Il Brasile con le spalle al muro


Il quadro politico del Paese suscita ancora molta insicurezza nei mercati finanziari. Ad oggi la Borsa di San Paolo (Bovespa) ha toccato i 76.416,01 punti da inizio anno, con una performance del -3,35% (dati al 07/09/2018). Sebbene l’indice brasiliano riporti un risultato negativo da inizio anno, durante l’estate, questo ha recuperato in modo considerevole dopo la caduta registrata a metà giugno, portando a casa un +8,17% (dal 22/06/2018). 

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Gli investitori sono ancora molto incerti sull’economia brasiliana e sono preoccupati per le prossime elezioni attese il 7 ottobre 2018. 

Instabilità politica

L’instabilità politica del Paese e i ritardi nelle riforme statali sono il motivo per cui i mercati tengono gli occhi puntati sul Brasile. Le elezioni arrivano in un momento difficile, con i candidati presidenziali che subiscono la forte pressione del mercato per presentare un piano credibile di riduzione del disavanzo fiscale. “Se il prossimo presidente, che sarà eletto in ottobre, non porterà proposte efficaci per controllare gli investimenti in sicurezza sociale, è probabile che i mercati finanziari vadano incontro a un brusco sell-off, spingendo i tassi reali verso il basso e quelli d’interesse verso l’alto, esercitando così una maggiore pressione ad agire sulla nuova leadership brasiliana”, spiega Maarten-Jan Bakkum, senior emerging markets strategist di NN Investment Partners. I principali fattori che continuano ad aumentare il deficit del Paese (superiore al 7% del PIL negli ultimi 4 anni) sono la spesa pensionistica e la sicurezza sociale (45% della spesa pubblica).

Inoltre, giocano a sfavore del Brasile un dollaro forte e l'irrigidimento della politica monetaria della FED. Secondo Mark Nash, head of fixed income di Old Mutual Global Investors, “con l’irrigidendo della politica monetaria, essenzialmente la Fed rimuove dollari dal sistema globale, propagando un deleveraging che sta danneggiando la crescita mondiale. Con il rientro dei dollari, gli Stati Uniti non stanno percependo l’impatto del loro stesso tightening, spingendo la Fed a fare di più. Chiaramente, i mercati emergenti sono i primi a subirne gli effetti, essendo altamente dipendenti dal finanziamento in dollari”. 

Le elezioni politiche

Attualmente, i due candidati sono il nazionalista di destra, Jair Bolsonaro (in testa nei sondaggi) e l'ex sindaco di sinistra di San Paolo, Fernando Haddad. Bolsonaro, sebbene si presenti come candidato anti-establishment, ha delle idee economiche simili a quelle dell'attuale governo. Ciò che gli analisti politici mettono in discussione è la sua potenziale efficacia come presidente, oltre a dubitare del suo impegno per attuare le necessarie riforme. Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte SIM, conclude facendo notare che "i mercati vedono positivamente la sua vittoria, in quanto sono molto più preoccupati di un eventuale governo di sinistra".

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