I Green Bond fondamentali nel settore automotive


Contributo a cura di Bram Bos, lead portfolio manager Green Bonds di NN Investment Partners. Contenuto sponsorizzato.

Il trasporto su strada contribuisce notevolmente alle emissioni di CO2. Al fine di ridurre le emissioni, l’UE ha fissato un obiettivo per l’emissione media su tutta la gamma di nuove autovetture a 95g CO2/km entro il 2021. L’UE punta a un’ulteriore riduzione del 15% entro il 2025 e a una riduzione del 37,5% entro il 2030. Le aziende del settore che non rispettano questi obiettivi saranno sanzionate pesantemente. 

Le case automobilistiche europee, fra cui BMW, Renault, Peugeot, Volkswagen e Daimler, stanno accelerando il passaggio all’alimentazione elettrica. 

Negli ultimi anni, i green bond hanno svolto un ruolo importante nel finanziamento di attività e progetti a basse emissioni di carbonio e resilienti ai cambiamenti climatici. All’incirca il 18,5% dei proventi derivanti dai green bond viene utilizzato nel trasporto a basse emissioni di carbonio, in base a studi e valutazioni interne di NN IP. Dati i significativi investimenti pianificati per il passaggio all’auto elettrica, ci si potrebbe anche aspettare che le case automobilistiche siano emittenti di spicco di green bond. Finora, tuttavia, soltanto un green bond denominato in euro è stato emesso da una casa automobilistica (600 milioni di euro da Toyota nel 2017). Toyota ne ha utilizzato i proventi per finanziare le vendite dei modelli Toyota e Lexus che soddisfano determinati criteri di emissione sul mercato statunitense.

In caso di implementazione della nuova tassonomia dell’UE, soltanto le auto a emissioni zero o basse (inferiori a 50g CO2/km) potranno essere finanziate attraverso i proventi derivanti dai green bond. In base alle tecnologie attuali, soltanto i veicoli completamente elettrici, a celle a combustibile e alcuni veicoli ibridi plug-in saranno conformi a questo limite. Poiché molte case automobilistiche stanno lanciando molti nuovi modelli di veicoli ad alimentazione elettrica, i green bond sono uno strumento ideale per finanziare le vendite di questi veicoli. 

Abbiamo individuato tre modalità di utilizzo dei proventi derivanti dai green bond da parte delle case automobilistiche per sostenere i trasporti a basse emissioni di carbonio. 

  1. Piattaforma di produzione dedicata per veicoli elettrici

Questo sviluppo consentirà alle case automobilistiche di identificare progetti relativi alla produzione di veicoli a emissioni zero o basse. Questi ultimi rientrerebbero nella categoria dei progetti a basse emissioni di carbonio e resilienti ai cambiamenti climatici, il che li renderebbe idonei ad essere finanziati dai green bond.

  1. Infrastrutture per la ricarica

Le case automobilistiche svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione di infrastrutture di ricarica. Dati gli ingenti investimenti richiesti per i nuovi punti di ricarica, le aziende potrebbero avvalersi dei Green Bond per finanziare questi progetti.

  1. Approvvigionamento, produzione e riciclo delle batterie

Il riciclo delle batterie potrebbe rappresentare una soluzione efficace per attenuare l’impatto negativo derivante dalle batterie esaurite. Le case automobilistiche possono riciclare le batterie offrendo loro “una seconda vita” così da recuperare energia. I Green Bond sarebbero uno strumento ideale per finanziare tali progetti.

In NN Investment Partners, siamo impegnati in pratiche di engagement con potenziali emittenti di Green Bond. Intratteniamo costantemente relazioni con i produttori di automobili relativamente ai loro investimenti ecocompatibili. Crediamo fermamente nel potere del dialogo bilaterale per guidare le decisioni degli emittenti e offrire loro consulenza sulle migliori pratiche di mercato. Cerchiamo inoltre di fornire informazioni ai potenziali emittenti sull’eventuale utilizzo dei proventi derivanti dai green bond e in quali attività ecocompatibili potrebbero essere investiti, al fine di garantire l’effettiva eco-sostenibilità delle obbligazioni. 

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