Il futuro dei patrimoni previdenziali, criticità e soluzioni a confronto


In occasione del terzo convegno virtuale di Itinerari Previdenziali'la gestione dei patrimoni istituzionali tra i rischi pandemici e il rilancio del Paese', si riflettere con gli investitori istituzionali su come difendere i patrimoni previdenziali e come questi possono essere di aiuto alla necessaria ripartenza del Paese. 

Le previsioni economiche del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, nel caso di una ripresa entro il 20 maggio, vedono una caduta del PIL dell’11%, un aumento del debito pubblico di circa 100 miliardi e un conseguente incremento del rapporto debito/PIL fino a oltre il 153,7%; scenari economico-finanziari, cui si aggiungono più di 2,2 milioni di nuovi disoccupati e oltre 100mila attività, escluse le partite IVA di autonomi e professionisti, che probabilmente non riusciranno a riaprire”, spiega Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.

Ad aprire il dibattito sul tema “COVID-19: rischi e opportunità per i patrimoni previdenziali” è stato il presidente Alessandro Baldi del Fondo di Previdenza Mario Negri. “Sono ormai diversi anni che i tassi d’interesse delle Banche centrali sono bassi. Per questo motivo selezioniamo quelle strategie d’investimento che sono basate sui fondamentali economici. Preferiamo soluzioni a ritorno assoluto per dare maggior libertà al gestore nelle scelte”, spiega. “Per quanto riguarda gli investimenti alternativi, investiamo in quelle asset class in cui abbiamo esperienza. Preferiamo quindi il real estate, che sembra non sia stato influenzato dalla volatilità di mercato di breve termine”.

Cresce sempre di più l’attenzione ai temi ambientali e sociali. “Credo che nel prossimo futuro si dovranno affrontare temi come quello energetico, del climate change. Inoltre che non si potrà più fare a meno del supporto della tecnologia, del wireless e del 5G. La parola chiave è sempre diversificazione, tenedno sempre sotto controllo la volatilità e garantendo dividendi stabili”, spiega Alberto Oliveti, presidente Enpam e AdEPP.

Il sistema di welfare italiano

Il nostro sistema di welfare non ha dimostrato di essere completo a 360 gradi. Giovanni Maggi, presidente Assofondipensione e vicepresidente Enasarco, riporta l’esempio di alcune categorie di professionisti come gli agenti di commercio che non hanno potuto usufruire di alcuna rete di protezione. “Anche il tema sanitario è molto importante”, sottolinea. “In Lombardia molte persone sono morte perché gli ospedali non avevano abbastanza posti letto e le persone sono state costrette a rimanere a casa per troppo tempo”. 

Le stesse Casse pensione hanno avuto diverse difficoltà. Michele Proietti, direttore generale Cassa Forense racconta che l’Ente sta attraversando un periodo di gestione della liquidità del tutto eccezionale. “La Cassa ha dovuto anticipare il denaro agli aderenti per conto dello Stato e abbiamo sospeso i contributi fino a fine anno. Inoltre abbiamo dovuto aumentare le spese per far fronte all’assistenza”, spiega. “In questo momento, a fronte dei futuri esborsi finanziari, abbiamo poca liquidità da investire. Siamo sempre interessati agli investimenti in economia reale come nel settore del real estate: lo dimostrano gli ultimi due investimenti che abbiamo fatto a Milano”.

Professionisti
Società

Notizie correlate

Anterior 1 2 Siguiente