Guardate ai dividendi per battere il mercato


Tratto dalla rivista numero 28 Funds People - sezione Gestore Italiano.

Anima Iniziativa Italia è uno dei fondi con doppio rating BC Funds People (Blockbuster-Consistente) per il 2019. Si tratta di uno strumento direzionale che si pone come obiettivo fare significativamente meglio del benchmark, costituito per il 95% dall’MSCI Italy Small Cap e per il 5% dal BofA ML Euro TBill, in ogni contesto di mercato. Il team di gestione coincide con quello di Anima SGR che si occupa dei fondi che puntano sul mercato azionario italiano. 

Il processo di investimento

“Come prima operazione”, spiega Luigi Dompè, portfolio manager di Anima Iniziativa Italia, “organizziamo i titoli in cluster omogenei, prendendo in considerazione i principali indicatori di mercato per ogni settore, identificando il posizionamento di ogni singolo titolo a livello valutativo e realizzando value map sui dati prospettici a 12-24 mesi”. Viene fatta, inoltre, un’analisi temporale dei multipli poiché, sottolinea il portfolio manager, “è possibile imbattersi in titoli che mostrano nel tempo attese attraenti che faticano a tradursi in effettivo aumento di valore”. 

Tale mappatura permette di scremare l’universo investibile composto da oltre 400 titoli. L’aspetto centrale della selezione avviene a questo punto attraverso il confronto diretto con le singole società. “Il fattore fondamentale che viene preso in considerazione, oltre all’attività specifica e al settore di riferimento, è legato alle persone. Soprattutto per quanto riguarda il mondo delle small cap, il confronto periodico con il management delle singole realtà è essenziale”.  Sono oltre 400 all’anno gli incontri diretti  da cui derivano decisioni di allocazione o ribilanciamento, sia in termini di accrescimento sia di diminuzione di posizioni che, a livello generale, vengono mantenute nel medio periodo. “Il mondo delle small cap non permette approcci tattici”, sottolinea Dompè. “Il nostro obiettivo, lavorando in un’ottica di medio periodo e considerando che per quanto riguarda le società a media e piccola capitalizzazione non sempre è semplice uscire da una posizione in tempi brevi, è mantenerci nella fascia alta di decisioni vincenti”, aggiunge. Tale fascia coincide attualmente con l’insieme delle società in grado di generare un dividendo sostenibile nel tempo, fattore individuato da Dompè come principale driver di portafoglio in questo momento. “Le aziende che hanno un dividendo elevato, sostenibile e possibilmente crescente”, specifica, “rappresentano un’asset class difficilmente abbandonabile da parte degli investitori, considerando il contesto di tassi bassi che caratterizza i mercati e la minore volatilità dimostrata da questa tipologia di titoli”. 

Controllo del rischio

L’attenzione più forte sul downside risk è posta sulle principali posizioni. “Tendo a concentrare abbastanza il portafoglio, se pur con un numero elevato di titoli (al 31 gennaio 2019 si parlava di 108 titoli), in quanto i 20 titoli più importanti pesano più del 50% del portafoglio (al 31 gennaio 2019 pesavano il 57,13%)”, afferma Dompè, “e contestualmente a non espormi significativamente su titoli influenzabili da dinamiche esogene e poco controllabili”. 

Per quanto riguarda il rischio Paese, infine, considerata l’attuale prospettiva di crescita anemica per l’Italia, il pericolo principale è individuato da Dompè nella dinamica di discussione con l’Unione Europea che potrebbe innescarsi in caso di mancato raggiungimento dei target concordati con l’ultima legge di bilancio. “Tensioni - sottolinea però - che dovrebbero dispiegarsi solo dopo le elezioni europee di fine di maggio”.

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