Il Carmignac Portfolio Capital Plus cambia nome


Diamo ufficialmente addio al Carmignac Portfolio Capital Plus di Carmignac, che dal 30 settembre 2019  ha cambiato nome per rispecchiare meglio il suo nuovo stile di gestione e la strategia di investimento. Denominato Carmignac Portfolio Unconstrained Euro Fixed Income, il fondo investe sui mercati obbligazionari globali. Gli investimenti denominati in valuta diversa dall’euro verranno sistematicamente coperti rispetto all’euro, da qui l’aggiunta del termine “Euro” nella denominazione del fondo.

È il secondo fondo più grande della casa di investimento francese all’interno della sua gamma obbligazionaria, con un patrimonio gestito di 895 milioni di euro alla fine di settembre 2019, ed è co-gestito da Guillaume Rigeade e da Eliezer Ben Zimra. Il Carmignac Portfolio Unconstrained Euro Fixed Income rientra nella gamma ‘unconstrained’, che lo rende per definizione globale, flessibile e decorrelato dall’indice di riferimento.

Questo approccio, consente ai gestori di privilegiare una determinata asset class rispetto a un’altra ogni qualvolta sia necessario, seguendo un approccio top-down e bottom-up. A seguito del cambiamento di strategia, l’indicatore sintetico di rischio e rendimento del fondo (SRRI) è aumentato da 2 a 3, il che pone il fondo in una posizione intermedia tra Carmignac Sécurité (fondo obbligazionario europeo a bassa duration con rating Blockbuster Funds People) con uno SRRI pari a 2, e Carmignac Portfolio Unconstrained Global Bond (fondo obbligazionario internazionale che presenta un intervallo di duration più ampio) con uno SRRI pari a 4. Il prodotto si avvale di un indice obbligazionario internazionale, l’indice ICE BofAML Euro Broad Market calcolato con cedole reinvestite, come indice di riferimento. Le variazioni hanno lo scopo di rafforzare il suo profilo rischio/rendimento, su un periodo minimo di investimento consigliato di 3 anni, rispetto a 2 anni in precedenza.

Posizionamento attuale

Sebbene gli investitori siano alla ricerca di rendimenti più elevati, i gestori preferiscono mantenersi ad un livello piuttosto basso di duration modificata, pari circa a 3 (con un intervallo compreso tra -3 e +8). “All’interno dei titoli governativi dei Paesi sviluppati, manteniamo una duration modificata positiva sui rendimenti dei Treasury statunitensi, poiché il mercato ha scontato tre tagli dei tassi entro la fine del 2020. Qualora il rallentamento economico negli Stati Uniti dovesse concretizzarsi, queste aspettative dei mercati potrebbero dimostrarsi troppo prudenti e gli investitori dovrebbero calcolare l’impatto di ulteriori riduzioni dei tassi”, commenta Guillaume Rigeade, portfolio manager di Carmignac.

Sul fronte europeo i gestori privilegiano la Grecia che, con le sue riforme strutturali e le migliori prospettive di crescita sotto la guida del nuovo Primo Ministro Mitsotakis, ha intrapreso un percorso positivo per i suoi creditori. “Deteniamo inoltre una posizione lunga tattica nel debito governativo dell’Italia, che è sostenuto dall’abbondanza di liquidità in Europa. Inoltre, la retorica antieuropeista a cui Matteo Salvini ci aveva abituati negli ultimi anni dovrebbe svanire con la nuova coalizione di governo Movimento 5 Stelle/Partito Democratico”, ha aggiunto il fund manager.

Sui mercati emergenti, nonostante l’apertura di alcune posizioni nel debito del Messico in valuta estera, i gestori preferiscono attendere un indebolimento del dollaro, prima di tornare ad investire in modo più significativo in questa asset class. “La repressione finanziaria ha penalizzato le obbligazioni corporate, rendendole un’asset class indubbiamente troppo costosa. Tuttavia dato che l’attuale ciclo del credito è già molto lungo, riteniamo che la crescente avversione al rischio stia ormai alimentando la dispersione. Al momento la nostra struttura di portafoglio è caratterizzata da un posizionamento prudente, con un’esposizione ridotta al mercato attraverso strumenti derivati del credito a lungo termine su indici. Ciò ci consente di ridurre il beta del mercato, focalizzandoci allo stesso tempo su società specifiche, emittenti in difficoltà sui mercati emergenti e titoli CLO (“Collateralised Loans Obligations”)”, conclude Eliezer Ben Zimra.

Professionisti
Società

Notizie correlate