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I fondi, fattore chiave all'interno dei portafogli dei clienti del Private Banking


I fondi trovano crescente attenzione tra i clienti e i private bankers per le ampie possibilità di diversificazione che offrono e per la possibilità di affidarsi a gestioni attive e tempestive che possono rispondere al meglio alla volatilità dei mercati. 

Dall’analisi realizzada da Funds People fra le principali entitá italiane che offrono il servizio di Private Banking, é emerso che i fondi di investimento rappresentano una componente particolarmente elevata (fino al 70%, ma in media circa il 50%) del portafoglio dei clienti, questo grazie alla loro capacità di assicurare una adeguata diversificazione degli investimenti all’interno delle asset class. Inoltre si è evidenziato che oggi l’andamento dei mercati obbligazionari spinge il cliente a ricercare sempre più investimenti flessibili o absolute return.

Il contesto di tassi ai minimi storici, il graduale rallentamento delle politiche monetarie da parte della Fed e le turbolenze sui mercati emergenti stanno portando i clienti a privilegiare prodotti con delega massima al gestore.

Si manifesta un vero interesse da parte dei clienti, in un mondo più complesso, a favore di una maggiore vicinanza con gli esperti di risparmio gestito ed una forte richiesta di consulenza ed assistenza nei propri investimenti.

Infatti, lavorare sugli elementi di fidelizzazione, negli ultimi anni, ha garantito al private banking la stabilità della quota di mercato. L’analisi sul mercato servito dal Private Banking in Italia, eseguita dal centro studi dell’AIPB, mostra come gli istituti siano stati in grado di proteggere la loro quota di clientela anche durante i periodi di crisi finanziaria. Soprattutto nel 2007 e nel 2010, anni in cui i mercati hanno avuto andamenti negativi, i dati di raccolta netta sono sempre stati positivi (+4,9% nel 2007, +0,9 nel 2010). 

“I clienti richiedono semplicità, trasparenza e chiarezza quindi, in generale, tutti quei prodotti che rispettano le promesse e non riservano sorprese” spiega Gianfranco Venuti, responsabile Private Banking di Banca Popolare di Milano.

  "Le forme di investimento come fondi o gestioni personalizzate consentono di ottimizzare i due ruoli della gestione dei patrimoni della clientela: quella del banker gestore della relazione, capace di effettuare una corretta pianificazione finanziaria e quella del gestore che materialmente sceglie come stare sul mercato", aggiunge Venuti. 

"Il risparmio gestito ha sempre avuto un peso  significativo  nel nostro modello di servizio",  dice Francesco Altilia, responsabile di Divisione di Banca Popolare dell'Emilia Romagna, “perché attraverso una attenta selezione dei prodotti a disposizione della clientela (architettura aperta) siamo riusciti a garantire un’elevata diversificazione, un contenimento del rischio complessivo, un costante monitoraggio dei portafogli”. 

Con la crisi dei debiti sovrani che nel frattempo è  intervenuta, “il cliente si è trovato a dover modificare il consueto concetto di approccio al rischio ed ha significativamente aumentato la delega di gestione affidando la responsabilità delle singole scelte ai nostri specialisti. È, quindi, inevitabilmente cresciuta la nostra responsabilità nel stare al loro fianco per rassicurare e soprattutto assecondare le singole inclinazioni” dice Silvia Lepore, responsabile  del Private Banking di Banca Sella.

Per Manfredo Carfagnini, responsabile BNL - BNP Paribas Private Banking "un portafoglio ben diversificato dovrà essere ripartito in diverse classi di attivo che manifestino andamenti poco correlati fra loro consentendo la riduzione del rischio specifico dell’investimento. I fondi rappresentano, pertanto,  lo strumento ideale per assicurare un’adeguata diversificazione".

Per Andrea Ragaini, responsabile struttura Private Banking di Banca Carige S.p.A. e amministratore delegato di Banca Cesare Ponti, “i clienti hanno spostato la loro attenzione dalla performance del portafoglio e delle singole sue componenti, al governo complessivo dei rischi ed alla correlazione tra gli strumenti di investimento utilizzati”. 

Secondo Fabrizio Greco, direttore generale Gruppo Ersel, “si ricorre sempre piú a soluzioni di investimento compartecipative e alla riduzione del numero di intermediari coinvolti su ogni relazione. D’altro canto gli operatori del settore hanno rivisto significativamente il proprio modello competitivo, passando da un sistema fabbrica-distribuzione a un concetto di offerta e consulenza globale in un ottica di wealth planning". 

“E’ venuto meno il concetto di free-risk o della validità dell’investimento rifugio", dice Domenico Del Borrello, responsabile Private Banking di Banca Generali, pertanto i private bankers e relationship manager riconoscono nella versatilità e nella qualità dell’offerta della banca un punto di riferimento per diversificare i portafogli dei clienti”.

Per Paolo Suriano, responsabile Divisione Mediolanum Private Banking, “il nuovo player del mercato, é l’oscillazione  dell’andamento dei titoli di stato, a cui il cliente italiano non era abituato". 

Per Francesco Fanti, responsabile Private Banking di Banca Monte dei Paschi di Siena, "la consulenza è il driver fondamentale, perché accompagna il cliente attraverso un percorso strutturato e personalizzato. Non esistono più gli asset totalmente privi di rischio, pertanto non ci sono alternative alle logiche della diversificazione (e di una prudente gestione del rischio) attraverso una consulenza evoluta erogata da professionisti qualificati ed affidabili".

Paolo Molesini, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Private Banking spiega che "l’atteggiamento degli italiani nei confronti dei propri risparmi é cambiato verso una maggiore attenzione ai temi economici, una forte richiesta di consulenza nella gestione del proprio portafoglio ed una graduale propensione ad una maggiore diversificazione degli attivi, alla ricerca di una riduzione della volatilità e di rendimenti sostenibili nel tempo". 

Per Eugenio Lamedica, Responsabile Private Banking Investment & Wealth Advisory di UniCredit “la nostra proposta di valore è da sempre rivolta alla performance nel tempo ma con una costante attenzione alla capital preservation". 

Matteo Benetti, responsabile Private Banking di Credito Emiliano punta “molto sull’evoluzione del private da gestore di asset a consulente che, oltre alle capacità di ascolto, sia in grado di trasferire al cliente la qualità erogata dall’organizzazione total quality alle sue spalle".

In Barclays, un'attenta pianificazione nonché il costante monitoraggio del portafoglio di investimento per ciascun cliente sono garantiti dal perfetto connubio tra professionalità e tecnologia, spiega Lorenzo Bassani, deputy CEO e chief commercial officer di Barclays RBB Italy. 

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