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I principi chiave di Allfunds, differenziazione e nuove soluzioni di supporto al mercato


“Il cambiamento introdotto da MiFID II è un cambiamento di sistema, di consapevolezza e di applicazione di regole. Già da MiFID I, nel 2007, il cliente era legittimato nel pretendere trasparenza e valore aggiunto ma con la nuova normativa, le regole diventano più stringenti e vengono definiti strumenti più precisi per pretendere e verificare trasparenza”. Ad affermarlo a Funds People è Licia Megliani, country head Italy di Allfunds, che evidenzia quale fosse la grande preoccupazione del sistema relativamente a MiFID II, ovvero un possibile “ban sui rebates che però non si è verificato”. 

Secondo la manager, le regole relative alla possibilità di percepire rebates non sono infatti cambiate molto rispetto a MiFID I, ma sono più chiare, più definite. “L’informativa al cliente e la proposizione di servizi devono rispettare criteri predefiniti che devono valere per tutto il mercato permettendo un’uniformazione della comunicazione e delle regole del gioco. Ci si aspetta maggiore efficienza dal sistema che però deve fare i conti con i costi di implementazione della nuova normativa che ha determinato un impatto significativo in termini di carichi operativi, amministrativi e organizzativi”, spiega Megliani.

“Una volta superata la prima fase di implementazione adesso attendiamo il 2019, anno in cui per la prima volta ai clienti dovrà essere fornito un rendiconto trasparente relativo ai costi sostenuti e alle effettive performance dei prodotti in uno scenario di volatilità nei mercati e quindi maggior difficoltà nel realizzare performance positive… gli operatori di settore si stanno focalizzando sull’ottimizzazione dei processi per poter ridurre il costo dei prodotti ed incrementare i risultati”, aggiunge l’esperta. Da un lato, quindi, ci si sta focalizzando su come comunicare in modo conforme alla normativa, ma quanto più commercialmente possibile e in misura adeguata alle esigenze degli investitori, e dall’altro, distributori, gestori di patrimoni, le compagnie assicurative vita per le unit linked, ecc., stanno lavorando sulla riduzione dei costi, per rendere gli strumenti sempre più efficienti. Il trend è quindi riduzione dei costi, maggiore trasparenza e informativa. 

Secondo la country head, la differenziazione e valorizzazione dei servizi offerti dagli operatori del settore è un tema molto caldo, proprio perché MiFID II consente il percepimento delle retrocessioni se queste remunerano servizi qualificanti per i clienti. Servizi in termini di informativa, di approfondimento, di analisi della gamma disponibile, di reportistica di qualità, diverranno fondamentali. “Stiamo ricevendo da parte dei clienti molte richieste di supporto nella strutturazione di questi strumenti. Ad oggi, i distributori hanno bisogno di nuove soluzioni ma a un più basso costo. Lato nostro, riceviamo quindi richieste di supporto per semi-lavorati, per tool, che possano essere inseriti in quelle che sono piattaforme, gamme servizi, gamme prodotti dei nostri clienti distributori, sempre seguendo il nostro modello B2B4C”, spiega Megliani. 

Allfunds si caratterizza per un ruolo unico nel mercato della distribuzione diretta in Italia, infatti è l’unica entità che opera sia come distributore primario sia come paying agent (banca corrispondente), “questo rende depositari di più informazioni quali ad esempio i saldi dei singoli investitori e i livelli di retrocessione per ogni fondo, il che ci permette quindi di poter offrire ai nostri distributori un supporto importante in quanto possiamo veicolare l’informativa giornaliera relativa alle retrocessioni maturate su ogni singolo fondo di ogni singolo cliente”. A detta di Megliani, ciò semplifica per il distributore tutta la fase di calcolo e riconciliazione ma diventa cruciale per la predisposizione della reportistica ex-post, riducendo costi e tempi per i distributori.

Nuove soluzioni di supporto

“Sicuramente l’evoluzione tecnologica ci sta aiutando nell’offrire nuove soluzioni al mercato perché rende i servizi più fruibili. Ad esempio possiamo offrire tool di selezione fondi, strumenti di reportistica, factsheet personalizzati da dedicare all’investitore finale, veicolando questi strumenti attraverso la tecnologia API, che permette di raggiungere il distributore più velocemente e con costi molto più contenuti avendo a disposizione già i contenuti. Non solo l’informazione, ma anche lo strumento”, dettaglia la manager.

Il ruolo dell’Italia

Ma cosa rappresenta l’Italia per Allfunds Bank?“Ad oggi l’Italia rappresenta il primo mercato per AFB, infatti gli asset distribuiti dalla branch italiana superano i 180 miliardi di euro, e pesano più della metà delle masse di tutto il Gruppo.Sicuramente anche AFB ha risentito della volatilità dei mercati, come tutto il sistema, anche perché Allfunds ben rappresenta il trend della raccolta in fondi internazionali. Le masse sono comunque ancora in crescita”, afferma la country head. 

La Spagna è il Paese di origine della società e rappresenta il secondo mercato per asset. Una delle aree su cui l’entità sta investendo molto, considerandone il grande potenziale, è l’Asia. “Questa scommessa ci porta ulteriormente a cavalcare l’onda dell’innovazione tecnologica, perché l’Asia è il mercato a cui guardare sotto questo punto di vista. Per la branch di Singapore abbiamoappena reclutato il nuovo regional manager, la terza donna tra i regional manager di Allfunds, dove l’80% degli asset e revenues è in mano a figure femminili. Sempre in Asia stiamo valutando l’apertura di un nuovo ufficio ad Hong Kong”, spiega Megliani. 

“Il Sud America è un’altra area per noi molto importante che cresce ancora lentamente ma che sicuramente ha tutti i numeri per fare grandi risultati. Abbiamo due uffici in Colombia e in Cile. A breve apriremo un ufficio in Brasile e stiamo guardando con grande interesse al Messico, dove la normativa è in fase di cambiamento aprendo nuove opportunità commerciali”, rivela l’esperta. 

A detta di Megliani, anche i nuovi azionisti, Hellman&Friedman GIC stanno supportando la società nella ricerca di nuove opportunità anche attraverso acquisizioni per accelerare il processo di crescita. Crescita non solo di volumi ma anche verso nuove aree di business. In questo senso, per AFB, risulta molto importante la prima acquisizione avvenuta in gennaio, quella di FinaMetrics, fintech specializzata in servizi ‘front to back’ per distributori e case di gestione. “Un ulteriore segmento su cui puntiamo molto è anche l’analisi di fondi e consulenza, sempre B2B, servizi che sempre abbiamo offerto ma che oggi, con MiFID II acquistano ancora più valore agli occhi dei distributori che cercano un punto di vista indipendente nella selezione dei fondi e allocazione dei portafogli”, conclude la manager.

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