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Il futuro è soluzioni attive basate su ETF


La MiFID II, ponendo l’accento sui costi e richiedendo agli intermediari di darne evidenza, in termini percentuali e assoluti, a livello sia dello strumento sia dei suoi sottostanti, favorirà un maggior utilizzo degli ETF, notoriamente a basso costo, come sottostanti delle varie soluzioni di investimento (come Unit Linked e Gestioni Patrimoniali) e sancirà il definitivo superamento della contrapposizione dialettica tra gestione attiva e passiva. Riteniamo, infatti, che il risparmio gestito e il wealth management si orienteranno sempre più su soluzioni attive basate su ETF.

Lyxor ha una forte attenzione ai costi e da tempo offre ETF, con un TER di appena 0,07% all’anno, sugli indici azionari Euro STOXX 50, Euro STOXX 300 e STOXX Europe 600 e sui propri ETF su Treasury USA (1-3, 3-5, 5-7, 7-10, 10+ anni).

Più recentemente Lyxor ha lanciato una gamma di ETF denominati “Core”, con TER a partire da 0,04% all’anno, sulle principali asset class globali come Mondo, USA, Giappone, Europa e Regno Unito: oltre ai costi contenuti (del 40% più bassi dei competitor), gli ETF Core saranno a replica fisica e senza prestito titoli.

Lo scorso 29 marzo la gamma di ETF Core è stata ampliata anche su Borsa Italiana con la quotazione di 4 nuovi ETF, caratterizzati da costi minimi, sugli indici Morningstar UK (TER 0,04%), Morningstar US Large-Mid (TER 0,04%), MSCI Japan (TER 0,12%) e MSCI World (TER 0,12%).