Hard skills applicate al mercato del credito


Il mercato europeo del credito continua a crescere supportato dalle politiche accomodanti della Banca centrale europea. In un contesto in cui i rendimenti sui titoli governativi sono sempre più compressi, l’unica soluzione è spostarsi sul corporate. Ci troviamo in un ambiente di lieve rallentamento della crescita economica, e dunque in un contesto, sostiene Ver Capital, più favorevole per il mercato obbligazionario che azionario.

Il rischio di default sul mercato high yield rimane molto basso e legato a condizioni idiosincratiche e non strutturali. A questo proposito VER Capital sta puntando sull’offerta tre tipologie di soluzioni: l’high yield, il credit loan ed il private debt. “EU HY e EU Loans sono due strategie in crescita e sono di fatto due vasi comunicanti. A livello europeo, le grandi corporate, sono emittenti sia nel mercato bond che loan, ma mentre prima in tali mercati operavano due categorie ben distinte di investitori, istituzionali nei bond e banche nei loans, ormai le banche sono sostanzialmente sparite dal mercato secondario dei grandi prestiti sindacati europei (i loans) e, dunque, anche il mercato dei loans è ormai un mercato interamente istituzionale.

Ne consegue che per un gestore è strategico essere in entrambi i mercati sia perché come detto gli emittenti spesso sono gli stessi sia perché le controparti di trading sono le medesime. "Ad oggi Ver Capital è l’unico gestore italiano che opera su entrambi questi mercati in modo strutturato”, spiega Andrea Pescatori, amministratore delegato di VER Capital.

Paolo Mariani, partner di VER Capital, fa notare che negli ultimi anni c’è stato una grossa convergenza tra mondo dei corporate loan e high yield. “Le differenze principali tra gli strumenti sono due: la prima è che i corporate HY hanno un rendimento a tasso fisso mentre i loan a tasso variabile. La seconda è che i loans sono senior secured mentre i bond high yield sono tendenzialmente unsecured. Dal primo punto consegue una minore volatilità dei loans rispetto ai bond. Dal secondo un minor recovery ratio, secondo la scala delle principali agenzie di rating, pari a circa il 65% per i loans contro circa 35% per i bond. Questo ovviamente per i loans oggetto di nostro investimento che rappresentano l’alto di gamma dei loans: senior secured, LMA standards, quotati su piattaforma Markit e con Rating delle principali agenzie.

"Sul mercato dei Loans abbiamo sulla rampa di lancio il fondo VIII che è di tipo aperto con liquidità mensile per gli investitori e sempre comparto della nostra piattaforma lussemburghese”, spiega.

Le hard skill di VER Capital

La società ha sviluppato strategie obbligazionaria sia in formato di fondi aperti che chiusi. “Con l’esperienza maturata negli anni e attraverso un approccio basato sia sull’analisi fondamentale che sulla costruzione scientifica dei portafogli, abbiamo implementato un metodo di selezione degli emittenti allo scopo di offrire all’investitore una buona diversificazione di portafoglio, un basso livello di rischio, un corretto timing di entrata, liquidità del sottostante e un tasso di default pari a 0. Queste sono le nostre hard skill” spiega Pescatori.

Le strategie sul credito UCITS di VER Capital presentano una duration e una volatilità contenuta e vengono sviluppate attraverso un approccio high conviction al mercato in modo da ridurre al minimo il rischio tasso e credito. “In questo momento bisogna diventare più selettivi”, spiega Alberto Gesualdi, gestore dei fondi UCITS e partner di VER Capital. “Dato la crescente dispersione delle performance, è fondamentale riuscire a capire qual è il giusto entry point. Un esempio di questo tipo è il mercato corporate dell’automotive, dove sebbene i titoli azionari risultano overheated, quelli obbligazionari presentano una buona capacità di recupero. Siamo in procinto di partire con un fondo Ucits short term e short duration, dove, offriamo agli investitori un prodotto a liquidità giornaliera, con una duration pari a circa 0,5 e un Ytm pari a circa il 2% con costi competitivi con ETF”, spiega Gesualdi.

Le strategie di private debt sono gestite da Francesco Franchini, partner di Ver Capital. “Su private debt ci differenziamo dai nostri competitors perché siamo in grado di applicare le tecnologie più sofisticaste proprie dello standard LMA del mercato dei loans e, inoltre abbiamo raffinato negli anni le nostre metodologie di analisi e di benchmarking grazie proprio ad un attività che ha più di 12 anni di storia. Abbiamo un data base con più di 500 nomi che ci permette di effettuare analisi di benchmarking settoriale e verticale su stessa azienda anche grazie alla reportistica che, similmente al mercato EU Loans, settiamo su base trimestrale o a volte anche mensile", spiega.

"Sul private debt siamo ormai concentrati a costruire portafogli senior, avendo abbandonato la strategia fully subordinated con la quale eravamo partiti 12 anni fa. Nel private debt abbiamo in via di completamento il fondo V mentre abbiamo sulla rampa di lancio il fondo VII che si distinguerà dal V non solo perché avrà anche una finestra per investimenti in Germania e Francia, ma soprattutto perché avrà una più alta diversificazione e sarà via maggioritaria dedicato ad aziende con non più di 500 dipendenti al fine di rispettare la definizione BEI di SME in quanto abbiamo il FEI come cornerstone investor”, conclude Franchini.

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