che permettono alle società di ridurre i costi in maniera superiore rispetto alla concorrenza (ad esempio accesso a materie prime a basso costo) ed efficienza di scala (che rendono eccessivamente oneroso l'ingresso nel mercato per i nuovi concorrenti).

L'indice del MOAT, il MWMFTR, vanta un solido track record nel generare extra-rendimenti significativi rispetto al mercato complessivo*. Mentre l'indice S&P 500 ha generato un rendimento totale del 152% dal 1o marzo 2007, quello del MOAT ha consentito di ottenere un rendimento del 274%, oltre 120 punti percentuali rispetto all’indice S&P 500 (al 30 novembre 2018). Questa ampia sovraperformance è dovuta in parte alla differenza nelle ponderazioni settoriali che sono il risultato della sua metodologia unica e incentrata sul moat. Ad esempio, alla fine di ottobre, il MWMFTR era sovrappeso nei settori sanità e beni di consumo primari, rispettivamente del 16% e 12%, e sottopeso nel settore informatico di quasi il 7%, rispetto al S&P 500.

Queste ponderazioni settoriali uniche hanno anche contribuito alla resilienza che l'indice ha dimostrato durante periodi in cui gli altri indici avevano risentito di alcune difficoltà. A ottobre 2018, il MWMFTR era più forte rispetto ai titoli large cap statunitensi, secondo le misurazioni dell'indice Morningstar US Large Cap. La correzione delle azioni statunitensi di ottobre, particolarmente pronunciata nel settore tecnologico, ha annullato una quota significativa dei rendimenti del mercato azionario statunitense per il 2018. I beni di prima necessità e i servizi di pubblica utilità (settori spesso definiti da moat economici ampi) sono stati gli unici settori statunitensi a elevata capitalizzazione a registrare rendimenti positivi durante lo stesso periodo. Per questi e altri motivi, l'indice del moat statunitense ha chiuso in vantaggio rispetto ai titoli large cap statunitensi non soltanto a ottobre, ma da inizio anno fino a tale punto, nonostante il sottopeso nel settore informatico che ha offerto enormi possibilità di guadagni nel mercato azionario nel 2018.

È chiaro che le società con moat economici ampi tendono a godere di un significativo vantaggio in termini di resilienza durante periodi di turbolenza del mercato. Inoltre, nel lungo termine, le società con moat economici ampi hanno prodotto extra-rendimenti rispetto al mercato più ampi secondo quanto misurato dal MWFTR, l'indice del MOAT ETF. Nei decenni che hanno seguito le osservazioni profetiche di Warren Buffet riguardanti i moat economici, la sua saggezza ha trovato ripetutamente riscontro. Osservando maggiormente in dettaglio il MOAT ETF e ascoltando i consigli di Warren Buffet, gli investitori potranno trarre abbondantemente profitto allo stesso modo delle società con moat economici ampi.

Comunicazioni importanti: VanEck Vectors Morningstar US Wide Moat UCITS ETF è un comparto di VanEck Vectors® UCITS ETFs plc., costituita ai sensi della legge irlandese. Ogni decisione d’investimento deve essere effettuata sulla base del prospetto e del documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (“KIID”), disponibile all’indirizzo www.vaneck.com e presso la sede legale di VanEck Investments Limited al 25-28 North Wall Quay, Dublino 1, Irlanda. VanEck only serves investors in countries were the funds are registered.

L'indice Morningstar® Wide Moat Focus IndexTM è un marchio commerciale di Morningstar inc. ed è stato concesso in licenza d’uso per determinate finalità da VanEck. VanEck Vectors Morningstar US Wide Moat UCITS ETF non è sponsorizzato, approvato, venduto o promosso da Morningstar e Morningstar non rilascia alcuna dichiarazione in merito all’opportunità o meno di investire nel VanEck Vectors Morningstar US Wide Moat UCITS ETF.

* I risultati ottenuti nel passato non costituiscono un’indicazione dei rendimenti futuri. Il valore degli investimenti può essere soggetto a oscillazioni e l’investitore potrebbe non recuperare l’importo inizialmente investito.

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