Il bias quality di Aberdeen Standard Investments per investire nel mercato A-Shares


Il mercato A-Shares vanta circa 3500 società quotate per un totale di quasi 6 miliardi di dollari di capitalizzazione. Dunque per chi vuole investire in Cina, non ci sono dubbi, è qui che può ricercare le migliori opportunità a lungo termine. Si tratta di un mercato altamente diversificato e volatile, pertanto diviene fondamentale affidarsi a gestori attivi che sappiano dove posizionarsi per generare valore. A tal proposito abbiamo chiesto a Nicholas Yeo, responsabile azionario Cina e Hong Kong di Aberdeen Standard Investments e gestore del fondo ASI China A-Shares di fornirci la sua view e di spiegarci la sua strategia di investimento.

“Siamo focalizzati sui settori legati alla crescita dei consumi interni, che a loro volta sono spinti dal fenomeno dell’incremento della classe media in Cina”, commenta Yeo. Il driver principale di tale tendenza è stata l’urbanizzazione delle aree rurali, che ha permesso alla popolazione di avere lavori con salari più alti, modificando così la capacità e le abitudini di spesa. “In particolar modo guardiamo alla premium consuming class, cioè quella fascia di popolazione con almeno 100 dollari al giorno da spendere, il cui tasso di crescita risulta essere il doppio di quello della classe media generica”, aggiunge l’esperto. “L’obiettivo è riuscire a catturare questo trend all’interno del mercato A-Shares”, spiega il gestore.

Il fondo

“Guardiamo alle singole società, e la costruzione del portafoglio è il risultato della strategia bottom up, fondata su un’approfondita analisi fondamentale ”, dichiara Nicholas Yeo. L’approccio usato è estremamente attivo, benchmark-agnostic e high conviction. “Identifichiamo le società di alta qualità e con valutazioni interessanti. La qualità è il primo filtro, se una società non passa questo step, allora non andiamo avanti con le valutazioni”, aggiunge il gestore. Le aziende di qualità sono quelle che presentano modelli di business e/o bilanci solidi, cioè hanno un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo, il cosiddetto 'competitive moat' di Warren Buffett.

Una volta superato il primo filtro di qualità, prima di assumere la posizione, bisogna accertarsi che la società abbia prospettive di rendimento di lungo termine, cioè che la crescita dei profitti, cash flow e dividendi sia sostenibile nel tempo. Queste analisi sono integrate dall’applicazioni dei criteri ESG, soprattutto dal punto di vista della governance e del trattamento degli azionisti minoritari, attraverso il monitoraggio e un dialogo frequente con il management, e successivamente passando anche ad una attività di engagment.

Il turnover delle posizioni è circa il 20%, cioè ciascun titolo viene mantenuto in portafoglio circa tre o tre anni e mezzo. Al momento il fondo ha sovrappesato il settore dei consumi discrezionali, seguito dai beni di consumo ed healthcare. Le prime tre posizioni sono infatti la China International Travel Services, operatore leader del duty free, Ping An Insurance Group e Kweichow Moutai, il principale produttore del tipico liquore bajiiu.

I rischi

Il principale rischio degli investimenti nel mercato A-Shares è quello specifico delle società. “Il capitalismo in Cina è recente e spesso le conoscenze e le expertise degli imprenditori sono deboli, e non sempre il management di una società garantisce integrità e trasparenza nella gestione. Per questo diventa una priorità investigare sulla governance delle società in cui si investe”, spiega il portfolio manager. Inoltre fino a poco tempo fa il mercato cinese era soggetto ad una sorta di 'casinò mentality', cioè era guidato dagli investitori retail che vi speculavano, incrementando così la volatilità. Il Governo sta cercando di limitare questi due aspetti per attirare i capitali stranieri nel lungo periodo.

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