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I fattori ESG hanno tutti pari importanza?


Contributo a cura di Sergio Trezzi, managing director, head of Retail Distribution EMEA and Latam di Invesco. Contenuto sponsorizzato.

Gli investitori pensano che un fattore ESG sia più importante degli altri due? Per esempio, sono più interessati a come le società gestiscono il proprio impatto ambientale che al modo in cui affrontano le tematiche sociali o di corporate governance? In termini di performance, gli investitori ritengono che i fattori ESG siano tutti importanti  per l’andamento del prezzo delle azioni di una società? Nel presente articolo, valutiamo questi interrogativi e analizziamo il valore finanziario che ogni componente ESG è in grado di offrire.

È opportuno sottolineare che le considerazioni in merito ai fattori ESG sono soggettive e pertanto ciò che è molto importante per una persona potrebbe non esserlo per un’altra. È inoltre importante fare una distinzione tra ciò che una persona ritiene importante sul piano dei valori e ciò che a suo giudizio alimenta il valore. Per i gestori patrimoniali, un fattore deve essere economicamente significativo al fine di essere preso in considerazione. 

Le tematiche ambientali rappresentano una questione urgente 

La gestione del cambiamento climatico globale è tra le priorità di molti paesi, organizzazioni e altri gruppi di interesse ed è per questo che gran parte dell’attenzione degli investitori confluisce legittimamente sui fattori ambientali (“E”). Gli analisti possono calcolare il valore attuale di futuri risparmi di costi derivanti da specifici progetti, il che significa che il prezzo delle azioni verosimilmente sconta già gli eventuali risparmi di costi. Tuttavia, i rischi ambientali sono più difficili da quantificare con precisione perché ciò richiede l’elaborazione di ipotesi di portata piuttosto ampia in merito a eventi futuri. 

Nel caso della maggior parte delle iniziative sociali (“S”) e di governance (“G”), ossia gli altri due fattori ESG, è spesso ancora più arduo definire i risparmi di costi, o le potenzialità di futuri ricavi. Tuttavia, pur non essendo facilmente quantificabili, questi fattori sono altrettanto importanti. L’esposizione di una società a determinate tematiche ESG viene spesso alla luce solo quando emerge una violazione della sicurezza, una causa per discriminazione oppure uno scandalo contabile e a quel punto è troppo tardi. Tali eventi negativi alla fine spariscono dalle prime pagine, mentre il prezzo delle azioni continua spesso a risentirne a lungo. Di conseguenza, vale la pena non solo evitare le società con rischi ESG identificabili, ma anche privilegiare quelle con credenziali ESG positive. 

Le tematiche sociali e di governance sono anch’esse fondamentali

Per esempio, le società con buoni punteggi di governance sono generalmente considerate dotate di ottima gestione, il che è a sua volta indice della capacità di identificare e gestire i rischi d’impresa. Al tempo stesso, una società con una forte presenza (positiva) in seno alla comunità è potenzialmente in grado di beneficiare di maggiori opportunità di vendita e fidelizzazione dei clienti. Una forza lavoro fedele può inoltre essere finanziariamente proficua per l’azienda, in quanto stipendi competitivi e buone condizioni di lavoro si traducono in una migliore produttività. 

Inoltre, le società che presentano punteggi elevati in tutto lo spettro ESG sono di norma considerate di qualità più elevata, con rischi più bassi e possono pertanto fruire di un minore costo del capitale, che si ripercuote direttamente sui risultati economici.  

In pratica, una società che affronta seriamente i fattori ESG, gestisce ogni componente rilevante per l’impresa, non solo ciò che può di volta in volta attirare l’attenzione della stampa. Analogamente, i gestori patrimoniali che gestiscono mandati ESG o integrano i fattori ESG in mandati più ampi, devono considerare tutti i fattori ambientali, sociali e di corporate governance (economicamente) rilevanti per un’impresa. Esistono poi numerosi singoli parametri che concorrono all’assegnazione dei punteggi ESG. Un fornitore di dati terzo di norma può utilizzare circa 200 parametri ESG per ciascuna delle società analizzate. 

Un’ultima riflessione…

Benché tutte le componenti ESG siano importanti, l’impatto o la rilevanza può variare da un settore all’altro. Per esempio, le società in un settore ad alta intensità di carbonio devono probabilmente compiere maggiori investimenti per gestire le questioni ambientali rispetto a una società di servizi, che deve occuparsi maggiormente di questioni attinenti al personale. Un analista che esamina una società – e comprende i fattori ESG – deve essere in grado di capire quali fattori siano potenzialmente in grado di generare valore e usare tali dati per valutarne in modo più accurato il titolo. 

Il miglioramento della qualità e della disponibilità di dati associati alle tematiche ESG aiuta la causa. I gestori patrimoniali competenti in materia sono maggiormente in grado di integrare direttamente i fattori ESG nel loro processo d’investimento. L’interrogativo che si pongono oggi gli investitori responsabili è il seguente: concentrarsi su una sola area dello spettro ESG, per esempio il cambiamento climatico o l’acqua pulita, oppure adottare un approccio più olistico, con l’obiettivo di trasformare interi business model nell’ottica di un futuro più sostenibile? 

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