I cinque fattori che plasmeranno il 2019


Decelerazione sincronizzata a livello globale, con rischio di recessione ancora a distanza nei prossimi dodici mesi, ma oltre il 50% a 3-5 anni. La view di PIMCO per il 2019 che emerge dalle parole di Nicola Mai, portfolio manager and head of Sovereign Credit Research del colosso di Newport Beach, mostra un quadro di generale flessione che parte dai fondamentali registrati nell’ultimo triemestre dello corso anno, su tutti il PMI manifatturiero.

PMIs

Cinque sono in particolare i fattori che secondo il comitato investimenti di PIMCO saranno determinanti per capire l’evoluzione dei mercati nei prossimi dodici mesi. Cinque domande e cinque risposte per orientarsi in un contesto non facile per gli investitori.

Quanto è avanzato il ciclo economico?

“Ci troviamo certamente nella seconda metà del ciclo - afferma Mai - ma non necessariamente vicini alla recessione. I modelli mostrano una probabilità ancora sotto al 50% nel breve periodo e questo è anche il nostro scenario di base”.

Quando finirà la sovraperformance degli Stati Uniti rispetto alle altre aree geografiche?

Gli Stati Uniti per ora hanno tenuto meglio delle altre regioni, ma ci sono tre fondamentali motivi, secondo il portfolio manager and head of Sovereign Credit Research di PIMCO, per ritenere che ci sarà un allineamento al ribasso. Il primo è una politica fiscale meno supportiva da parte dell’amministrazione Trump dopo i grossi sforzi sostenuti nel 2018, seguito dai rialzi dei tassi operati dalla Fed che si traducono in condizioni finanziarie peggiori, dollaro forte e pressione sugli asset di rischio. Terza causa è rappresentata dai prezzi dell’energia in calo, con gli Stati Uniti che, in qualità sia di consumatore che di produttore, sono impattati in modo ambivalente, ma in prevalenza negativo.

Tornerà l’inflazione?

La pressione salariale è in salita ma meno rispetto a quanto atteso in relazione al tasso di disoccupazione. Tecnologia e globalizzazione contribuiscono in modo decisivo a mantenere piatte le curve di Philips. Mai sottolinea inoltre come l’aumento della produttività registrato a livello globale sia un ulteriore fattore di ancoraggio dei prezzi al consumo.

Quanto durerà la pausa della Fed?

“In questo momento – spiega il portfolio manager and head of Sovereign Credit Research di PIMCO - il ruolo della Fed è decisivo”. La pausa nel cammino di rialzi, nella view dell’asset manager statunitense, proseguirà quantomeno fino a giugno. La previsione è per un solo aumento nel corso del 2019.

Come evolverà la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina?

Anche in questo caso, la parola d’ordine è stabilità. L’amministrazione Trump ha troppo da perdere da un’escalation della guerra commerciale. I rapporti tra le due nazioni saranno però un tema geopolitico decisivo nel lungo periodo.

Le previsioni di crescita di PIMCO per il 2019 sono dunque del 2% per quanto riguarda gli Stati Uniti, dell’1% per quanto riguarda l’Eurozona e il Giappone e dell’1,5% per il Regno Unito. Continuerà a decelerare la Cina che secondo il colosso di Newport Beach si fermerà al 6%. Nero l’outlook sull’Italia, vista a crescita zero, se non negativa. “Una recessione tecnica, e forse non solo tecnica”, conclude Mai.

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