I Big Data rivoluzioneranno il mondo della gestione?


Tratto dalla rivista numero 30 Funds People - sezione Business.

Il rapporto tra rivoluzione digitale e investimenti è sempre più stretto. Il comparto azionario è senza dubbio quello maggiormente interessato, dato l’ampio spettro di dati diretti e indiretti disponibili relativamente ad ogni settore così come ad ogni singola società. Cambia, dunque, il modo di fare gestione con un crescente interesse per le strategie quantitative, potenziate tanto dalla maggiore capacità di calcolo, e quindi di individuazione delle correlazioni fra dati economici tradizionali, quanto dall’utilizzo di nuove tipologie di metriche. Analisi di immagini satellitari, coordinate GPS, analisi linguistiche di report o tweet sono interpretabili, grazie a tecniche avanzate di machine learning e artificial intelligence, per ottenere segnali economici, la cui validità viene attentamente indagata dall’industria, e utilizzate da centri di ricerca di eccellenza in materia di investimento per creare una nuova generazione di strategie quantitative.

Adattare l’innovazione

“La quantità dei dati oggi disponibili e la loro complessità rendono necessari approcci più innovativi e allo stesso tempo più rigorosi per ottenere da un lato risposte rilevanti in ambito finanziario e dall’altro evitare trappole interpretative”, sostiene Alessandro Beber, membro del Global Equity Research Team - Systematic Active Equity business di BlackRock. Innovazione che si trova al centro della storia del Systematic Active Equity business. “Se negli anni ’80 - spiega Beber - l’accounting era l’ambito di analisi preminente, che utilizzava il foglio excel per raffigurare il parallelo tecnologico con insight quantitativo, rappresentato prevalentemente da ranking dei titoli azionari su base, ad esempio, di price/earning o book to value, oggi i dati puramente finanziari vengono combinati con metriche qualitative. Tutto ciò che è misurabile è preso in considerazione nell’analisi del Systematic Active Equity Team di BlackRock - specifica - ma entra nelle nostre strategie solo dopo un processo di doppia approvazione economica e tecnico-scientifica che coinvolge oggi figure professionali dalla specializzazione molto più eterogenea rispetto al passato”. 

Pro e contro

“Per strategie quantitative - spiega Matteo Campi, responsabile dell’Ufficio Investimenti Multimanager e Alternative di Arca Fondi SGR - intendiamo quelle modalità di investimento basate su regole di intervento che riducono al minimo la discrezionalità del gestore”. “Anche nel caso di strategie consistenti in un algoritmo che viene applicato per definizione senza l’interferenza del gestore - aggiunge Teodor Naoumov, responsabile Team Quantitative di Pramerica SGR - rimane, però, un apporto discrezionale fondamentale costituito dalla decisione dei due momenti di apertura e chiusura della strategia”. Dato fondamentale ma che non cancella alcune specificità che portano i fund selector a ricercare esposizione a questa tipologia di prodotti. “Le strategie quantitative hanno un interessante potenziale di innovazione impensabile fino a qualche anno fa legato a Big Data, Cloud e capacità di calcolo”, sottolinea Filippo Stefanini, head of Multimanager Investments & Unit Linked di Eurizon Capital SGR.

Un’innovazione che, fanno notare tanto Campi quanto Naoumov, si traduce in un alto potenziale di diversificazione e decorrelazione a livello di generazione di alpha. I pericoli individuati concordemente sono ascrivibili al carattere altamente innovativo di questa tipologia di investimento. Da un lato, l’effettiva scientificità della ricerca che deve produrre back test affidabili e dare il tempo alle strategie di affermarsi non solo attraverso simulazioni riguardanti il passato, e dall’altro la traduzione delle idee di investimento in strumenti rigorosi. “È fondamentale - sottolinea Stefanini - analizzare le nuove strategie quantitative dal punto di vista della portfolio construction e del risk management”. “È proprio per la consapevolezza di queste criticità - specifica su questo punto Alessandro Beber - che all’interno del Systematic Active Equity business di BlackRock poniamo massima attenzione tanto alla scientificità del processo di ricerca quanto alla costruzione del prodotto sia da un punto di vista di risk management che di composizione dei costi. Per ottenere un risultato finale che possa davvero fare la differenza per l’investitore - continua - è infatti indispensabile la collaborazione fra il nostro team di ricerca e i team di analisi economica fondamentale, risk management e struttura di trading interni a BlackRock”.

Professionisti
Società

Notizie correlate

Investire in Big Data, come evitare i rischi

Nella terza parte della tavola rotonda organizzata da Funds People sulle strategie quantitative Alessandro Beber (BlackRock), Matteo Campi (Arca Fondi SGR), Teodor Naoumov (Pramerica SGR) e Filippo Stefanini (Eurizon) si confrontano sul corretto approccio ad una modalità di allocazione dalle grandi potenzialità ma che presenta anche alcune criticità.

I vantaggi dell’approccio quantitativo e la nuova frontiera Big Data

Nella seconda parte della tavola rotonda organizzata da Funds People sull’innovazione nel mondo del risparmio gestito Alessandro Beber (BlackRock), Matteo Campi (Arca Fondi SGR), Teodor Naoumov (Pramerica SGR) e Filippo Stefanini (Eurizon) si concentrano sulle opportunità determinate dall’aumento dei dati disponibili e della possibilità di una loro sempre più accurata analisi.

Anterior 1 2 Siguiente