I fattori ESG guidano gli investimenti tematici


Molti investimenti tematici sono il riflesso di un forte interesse nei confronti dei fattori ESG (ambientali, sociali e di governance). Quando si investe in un trend demografico, tecnologico o sui cambiamenti climatici, sapere di dare un contributo positivo e concreto alla popolazione mondiale, dà sicuramente un incentivo in più a continuare in quella direzione.

L’invecchiamento della popolazione e l’innovazione sono solo alcune delle tendenze capaci di offrire interessanti spunti di investimento secondo Marco Cianflone, portfolio manager di Sectoral AM. Nella sua strategia focalizzata sull’healthcare tiene conto di una serie di aspetti a beneficio della collettività, come il fatto di garantire una maggiore convenienza e facilitare l’accesso alla medicina ad una quota sempre maggiore della popolazione mondiale, migliorare la qualità della vita e favorire le pratiche di brevetto. “Abbiamo integrato i criteri ESG nella nostra analisi di bottom up e seguiamo un processo rigoroso, dato il forte rischio idiosincratico della sanità, adottiamo un engagment che ci permette di seguire da vicino le società”, dichiara il gestore.

Non mancano però le difficoltà nel raggiungere questi obiettivi, perché molte delle aziende su cui il fondo è focalizzato, sono small cap con forti prospettive di crescita, ma anche con una minore disclosure, che abbassa il loro punteggio in termini di governance. “Spesso per investire nelle migliori aziende sanitarie innovative e digitali bisogna ricorrere ai mercati privati, per questo nell’ultimo anno abbiamo partecipato a diverse IPO per beneficiare anche delle potenzialità di queste”, aggiunge Cianflone.

Il mondo degli investimenti sostenibili è un paniere sempre più grande, dai fondi pensione ai provider di ETF, aumentano le strategie che decidono di integrare i criteri SRI. Anche i fund selector non possono non tenerne conto. “Con l’Action Plan e l’European Green Deal, la Commissione Europea ha messo la sostenibilità al centro dei mercati dei capitali, pertanto oggi più che mai monitorare i rischi legati ai fattori ESG è diventata una priorità per gli investitori”, afferma Rossana Brambilla, head of Multi-Asset and Multi-Manager Responsible Investing di Sella SGR. Per ragioni legislative e di flussi potrebbero effettivamente compromettere le performance future. “ L’analisi del rating di sostenibilità ci dà informazioni aggiuntive per valutare rischi ed opportunità a cui è esposto ciascun titolo o settore. Tuttavia, l’emergenza Covid-19 rallenterà inevitabilmente, data la gravità, il passo dei regolatori sulla sostenibilità.”, sottolinea l’esperta.

Antonio Ligori, Responsabile Asset Allocation di Mediobanca SGR, conferma l’idea di come l’ottica di lungo termine e le macrotendenze possano attirare gli investimenti sostenibili, come nel caso del cambiamento climatico. Anche Andrea Dolsa, CIO di Euromobiliare AM sostiene l’importanza di unire l’approccio tematico a quello ESG, usando un procedimento proprietario per la definizione degli score di sostenibilità.

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