Il mercato degli ETF ha superato il test del 2020


Il mercato europeo degli ETF da inizio anno ha confermato nel complesso flussi positivi, superando brillantemente la dura prova della crisi da Covid-19. Particolare interesse hanno ricevuto gli ETF azionari ESG e quelli obbligazionari. I numeri parlano chiaro, gli investitori continuano a credere nell’importanza di introdurre la gestione passiva all’interno della loro asset allocation con finalità di efficientamento del portafoglio. Nella seconda parte della tavola rotonda virtuale sulla portfolio construction le opinioni dei fund buyer a confronto con un provider.

Andrea_Favero_articoloiShares ha raccolto 47 miliardi di euro di ETF fixed income (dato YTD al 16/6/2020), ma il dato interessante è che quasi la metà di questi flussi proviene da investitori che hanno usato lo strumento per la prima volta, come ad esempio assicurazioni, fondi pensione e gestori attivi obbligazionari, che fino ad oggi erano stati alquanto scettici sul prodotto, ha spiegato Andrea Favero, head of Asset Managers BlackRock Italia. “Se sino al 2019 si vantavano le caratteristiche relative alla struttura dei costi degli ETF, nel 2020 gli investitori hanno apprezzato soprattutto un’altra peculiarità, l’elevata liquidità dello strumento, che consente di creare dei buffer aggiuntivi in portafoglio, consentendo sia di ridurre il rischio, ma anche di riesporsi velocemente ad asset class più rischiose”, aggiunge il manager.

Antonio_Ligori“Gli ETF hanno semplificato la costruzione o il ribilanciamento del portafoglio dei prodotti multi-asset”, afferma Antonio Ligori, responsabile Asset Allocation di Mediobanca SGR. “Questo vale soprattutto per la parte obbligazionaria corporate, data la migliore accessibilità e liquidità di alcuni specifici segmenti di mercato. Oggi ci sono esigenze di qualità e di ricerca di tematiche particolari che trovano negli ETF delle risposte efficienti”, aggiunge l’esperto.

Mosca_Federico_2Anche secondo Federico Mosca, portfolio manager di Arca Fondi SGR gli ETF migliorano la frontiera di efficienza dei prodotti multi-asset perché facilitano l’accesso in maniera più agile a settori di mercato più di nicchia e aiutano di conseguenza a diversificare. “Grazie a ETF su innovazione sanitaria, digitalizzazione e altri temi riusciamo ad investire in determinate tematiche all’interno dei portafogli in modo agile ed efficiente, senza dover necessariamente sopportare il costo di formalizzare un processo bottom up di selezione titoli dedicato per ogni trend”, spiega il gestore.

Stefania_Taschini_articoloPer Stefania Taschini, head of Multi-Manager di Anima SGR, l’incremento dell’uso degli ETF nei loro portafogli multi-asset è stata la conseguenza di scelte tattiche ma anche della necessità di avere una maggiore flessibilità nella gestione. “L’ETF consente di modificare le esposizioni velocemente, non richiedendo le tempistiche di due diligence tipiche dei fondi attivi. Nelle fasi di elevata volatilità, la possibilità di tradare intraday rappresenta un vantaggio”, dichiara la fund selector. “Tuttavia il ricorso agli ETF può avvenire anche per approccio strategico: laddove i gestori attivi hanno difficoltà a creare alpha, in specifiche classi di attivo, l’etf diventa una scelta allocativa ben precisa”, conclude.

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