I gestori disinvestono dall'Italia (almeno per ora)


Lo aveva già annunciato Bnp Paribas nemmeno due giorni fa: per il momento meno Italia nei portafogli. L’asset management ha infatti ridotto le posizioni lunghe sull’azionario di titoli europei, aggiungendo un maggior numero di titoli di stato tedeschi sicuri per riequilibrare l’aumento del rischio politico in Italia. “Nei prossimi mesi, è probabile che i mercati rimangano volatili, considerata l’incertezza associata alla nuova coalizione anti-establishment e tenendo conto anche di possibili scontri con le autorità europee ed eccessi in fatto di politiche fiscali”, diceva la società in una nota, facendo riferimento alla coalizione di governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Una posizione, quella della società francese, che coincide con la stessa presa dal team investimenti di NN Investment Partners. Come spiega Patrick Moonen, principal strategist multiasset della casa di gestione olandese, le parole del nuovo premier italiano Giuseppe Conte non sembrano aver tranquillizzato i mercati. “Fino all'inizio di maggio gli investitori erano stati molto soddisfatti. Non stavano scontando a sufficienza il rischio di un governo populista e si stavano concentrando invece sul miglioramento dei fondamentali economici e societari. Di conseguenza, gli investitori hanno incrementato le loro posizioni su azioni italiane, sostenuti da una forte crescita degli utili e da consistenti sconti nelle valutazioni”, dice l’esperto.

“Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il mercato azionario italiano è sensibile ai cambiamenti degli spread dei titoli di stato. Considerato tutto questo, abbiamo adottato posizioni underweight sull’azionario italiano a beneficio delle azioni tedesche”. D'altronde secondo Joseph Amato, presidente e CIO di Neuberger Berman, “sotto molti aspetti, l'Italia rappresenta il massimo punto di stress per l'Eurozona e per il suo futuro politico ed economico. Come questa difficile situazione di crescita lenta, divisione politica e forte indebitamento verrà risolta rappresenterà nel lungo termine la discriminante del successo dell'Eurozona che, non dimentichiamolo, è l’economia più grande del mondo. Dobbiamo tutti prestare la massima attenzione". Un’attenzione che resta concentrata soprattutto al momento sulla compravendita a Piazza Affari. “La Borsa milanese soffre in paragone a quanto avviene oltre confine in quanto i trader stanno scaricando i portafogli dei titoli azionari del Belpaese”, dice Arnaud Masset, analista di Swissquote. “Gli investitori in questa fase infatti non credono che la situazione politica italiana sia in grado di contagiare tutto il resto del Vecchio Continente, ecco perché da una parte vendono titoli italiani ma dall’altra si tengono gli asset europei. Almeno per ora”.

Unico consiglio? guardare ai fondamentali

Se quindi da parte di diverse case di gestione assumono un approccio prudente verso azioni e obbligazioni italiane, eppur vero che l’economia italiana ha un buon andamento e forse ci si dovrebbe concentrare in primo luogo proprio sui fondamentali del Paese. Il consiglio arriva dagli analisti di Amundi: “l’attuale scenario macro dell'Italia è molto più positivo di quello che ha caratterizzato il periodo della crisi del debito sovrano dell’area euro del 2011”, dice Annalisa Usardi, senior economist della società. “Nel primo trimestre del 2018 l’Italia risultava in espansione per 15 trimestri di fila. Nel complesso, continuiamo a ritenere che i fondamentali economici restino positivi, ma riconosciamo che la situazione attuale potrebbe incidere in modo significativo sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Questa è la cosa fondamentale da tenere sotto osservazione per identificare i primi segnali sulla probabile evoluzione dell’attività economica”. Concorda anche Eric Brard, head of fixed income. “Ci aspettiamo che la volatilità continui ad essere influenzata dal flusso di notizie e probabilmente rimarrà elevata fintanto che non si farà chiarezza su alcune problematiche cruciali, come la fiscalità. È importante avere una strategia per affrontare questa fase di incertezza e secondo noi quella più appropriata è di affidarsi all’analisi dei fondamentali. Questa è stata una crisi politica, ma l’Italia ha diversi parametri favorevoli. Questi fattori positivi contribuiranno ancora a mitigare la turbolenza generata dall’incertezza politica”.

“Per il momento preferiamo mantenere un approccio cauto ed essere molto flessibili (sia in termini di duration che di esposizione al rischio) perché le condizioni possono mutare rapidamente” continua l’esperto. “Anche se per il momento rimaniamo in un atteggiamento attendista, ci aspettiamo che i fondamentali positivi dell’Eurozona possano presto gettare le basi per interessanti opportunità di investimento. Continueremo a tenere sotto controllo la situazione politica, i dati economici (in particolare lo sviluppo del debito), il comportamento degli investitori e le condizioni di liquidità. Queste ultime sono particolarmente importanti nelle fasi di volatilità. Anche se ora è troppo presto, cercheremo con cura il momento più opportuno per entrare sul mercato nel corso dell’estate” conclude Brard.

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