Secondo Anima SGR, il 2018 è stato un anno di difficile lettura per moltissimi gestori


Come ben sappiamo il 2018 è stato un anno molto difficile e rispetto al 2017 l’aumento dei rischi sistemici ha reso le scelte di asset allocation più complicate. “Oltre all’evidente aumento della volatilità, abbiamo notato che c’è stata ‘correlazione uno’ tra bond ed equity: dove i tassi d’interesse sono saliti e il mercato equity è sceso”, fa notare Stefania Taschini, fund selector di Anima SGR. “Inoltre abbiamo visto forti rotazioni settoriali e di stile d’investimento”.

In questo clima d’incertezza, Anima SGR ha preferito affidarsi ai fondi flessibili e multi-asset, con l’obiettivo di delegare parte della gestione a portfolio manager di qualità. “I gestori non hanno sempre saputo centrare gli obiettivi, soprattutto quelli obbligazionari flessibili, ma siamo consapevoli che hanno dovuto lavorare in uno scenario di mercato molto complesso, in cui i tassi sono saliti, gli spread allargati e i mercati emergenti sono stati penalizzati dall’apprezzamento del dollaro”, spiega Taschini.

“C’è chi è stato più bravo a coprire i rischi e chi meno, ma purtroppo il 2018 verrà ricordato come un anno in cui pochi sono riusciti a gestirli, sia per quanto riguarda le strategie relative che absolute”, spiega Francesco Moreschi, fund selector di Anima SGR. Se in anni normali la fund selection ha dominato sulla portfolio construction quest’anno non è stato così. “Nel 2018 è stato determinante il contributo a livello gestionale”, fa notare Moreschi. “Abbiamo dovuto essere molto più attivi e dinamici, prendendo spesso posizioni tattiche e aumentando il turnover di portafoglio”, spiega Taschini.

Il 2019 sarà verosimilmente caratterizzato da una continua riduzione della liquidità nel sistema, in quanto Fed e BCE si stanno muovendo da tempo lungo il sentiero di normalizzazione delle loro politiche monetarie. “Ci sembra che molti gestori siano legati a doppio filo al paradigma del 'buy on dips' (comprare sulla debolezza), senza preoccuparsi troppo di gestire il rischio nel breve termine”, spiega Moreschi. “A nostro avviso, invece, siamo entrati in un nuovo regime di volatilità e, mentre rimane importante avere ben chiaro l’orizzonte temporale d’investimento, in questo contesto diventa chiave non solo selezionare un fondo o un titolo in una logica di portafoglio, ma anche preoccuparsi di gestire il rischio del fondo nel suo complesso per contenere le perdite (drawdown)”.

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