Gray (Vanguard): “Ecco perché la recessione non è così lontana”


Il rischio di recessione è diventato elevato per due ragioni. Innanzitutto, il crescente protezionismo a livello globale in cui si inseriscono la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che ha generato un aumento dei dazi, e Brexit, che mina le relazioni commerciali tra UK e Area Euro. La seconda ragione è che lo sviluppo delle politiche commerciali è diventato meno prevedibile. Non è chiaro come la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si risolverà e, anche lato Brexit, ci sono molte incertezze su quando e in quali termini avverrà”. Due ragioni ed una sola origine, il deterioramento della catena del commercio globale, al centro dell’analisi del contesto macroeconomico operata da Alexis Grey, senior economist di Vanguard, che ha presentato a Milano la view dell’asset manager statunitense.

Rallentamento sincronizzato

La pressione sul settore manifatturiero, testimoniata dalla serie di dati sugli indici dei direttori d’acquisto degli ultimi mesi, rappresenta la più evidente dimostrazione degli effetti negativi della situazione innescata dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina e allargatasi a livello globale. “Secondo i nostri modelli che stimano le possibilità di una recessione nei prossimi sei mesi. In Europa il rischio di una fase recessiva è più alto in Germania, seguita dall’Italia, a causa del peso del settore manifatturiero nelle rispettive economie e della loro elevata esposizione alle esportazioni”, ha spiegato Gray. “Anche negli Stati Uniti la probabilità di una recessione è più alta del normale a causa della debolezza di alcuni indicatori, come quelli della fiducia delle imprese e degli indicatori finanziari”, ha aggiunto.

Rischio Recessione Vanguard

Le Banche centrali non bastano più

La visione di Gray circa le scelte delle principali Banche centrali nel corso del 2020 vede la sola Federal Reserve impegnata in modo attivo in funzione di supporto alla crescita. In pausa gli altri istituti, in attesa di un intervento sulla politica fiscali, in particolare per quanto riguarda l’Eurozona. “L’efficacia delle politiche monetarie espansive sono messe a dura prova dalle incertezze sugli esiti della guerra commerciali”, ha sottolienato la senior economist di Vanguard, indentificando lo scenario più probabile nella permanenza dei dazi tra USA e Cina, “considerata la difficoltà che si possa arrivare a un accordo su temi importanti come proprietà intellettuale, manipolazione valutaria, accesso delle imprese americane in Cina e cyber security”.

Diversificare in vista del lungo periodo

“Tutto ciò causa volatilità sui mercati e una possibile diminuzione dei prezzi delle azioni, determinando nel medio termine una riduzione dei rendimenti, specialmente negli Stati Uniti dove le valutazioni sono più elevate rispetto a quelle europee, dove invece pensiamo che le valutazioni siano corrette. Nel settore obbligazionario, invece, i rendimenti continueranno a essere veramente depressi, comprimendo i ritorni per gli investitori nel medio termine”, ha sostenuto Gray entrando nel dettaglio delle conseguenze sugli investimenti.

“La diversificazione”, ha concluso, “può aiutare a minimizzare il rischio della forte volatilità nei portafogli e consentire agli investitori di focalizzarsi sugli obiettivi di lungo termine”.

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