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I sette peccati capitali della finanza comportamentale


La correzione dei mercati azionari di dicembre e il conseguente rimbalzo di gennaio rappresenta un’ulteriore conferma della rilevanza dell’impatto delle trappole comportamentali su flussi e redditività degli asset oggetto di investimento. Tanto da determinare la scelta di Ian Heslop, head of global equities di Merian Global Investors e gestore del fondo Merian North American Equity, strumento con doppio marchio Blockbuster e Consistente Funds People 2019, di dedicare alla finanza comportamentale il proprio intervento in occasione del Global Markets Forum dell’asset manager britannico in corso a Londra.

Le trappole comportamentali sono un fattore dei mercati azionari che non è possibile non tenere in considerazione. Conoscerne le caratteristiche e inserire la valutazione delle loro conseguenze all’interno del processo di investimento, permette di identificare gli episodi di mispricing determinati da fattori psicologici e di sfruttare tale inefficienza per generare alpha”, afferma Heslop. Sette sono i principali bias individuati dall’head of global equity di Merian Global Investors. “Meccanismi cognitivi”, sottolinea, “di cui ogni investitore dovrebbe essere cosciente per correggere il proprio comportamento in vista di una piena razionalità nell’approccio agli andamenti delle asset classes”.

Effetto gregge

Consiste nell’accettazione acritica della direzione presa dalla maggioranza come quella esatta. Determina un movimento di imitazione automatico reso ancora più probabile dall’intrinseca difficoltà di assumere una posizione contrarian. Si minimizza imponendosi di legare le decisioni di allocazione a evidenze oggettive.

Avversione alle perdite

La  tendenza umana è quella di considerare l’impatto negativo di una perdita più pesante rispetto a quello positivo portato da un guadagno della medesima entità. Uno sforzo nell’identificazione delle fasi negative come parte di un investimento di medio e lungo periodo permette di contestualizzare i movimenti più decisi del mercato all’interno di un obiettivo di rendimento da raggiungere in un orizzonte più ampio.

Confirmation bias

Si spende più tempo a informarsi per rafforzare le proprie convinzioni piuttosto che per metterle alla prova. “È dimostrato, ad esempio”, fa notale Heslop, “che esiste una propensione alla lettura di articoli che confermano la nostra visione su un determinato tema piuttosto che articoli che criticano il nostro modo di vedere il mondo”. Adottare un approccio olistico in cui la visione del quadro generale è percepita come una risorsa per formare una convinzione personale più completa è un aiuto per evitare tale trappola mentale. Importante inoltre raccogliere le opinioni provenienti da attori esterni e indipendenti rispetto al proprio contesto di riferimento.

Anchoring

Siamo portati a sovrastimare l’importanza di un singolo aspetto di un determinato bene o asset rispetto ad ogni altro, in particolare se legato a una convinzione che si è formata e rafforzata nel tempo. “Una chiara prova di questa trappola”, fa notare l’head of global equities di Merian Global Investors, “l’abbiamo avuta nel 2018, anno in cui la maggior parte delle classi di attivo generalmente definite come safe haven si sono rivelate negativamente correlate all’indice VIX”. Questo pericolo è evitabile con un approccio genuinamente legato a dati numerici monitorati nel tempo.

Anchoring, Merian Global Investors

Endowment effect

Esiste una differenza psicologica tra il valore attribuito a ciò che possediamo rispetto a ciò che non abbiamo nella nostra disponibilità. La tendenza dimostrata da studi accademici è per una maggiorazione della considerazione di ciò che abbiamo scelto nel passato, facendolo nostro. “Come investitori azionari”, suggerisce Heslop, “dobbiamo essere consapevoli del fatto che non acquistiamo aziende, ma ci esponiamo a titoli in forza della nostra aspettativa di un loro apprezzamento futuro”.

Conservatorismo

Non tenere nella dovuta considerazione l’insorgenza di nuovi dati, prospettive e evidenze è certamente un errore. Nonostante ciò risulta diffusa e cognitivamente maggioritaria la resistenza a mettere in discussione le proprie convinzioni anche in presenza di significativi fattori di novità. Per combattere questo bias risulta necessaria l’adozione di un approccio flessibile che faciliti i cambiamenti nell’esposizione qualora necessari.

Eccesso di reazione

È la tipica risposta emozionale ad una fase di forti movimenti azionari, che determina una fuga o ingresso troppo deciso a prescindere dalla considerazione dei fondamentali economici sottostanti.  “Imporsi l’utilizzo di un processo di investimento testato e replicabile anche in presenza di periodi di difficoltà”, conclude l’head of global equities di Merian Global Investors, “è essenziale per una modalità di relazione all’investimento in grado di massimizzare i ritorni nel tempo”.

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