Strategie alternative, la migliore risposta all’attuale scenario di mercato


La politica monetaria degli ultimi dieci anni ha avuto degli effetti importanti sui mercati: rendimenti bassi e negativi sul mercato del reddito fisso, la contrazione degli spread del credito poco coerenti con i fondamentali e la riduzione del premio per il rischio sul mercato azionario. Questo scenario ha spinto la ricerca di rendimenti tramite strategie unconventional, come per esempio la vendita di volatilità. Da inizio anno si è assistito ad un importante cambiamento, caratterizzato dal ritorno dell’inflazione sia negli Stati Uniti che in Europa, vicini all’obiettivo delle Banche centrali, la Fed ha già annunciato altri due rialzi dei tassi entro fine 2018 e la Bce ha previsto la fine del QE.

Sara Cazzola, head of research di Hedge Invest, sostiene che “in un contesto in cui la volatilità è tornata sul mercato e la correlazione tra i titoli è diminuita, le strategie passive non possono più garantire le sovraperformance del passato, viceversa, si favoriscono le strategie long/short”. Anche sul mercato obbligazionario si intravedono i primi segnali di cedimento dei titoli governativi core, “l’indice Barclays US Investment Grade ha perso il 3% YTD, dando inizio ad una probabile correzione, destinata a perdurare”, aggiunge l’esperta. Questa tendenza ha determinato anche la correzione dei bond in valuta forte emessi dai mercati emergenti e maggiore fluttuazione delle valute locali.

Per Alessandra Manuli, amministratore delegato di Hedge Invest, “il nuovo scenario, caratterizzato da una maggiore volatilità, è già iniziato. Dunque la domanda di prodotti alternativi di media volatilità è aumentata, in sostituzione all’allocazione di bond, che potrebbero continuare con questo trend ribassista”. La manager sottolinea infatti che “da inizio anno la crescita degli asset di Hedge Invest è cresciuta del 26% per i fondi UCITS e del 21% per i fondi chiusi”, in risposta alle nuove esigenze degli investitori.

Quali sono le opportunità di guadagno oggi? Manuli sostiene che “occorre essere flessibili, opportunistici e adottare un approccio long/short; non basta più acquistare ETF sugli indici”. Inoltre si è deciso di prendere in considerazione un altro fattore importante, quello dell’M&A. L’amministratore delegato commenta infatti che “crediamo che questa possa essere un’occasione per generare valore, soprattutto in vista dell’aumento dei tassi di interesse, perché le società preferiranno comprare oggi, anziché domani, a tassi più elevati”. Per di più, aggiunge, il trend attuale prevede che “le società target vengano quotate a prezzi inferiori rispetto a quelli con cui hanno ricevuto l’offerta, pertanto i gestori possono sfruttare questo mispricing fino alla chiusura del gap”.

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