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Il Fintech soppianterà il modello tradizionale?


L’intelligenza artificiale è già in parte entrata nella vita di tutti i giorni, comprese le scelte di investimento e di risparmio. Sono sempre di più le società di gestione o di consulenza finanziaria che si rivolgono a big data e algoritmi, il che conferma un mercato in rapida crescita che interessa sempre di più anche i colossi finanziari internazionali. Il mercato europeo, in realtà, è molto lontano dall’omologo statunitense, ma secondo le stime, sta crescendo a ritmi elevati. Le stime differiscono, ma secondo TechFlunce, una società di ricerca con uffici a Londra e Francoforte, in Europa i servizi variano da 98 a 126, contro gli oltre 200 negli Stati Uniti. Eppure, entro il 2022, sempre secondo TechFluce, i servizi di robo-advisor arriveranno a quota 500.

In Europa i mercati dominanti sono Regno Unito e Germania. In Italia, tra gli altri, operano Moneyfarm, Che Banca!, Euclidea. “Non c’è dubbio che la tecnologia cambierà per sempre il settore”, dice Paolo Galvani, fondatore e presidente di Moneyfarm. “Ora questo non vuol dire necessariamente che le ‘aziende Fintech’ soppianteranno quelle tradizionali o che queste ultime non saranno in grado di adattarsi. Quello che è sicuro è che a evolversi sarà il modello tradizionale. La tecnologia permetterà di offrire investimenti di qualità su ampia scala, a costi molto più vantaggiosi. Questa evoluzione incontrerà una domanda crescente di consulenza di qualità. L’attività di realtà fintech come la nostra e dei player tradizionali più innovativi ci offre un indizio su quella che sarà l’industria del futuro”, continua l’esperto.

È chiaro che le case d’investimento stanno dunque lavorando per essere in grado di offrire soluzioni che tengano conto dei nuovi sviluppi tecnologici. In un momento in cui il mondo della consulenza cambia e continuerà a cambiare l’avvento di BigTech e fintech appare rilevante. Questo non significa certo che la figura professionale del consulente è destinata a morire. “Per quanto riguarda l’avvento di piattaforme intelligenti che sostituiscano la figura del consulente finanziario, penso sia uno scenario probabile solo per il segmento più retail”, afferma Matteo Serio, socio e direttore commerciale di AcomeA SGR.

“Il costo della consulenza per i cliente retail da una parte e il costo del cliente retail per il consulente dall’altra, rende più efficienti un sistema di erogazione del servizio di pre/post vendita del risparmio gestito e offerto in modo digitale. Non vedo tuttavia la possibilità che un player autonomo dalle banche in grado di creare la “disruption” e disintermediare il sistema. A oggi le primarie realtà Fintech internazionali stanno modellando i loro approccio sul B2B, rivolgendo cioè le loro expertise a banche tradizionali e alla loro clientela captive. In questo modo, l’alleanza tra un modello tradizionale e uno più digitale anche offerto da terzi, potrà interessare una fetta di clientela tradizionalmente trascurata dall’offerta di prodotti di risparmio gestito. È anche il percorso che stiamo facendo investendo ogni anno risorse importanti per la nostra app Gimme5, partita poco meno di 4 anni fa e che a oggi conta più di 20.000 clienti”, conclude l’esperto.

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