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Il concetto di asset manager 3.0 secondo RAM Active Investments


Maggiore vicinanza ai clienti wholesales e istituzionali e sviluppo del settore retail e private banking, rafforzando un brand che si distingue per l’alto tasso di innovazione. RAM Active Investments apre i propri uffici a Milano con obiettivi importanti, inscritti nel mandato di Gianluca Carnevale Garé, head of sales retail Italy della casa di gestione svizzera. “La partnership strategica firmata nel 2018 con Mediobanca, che include un accordo di distribuzione con CheBanca!, rappresenta un primo passo nel mondo retail italiano", spiega Carnevale Garé. “Continueremo a concentrarci molto anche sugli investitori professionali”, aggiunge, “soprattutto in questa prima fase in cui è fondamentale riuscire a costruire la percezione dell’unicità del nostro approccio agli investimenti”.

Una filosofia, quella di RAM Active Investments, che fa della tecnologia il centro del processo di investimento. “La nostra cifra distintiva”, afferma l’head of sales retail Italy, “è l’utilizzo di intelligenza artificiale, machine learning e deep learning per la gestione del risparmio, qualcosa di molto diverso rispetto all’investimento su questo tipo di tecnologie”. L’innovazione vista, dunque, non come tema di investimento ma come cuore del processo di allocazione. Un approccio sistematico che parte dalla valutazione delle singole aziende, ponendosi come obiettivo la costruzione di portafogli estremamente diversificati, formati da centinaia di titoli selezionati in modo completamente agnostico rispetto a distinzioni geografiche, settoriali e dimensionali, ma che abbiano come fondamentale elemento comune un alto potenziale di generazione di alpha.

“L’unicità del nostro processo di investimento è dovuta alla centralità della ricerca su un’enorme quantità di dati che ha come obiettivo la creazione di strumenti di nuovi e decorrelati non solo rispetto al mercato ma anche rispetto ai fondi tradizionali”. Una tipologia di approccio innovativa resa possibile dall’esponenziale aumento dei dati disponibili a livello globale e della potenza di calcolo necessaria per processarli. “La mole di informazioni rese pubbliche dalle library ad esempio di Google e Facebook”, sottolinea Carnevale Garé, permette di affiancare all’elaborazione delle informazioni strutturate disponibili tramite bilanci e rendiconti finanziari una ricerca dei trend di crescita di settori e aziende ricavabili dallo studio dei dati non strutturati e di sfruttare tale vantaggio competitivo in ottica di investimento”. Data-set sulle transazioni delle carte di credito possono ad esempio fornire indicazioni sugli andamenti di settori o aziende, così come data-set contenenti immagini satellitari possono essere utilizzati per tracciare il transito di mezzi di trasporto merci come navi container da cui estrapolare previsioni su trend commerciali.

L’elemento umano resta, però, centrale nel processo di costruzione di un’asimmetria informativa in grado generare ritorni per gli investitori. “La creazione dei modelli previsionali a partire da dati in gran parte pubblici dipende dalla capacità del team di ricerca di pensare in modo laterale per individuare in anticipo tendenze non ancora visibili a partire da dati non strutturati e tradurle poi in prodotti di investimento slegati dagli andamenti dei mercati in cui la specificità della processo di allocazione fa davvero la differenza”.

Aspetto fondamentale, secondo Carnevale Garé, per espandersi nell’attuale contesto europeo dell’asset management. “Solo le case di gestione che saranno in grado di essere veramente attive e lontane da benchmark, staccandosi in modo netto dalle logiche dell’investimento passivo, possono pensare di sopravvivere e crescere nel contesto post-MiFID II”, conclude head of sales retail Italy di RAM Active Investments.

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