Healthcare e tecnologia. I settori immuni al Coronavirus sono già nei portafogli dei fund buyer?


La pandemia di Covid-19 e le relative misure di contenimento hanno determinato una forte accelerazione di alcuni trend di lungo periodo riguardanti i settori della tecnologia e dell’healthcare. Gli investitori già da tempo guardavano con particolare attenzione a queste tematiche, che offrono opportunità di crescita interessanti e permettono una diversificazione più efficiente del portafoglio. In occasione della tavola rotonda virtuale organizzata da FundsPeople sulla portfolio construction case di gestione e fund buyer si sono confrontate su come sfruttare al meglio le potenzialità di queste tematiche all’interno dell’asset allocation.

Secondo Andrea Favero, head of Asset Managers BlackRock Italia il digital tech e l’healthcare sono caratterizzati da una componente strutturale in grado di catturare i macro-trend di lungo periodo, come per esempio la digitalizzazione o l’invecchiamento della popolazione. “Sono tematiche destinate a perdurare nel tempo”, commenta il manager. “Quello che abbiamo osservato è che gli investitori chiedono di beneficiare maggiormente da questa componente azionaria di lungo periodo, ma ciò implica un nuovo ragionamento sulla costruzione del portafoglio, che non può più limitarsi alla diversificazione per asset class e aree geografiche”, aggiunge.

I fund selector ci avevano visto lungo

I due settori che hanno beneficiato dell’impatto dell’epidemia di Coronavirus sono gli stessi su cui gli investitori erano già abbastanza concentrati. “Abbiamo vissuto questo cigno nero non tanto come un elemento di discontinuità, quanto piuttosto come un episodio che ha confermato ed accelerato i trend già individuati prima”, spiega Federico Mosca, portfolio manager di Arca Fondi SGR, riferendosi agli investimenti tematici che con l’emergenza sanitaria stanno subendo un’accelerazione. “Già prima della crisi avevamo considerato questi temi con un’ottica strategica e non tattica, mentre gli investimenti fatti nei portafogli esistenti hanno reso in maniera soddisfacente. Il prossimo passaggio sarà quello di ampliare l’offerta per i nostri clienti con prodotti dedicati”, dichiara il gestore.

Anche Stefania Taschini, head of Multi-Manager di Anima SGR conferma che già precedentemente alla pandemia in alcuni portafogli con focus tematico la parte azionaria era investita nei settori tecnologia e Healthcare, facendo ricorso soprattutto ad ETF, fondi passivi e derivati (futures). “Il Coronavirus ci lascerà in eredità una nuova normalità, basti pensare al massiccio utilizzo dello smart working o la necessità di trovare un vaccino o delle cure alternative, anche nel nostro ambito di gestione di portafoglio dovremo considerare e incorporare questi fattori all’interno della nostra asset allocation. Il classico approccio per area geografica, che abbiamo sempre avuto, ora dovrà essere necessariamente integrato da questi e altri nuovi temi di investimento”, afferma.

In un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse è diventato sempre più complicato ottenere rendimenti soddisfacenti attraverso l’azionario tradizionale. “Gli investimenti tematici permettono di spostare l’orizzonte temporale in avanti e di ampliare la visione, focalizzandosi per esempio su aziende meno conosciute, appartenenti a settori promettenti, quali possono essere urbanizzazione, rivoluzione tecnologica, biotech o energie rinnovabili”, sottolinea Antonio Ligori, responsabile Asset allocation di Mediobanca SGR. Secondo l’esperto il ragionamento deve avvenire su due livelli. Da un lato affidarsi agli esperti nella valutazione di determinate società, dall’altro sfruttare le proprie expertise per studiare attentamente il benchmark, ovvero quanto si è esposti a small e mid cap per esempio, ma anche riuscire a costruire un portafoglio diversificato e minimizzando il rischio. In questo modo si ragiona in maniera tradizionale su argomenti che in realtà non lo sono.

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